Et per intender l'opinione in queste importante materie de Fiorentini, i quali, per quanto se intendeva, per parole osate a Milan per el suo ambassador, che volentiera vorebbeno esser in acordo con la liga, et essendo a hora el tempo de unirse quasi tutti i potentati de Italia contra Franzesi che quella volevano subiugar, se non li fosse sta per nostri remediato, come è la verità; et el Re havia cattivo animo contra ditti Fiorentini, però che, essendo a Viterbo, usò alcune parole a soi oratori di volerli render Pisa, Serzana, Serzanello, Pietrasanta et el porto de Livorno, ma che raxon era che Piero de Medici, el qual era a presso di lui et descaciato de Fiorenza per soa causa, dovesse ritornar; et etiam voleva ducati 20 milia da loro ad imprestedo. Et Fiorentini erano in gran spavento, pur fevano provisione le qual saranno di sotto scritte, nè sapeva si el Re volesse, da poi stato a Siena, venir a Fiorenza o andar a Pisa o vero per la marema de Siena altrove, et non sapevano che farsi. Era lì in Fiorenza quel fra Hieronimo da Ferrara di l'ordine di S. Marco de frati Predicatori, nominato di sopra, el qual el populo lo reputava per santo; et come frate Hieronimo diceva una parola, non bisognava contradirli. Questo predicava publice in favor dil Re de Franza, dicendo era un messo da Dio mandato, con molte parole; adeo che comoveva gli animi de Fiorentini ad adherir a esso Re, che fortasse, come ragion voleva, li sarebbeno stati contrarii, havendo ricevute molte inzurie. Unde nostri in questi zorni expedite, et si partì a dì 10 Zugno, uno frate Piero Dolphin, zeneral di l'ordine camaldulense, zoè di San Michiel di Muran, et patricio veneto, homo di grande autorità, bontà et reverentia, et molto amato, a Fiorentini dove era stato gran tempo, et tolse di andarvi in tre zorni a Fiorenza et esser con quella Signoria, et intender la volontà loro; si vogliono Franzesi siegua la vitoria usando le crudeltà usavano, o vero esserli contra et far quello hanno altre volte fatto li loro passati, che elexeno acquistar et non perder.

A Bologna el magnifico Johanne feva molti preparamenti, et suo fiul Hanibal era quasi in ordene per venir in campo, et a dì 14 Zugno zonse ivi Antonio Vincivera secretario nostro ben visto et honorato, et exposto a quella comunità quanto li fo comesso, trovò Bolognesi esser gaiardi et volonterosi a difendersi. Et offerto, oltra li Stratioti, etiam el signor de Rimano et el signor de Pesaro con loro condute, si Franzesi ivi venisse. Et come se intese, esso magnifico Johanne scrisse a la Signoria, offerendo X milia fanti al bisogno, benissimo in ordine, di Bologna et Bolognese. Li Stratioti 500 con Piero Duodo provedador erano zonti, et alozati mia 12 da Bologna a uno loco chiamato Castel San Piero. Et zonto ditto secretario, haveno una paga; et ditti Stratioti steteno lì in Bolognese zorni 13, et poi veneno in campo in Parmesana, come dirò di sotto. Et 21 Zugno, facendosi certa festa a Bologna di San Raphael, et si mette tre palii, panno, una bandiera et una spada con un per de spironi, et correno li cavalli barbareschi; et Stratioti alcuni volseno correr, et havene uno di loro el terzo premio, et cussì passavano quelle cosse.

In questo mezo a Venetia molte provisione necessarie fonno fatte, et el Prencipe con li Padri di Collegio ogni mattina se reducevano molto a bon'hora in Collegio, haveano lettere prestissime de ogni banda, maxime di Perosa et Milan, et li corrieri haveano le poste, et perchè fusse presti steva do barche a la riva di palazo, et do a Lizafusina dil Consejo di X, a quatro remi per barca, le qual menavano ditti corrieri. Et fo mandato ducati 2000 a Corphù per far zente passasseno in la Puja, et scritto per la Dalmatia a li rettori dovesseno mandar li Stratioti ivi era in armada dal zeneral, dove ne era n.º 50, zoè a Sibenico 50, Traù 40 et quelli di Catharo non fo voluto muoverli per esser vicino a Turchi. Et ancora Zuan Dolce secretario era andato a soldar schiopetieri alemani, havendo fatti alcuni, mandò in campo Francesco da la Zueca solicitava Paris da Lodron facesse li 1000 provisionadi, et venisse in campo. Et a dì 16 Zugno per lettere di Roverè se intese esser de lì passati 300 schiopetieri tedeschi, fatti per el nostro secretario che andava in campo. A Lionello dal Nievo vicentino fo ordinato facesse 500 provisionadi da Vicentina. Le terre de Terraferma mandò a offrirse per do mexi de mandar zente in campo a soe spese, zoè di Vicentina fanti o vero provisionadi 2000, Brexani 1200, Veronesi 2200 et Bergamaschi 2300; sì che bisognando, come fo fatto la descriptione, si havia da persone 30 in 40 milia in campo. Et a Roma fo scritto, zoè a Perosa dove era el Pontifice, che non era più tempo de demorar, et che Soa Santità con li rimedii opportuni di excomunicatione et altro dovesse proveder, et non ritornar cussì presto a Roma, perchè, ritornando, Colonnesi faria forsi qualche novità, dove si aritrovava el sig. Prospero e Fabricio Colonna ivi rimasti, pur in amicitia col Re, et erano stati dal Re a Viterbo; et ancora perchè se podesse haver in campo li 1000 cavalli lizieri nostri et de Milan, et le zente dil signor di Pesaro doveano andar in aiuto dil Pontifice. Et benchè questa deliberation di Pregadi andasse velocemente a Perosa, pur a dì 16 da matina si have lettere di l'orator in Corte, date a dì 13 Zugno in Perosa, advisava el Pontifice con reverendissimi Cardinali volevano al tutto, passato el Corpo de Christo, ritornar a Roma; come aspettavano lì in Perosa el sig. di Pesaro zenero dil Papa, el qual dovea venir a dì 16; et a dì 12 a hore 22 era zonto ivi el cardinal San Dyonisio, et uno altro episcopo, chiamato mistro Adamo, per nome dil Re de Franza a excusarse de quello era sta fatto a Toscanella et Montefiascon; et ancora eran tornati lo episcopo de Concordia et frà Gratiano, erano stati legati a presso esso Re; et che el Pontifice el zorno avanti era cavalcato per la terra, vedendo monasterii, et con Soa Beatitudine ditto nostro ambassador havia gran benivolentia. Et che a dì ij ditto volendo audientia, ritrovandose in letto, lo fece intrar; cossa che a niuno altro assueta de far. Et etiam a dì 9 zuogando alcuni a la balla su la piazza, el Papa era al balcon, et volse l'ambassador li stesse a presso, concludendo era Soa Santità in grande amicitia con la Signoria nostra; che erano in una terra dove non si trovava danari per le parte, et voleva tuor ducati 400 a cambio per i banchi per dar paga a le zente, et non catava; unde forzo li saria de mandar a tuorli a Roma. Le qual zente erano alozate mia cinque de lì, in uno loco chiamato La Frata, dove era un bosco.

A dì 15 Zugno venne uno corrier di Spagna con lettere di 20 Mazo, el qual corrier era stato 7 zorni in Barzelona ad aspettar passazo; per le qual se intese el Re et Raina in quel zorno esser partiti con la corte di Madril, et venuti a Burgos terra vicina a Navara, dove aspettava oratori dil Re de Romani venivano per contrazer parentado, come se divulgava, di la fia di esso Re de Romani in el Principe primogenito dil Re, et etiam l'archiduca Filippo di Bergogna in la principessa donna Johanna relita dil fio dil Re di Portogallo; le qual noze è assà zorni se divolgava: quello seguirà sarà scritto di sotto. Item come si faceva gran preparamenti di zente mandate a la volta di Perpignano per romper al Re de Franza, et che la Raina de Franza et Duca di Borbon governava el Reame de Franza, inteso che ebbeno di la liga, et che in Spagna si facea zente, havea mandato alcune lanze a quelli confini per custodia di suoi luogi; ma el Re et Raina de Spagna al tutto volevano romper, come disse el so ambassador in Collegio haver lettere da tre parte: prima che havia ordinato l'armada de Byscaia se dovesse redur insieme tutti quelli navilii, et se metesse in ordene perchè voleva mandar in Bertagna a danizar a quelli passi: tamen per lettere di Londra se intese ivi in Bertagna el Re de Franza faceva far grande armata, et armavano ogni legno a la suma de più de 100 vele. Item che el Re de Spagna preditto havia fatto far comandamento a le zente de l'Andalusia, zoè Yspania ulterior et dil Regno de Aragona et de Valenza, che dovesseno adunarse a uno, perchè da quella banda dil Mar Mediteraneo voleva etiam dar adosso Franzesi verso Linguadoca, et che la sua persona con la Raina era venuto a Burgos principal terra de Castiglia per esser più vicino a Fontarabia, per romper a Baiona terra de Franza nel mar Oceano, sì che da tre bande voleva romper, oltra l'armata sua era in Cicilia in ajuto di re Ferandino. Et se divulgava voleva mandar el Duca di Alve capetanio di gianiseri ( gendarmi ) con zente in Cicilia, et il Re scrisse al capetanio che dovesse far quello la Signoria nostra et el so ambassador era qui li ordenava. Et nostri credevano che ad ogni momento la Spagna dovesse romper, et però erano inanimati molto; ma mai rompete, come dirò di sotto.

El zorno avanti, che fo a dì 14 Zugno, venne in questa terra domino Christoforo Crispo Serovestaner orator dil Re de Romani, el qual havia assà benefici in terra thodesca senza cura, et ha la expectativa dil Vescovado di Trento dal Re, dopoi la morte di questo Vescovo, dove il temporal et spiritual.... Or questo za do anni era stato in studio a Padoa, et venne per la via de Trento a Roverè, poi a Verona, Vicenza et Padoa; et ivi se ritrovò a tempo dil Santo, zoè di Santo Antonio a dì 13 Zugno, dove si fa solenne processione e fiera bellissima. Et li fo mandato contra alcuni patrici. Et questo ambassador venne per star in questa terra con zerca 12 persone, alozò a San Bortholomio in caxa di Piero Pender mercadante tedesco pur a spexe di la Signoria; poi fu messo habitar a la Zueca, demum a Santa Maria Zubenigo in ca Pasqualin.

El zorno da poi che 'l zonse, a dì 15, el zorno de San Vido, essendo consuetudine dal 1310 in qua per una liberatione have in tal zorno la Republica da uno Baiamonte Tiepolo si voleva far signor di questa terra, et fo discoverto; per questo ogni anno el Prencipe cum la Signoria et alcuni patricii invidati vien da San Marco per terra fino a la sua Chiesia, la qual per esser situada di là dil Canal grando si fa uno ponte sopra galie grosse vecchie sono in l'arsenal, et ivi alde messa, poi ritorna con li piati et fa pasto a quelli lo compagnano et oratori, et va con le cerimonie ducal. Or ditto orator fo invidato, et cussì vi venne l'orator dil Papa, lui, di Spagna, Napoli, Milan et Mantoa, e domino Truiano di Hongaria. Et a dì 16 poi have audientia, et expose la soa imbassada, et come era sta mandato da la Cesarea Majestà dil Re Maximiliano suo, per confirmation di la amicitia havia con questa Illustrissima Signoria, notificando la sua venuta, sarebbe presto compita la dieta.

Et a dì 16 zonse lettere de li nostri ambassadori a esso Re di Romani, de 6 del presente mexe, narra come lì a Vormes si seguiva pur la dieta, et che li elettori de l'imperio non lo consigliava a dover venir questo anno in Italia a coronarse, et che el Re attendeva andar a caze et piaceri, et che erano zonti do ambassadori dil Re de Scocia, i quali venivano da la Majestà dil Re, poi in Italia dal Re de Franza, i quali ex parte regis sui pregò esso re Maximilian non venisse in Italia a dar danno nè fastidio al Re de Franza molto amico di loro Re, offerendosi etc. Item come erano ditti nostri oratori stati a visitation de li elettori de l'imperio, et narratoli l'operation dil Re de Franza, et che Italia haveva bisogno di esser subvenuta, però dovevano exhortar el Re a venir a coronarse. Et questi li risposeno non haver saputo da niuno, nè inteso dal Papa el bisogno de Italia, che saria bon proveder. Ancora el Re preditto disse a nostri oratori che 'l Duca de Milan li restava a dar ducati 80 milia, per resto di la sua dota, et che lui non havea danari, et che esso Duca de Milan li havia promesso di dar ducati 100 milia venendo in Italia, sì che saria bon che la Signoria nostra li mandasse altri 100 milia ducati, perchè lui vegniria di qua con 5000 cavalli et X milia pedoni, et li ambassadori li disse come di questo scriveria a la Signoria. Item come li haveano dimandà una patente di poter far et assoldar 2000 Sguizari a soldo nostro, et che el Re li havia risposo non vi era più Sguizari, sì perchè el Re de Franza ne havea molti con lui, quam per quelli che lui mandava a Milan, havendoli richiesti el Duca.

Qui saranno notati li Franzesi di conditione che restono in Reame.

A ciò el tutto se intenda, volendo ritornar el Re de Franza, da poi acquistato el Reame, verso Franza, o vero verso Milan, come ho scritto di sopra, lasciò questi Franzesi di conditione, ai quali dette grandissima autorità nel Regno: mons. di Belcher marescalco dil Regno; mons. di Mompensier vicerè in Napoli; mons. de Obegnì governador in Calavria; mons. di Persì locotenente in Calavria; mons. di la Spara vicerè in Puja; a Taranto governador d. Juliano, el qual el Duca lo fece Duca di Santo Anzolo in Calavria; in Manferdonia Gabriel de Monfalcon; a l'Aquila, Bale de Vitrì con 50 lanze. In tutto rimase in Reame cavalli franzesi.... et pedoni, computò Sguizari,... Item in Hostia rimase capetanio M.... de Guerra, et in Reame suo fratello Gratian de Guerra. In Pisa veramente, al governo dil qual era Serzana, Serzanello, Pierasanta et Livorne, uno chiamato mons. Dandragesi ( d'Entragues ).

Come el Re de Franza de ritorno intrò in Siena.