Domente tal cose si fanno, a Roma novi rumori succedeva, et venne inimicitia tra Ascanio Sforza cardinal, vice canzelier et fratello dil sig. Ludovico, et il Pontifice. El qual cardinal fu quello che fece questo Alexandro papa, et era il totum. O pur venisse lite, come intraviene, o pur, secondo quel ditto, causam quaerit qui vult discedere ab amico, perchè suo fratello era con Franza, et per consequente bisognava lui etiam vi fusse, unde al principio di Luio si absentò di Roma, et andoe in alcuni castelli di Colonnesi, et quivi con danari fece zente, acciò non passasse el re Alphonso, el qual si divulgava voler venir in persona in qua contra il Re di Franza, et zà era venuto suo fiol Duca di Calavria con grande exercito, come di sotto intenderete. Et a uno castello chiamato Genezam ( Genazzano ), de Colonnesi, esso Ascanio si ridusse con alcune squadre, et faceva continuamente fanti per dannizar Roma, acciò el Papa si voltasse. La qual cosa al Pontifice fu molto molesta, per la partita di detto cardinal. Ma el Re di Franza, domente in Italia tal cose si facevano, continuamente mandava soi capetanei con zente a poco a poco di qua da monti, et instituì el marascalco de Brandicol ( Baudricourt? )[99] et mons. di Obignì, che andò a Roma, come ho scritto, a questi do el governo de le zente d'arme, et a la fin de Zugno mons. Tramoi ( La Trémouille ) passò per Mongenevre con lanze 50, et cussì in questi tempi, dil mese di Luio, veniva in qua da monti Franzesi, qual per lettere de Zorzi Pixani dottor et cavalier ambassador di Venetiani a Milan se intendeva, tamen non era creto ( creduto ) mai el Re in persona venir dovesse. Et el Duca di Orliens, al qual era dato la provincia di l'armata si faceva a Zenoa, adì 9 Luio zonse in Aste col Principe di Salerno; et el Duca di Milan, over sig. Ludovico che governava il tutto, mandoe do soi principali fino in Aste a visitar ditto Duca, i quali fonno el sig. Nicolò da Corezo et Galeazo Visconte. Et subito zonto esso Duca lì in Aste, adi 10, che fu zorno driedo che el zonzesse, si partì insieme col principe di Salerno et conte di Chiaramonte, che erano baroni dil reame, per venir a Zenoa. La qual armata si preparava era galie 24, galioni 30, nave grosse 10, dovea menar cavalli 500 et artegliarie, sarà lanze 800 a cavallo in l'armada, a do cavalli per lanza et uno arcier et uno balestrier. Et poi questo Duca di Orliens adi 14 Luio venne a Vegevene ( Vigevano ), dove è uno palazzo bellissimo del sig. Ludovico, et de indi dovea statim partirsi per andar a Casal a visitar la marchesana di Monferà soa parente, poi andar a Zenoa, et demum ritornar in Aste a far la mostra di le sue zente. Et il Principe di Salerno per il Re fu creato amiraio dil reame di Napoli. Or adi 15 ditto el Duca d'Orliens venne in Alexandria di la Paia, terra pur dil Stato de Milano, era con cavalli 600, dove andoe per visitarlo el sig. Ludovico con Zorzi Pisani ambassador, nominato di sopra, di la Signoria di Venetia, el qual seguiva la corte, et usato le accoglienze debite, lassato ordine al sig. Ludovico di quello havesse a far, andoe di longo a Zenoa.

A Milan si faceva gran provisione di zente, et acciò tutto si intenda, adi 26 Zugno il conte Honorato zentilhomo neapolitano con lanze 50 el sig. Ludovico mandò a Codignola, et in Bolognese cavalcò cavalli 800 dil Stato preditto di Milan; et mandò al magnifico Joanne Bentivoi, per resto vecchio e prestanze nove, ducati 16 milia; et adi 2 Luio zonse a Vegevene dal sig. Ludovico Galeazzo di s. Severino, el qual era stato dal Re di Franza con cavalli 40, et poi adi 19 Avosto partì da Vegevene per ritornar dal Re che veniva et passava monti. Et in questo medemo zorno di 2 Luio, esso sig. Ludovico mandoe a Zenoa Lorenzo di Mozanega ( di Mozzanica ), facea l'ofitio dil collateral zeneral, per far provision a la securtà di Zenoa, dove era commissario suo Corradolo Stanga protonotario stato gran tempo et ancora vi è. Et è da saper che adi 25 Zugno fo fato la mostra di l'armata preditta su la piazza di Zenoa: li sopracomiti era la mità franzesi et la mità zenoesi; et anche ivi per el Duca di Milano fu mandato el sig. Antonio Maria di s. Severino, fo fiol del sig. Ruberto. Et su ditta armata fu operato, et condusseno Nicolò Griffo da Ferrara, fo col sig. Ruberto da s. Severino, et li dette ditto Stato di Milan cavalli 100 et ducati 400 a l'anno. Et le zente di Milano in questo tempo fonno mandate in Parmesana, et fu decreto de consensu dil Re de Franza capitano di le zente italiane el conte Caiazo, nominato per avanti. El qual adi 5 Luio venne a Milan, et adi 20 ditto etiam el sig. Gaspar di s. Severino, chiamato Fracasso, suo fratello, el qual per alcun tempo el sig. Ludovico licentioe da lui, et hora ritornoe a Milano, et che tutti li Severineschi al presente sono in gratia dil Duca et sig. Ludovico, et operati.

Adi 27 Luio.........[100] el sig. Ludovico a hore 9½, la qual hora volse haver astrologica dal suo maistro Ambrosio De Cerato ( da Rosciate ) ottimo astrologo, senza il consiglio dil qual non faria alcuna cosa, et molto varda tal hore et ponti, dette el stendardo et baston al conte de Caiazo capitano de 500 homeni d'arme; et adi 28 ditto partì e andoe a la volta di Parmesana, dove dia far la adunation di le zente. Et ancora il sig. Ludovico condusse a soldo di Milano el sig. Gilberto et Ludovico da Carpi fratelli: li dette di condutta homeni d'arme 80 et 25 stratioti et 25 balestrieri a cavallo, et per gratuir l'animo dil sig. Antonio Maria di s. Severino, el sig. Ludovico, adi 29 Luio, li donoe tre castelli: Bassignana è sopra Po su quel di Alexandria di la Paia, et do altre sul lago di Como; rende de intrada zerca ducati 2000 a l'anno. Etiam al sig. Fracasso donoe tre terre o vero castelli sul Cremonese al confin del Mantuan; ha de intrada ducati 2000.

Adi 23 Luio gionse a Milan don Piero de Sylva ambassador dil Re di Portogallo con cavalcature 54, cariazi 7, andava a Roma a dar l'obedientia ad Alexandro sexto pontifice. Parlò al sig. Ludovico; si alegrò nomine regis di le nozze di la nezza maridada in re Maximiliano de Romani, et poi al suo viazo andoe. Et zonto a Siena, havendo in commissione dal Re suo, scrisse a Roma come era zonto per darli obedientia; ma voleva el Pontifice concedesse tal gratia al Re, zoè la legitimation di uno suo fiol natural, acciò quel regno romagnesse in li soi; unde el Papa, parendoli di novo che si pattizasse, et etiam per amor dil Re di Spagna, a chi aspetta ditto reame, se questo Re mancasse senza figlioli legittimi, non volse far nulla; et ditto ambassador non vi volse andar a darli la obidientia, et rescrisse al Re. Et in questo mezzo lì a Siena morite.

El re Alphonso vedendo che 'l Duca de Milan faceva campo, et zà veniva Franzesi di qua da' monti, deliberoe mandar el suo campo a l'incontro in Romagna, el qual era grossissimo, come di sotto sarà scritto, governato per suo fiol Ferdinando duca di Calavria. Et eravi questi signori, i quali cadauno saria sta bastante capitano: el sig. Virginio Orsini non venne, et zà fu divulgato el Re in persona voleva venir et lassar vicerè in Napoli ditto sig. Virginio, ma poi si mutoe di opinione: el conte di Pitigliano, Zuan Jacomo di Traulzi, el Duca di Urbino et el sig. di Pesaro con altri conduttieri, parte soldati per Alphonso, parte per el Pontifice et Fiorentini, sì come erano ubligati. Et dil mexe di Luio el conte di Pitigliano, con squadre 60, venne in Romagna, et squadre 7 dil Pontifice, adi 28 Luio, vennero sopra Farnesino, al loco chiamato el bosco, fra s. Mauro e Gaeta. Et el governador di Cesena facea zente per el Duca di Gandia fio dil Papa, zoè homeni d'arme 20, alozati tamen di fuora di Cesena per dubio di Guido Guerra, el qual è uno capo di parte, et alcuni castelli vicini a Cesena signoriza, come poi scriverò di la prodezza et strenuità sua. Cicogna contestabile al primo di Avosto di Fiorentini era a Castrocaro mia 3 da Forlì, facea fanti 400 per mandar a Pisa, et li capitani si aspettavano in questo tempo lì in Romagna; et come per lettere di Andrea da Lezze podestà et capitano di Ravenna drizzate a la Signoria di Venetia se intendeva i successi che le zente dil Papa et dil Re si aspettava tra Bertinoro et Forlì sul fiume di Meldola; et quelle dil Stato di Milano fra Faenza et Forlì sul fiume de Monton. Et acciò meglio questa storia se intenda, venuto li campi, farò una division di quello a uno tempo facevano: et cussì comenzerò a descriver le cose seguide prima in Romagna avanti il zonzer de li campi a la campagna di zorno in zorno, et non senza grandissima fatica et vigilantia tal cose quivi soprascritte. Ma accade prima de scriver alcune provisioni fatte per Venitiani.

La Signoria di Venetia in questo mezzo inter patres consultaveno saepius quello dovesseno far, essendo dal Pontifice, re Alphonso, Fiorentini et altri pregati et exortati non dovesseno lassar venir questo Re in Italia; et benchè intendevano il passar de' Franzesi di qua da' monti per lettere di Zorzi Pisani ambassador a Milano, pur la verità ad plenum non se intendeva, perchè il sig. Ludovico non li manifestava il vero, acciò Venitiani non facessero qualche pensier a disturbar tal venuta de Franzesi, benchè nel principio deliberasseno non si voler impazar in alcuna cosa, imo esser neutrali, pur inteso di l'armata era per ussir di Zenoa, deliberorno nel consiglio de Pregadi ancora loro metterse in ordene, et star provisti per le cose potevano occorrer, et far armata. Unde tolseno ad imprestedo de patricii zerca ducati 50 milia, con promissione di renderli in fra uno anno, et li obbligorno al deposito dil Sal. Questo fecero per non voler dar angarie alla terra, nè toccar le publiche intrade, nè altri danari de depositi; et adi 22 Zugno nel Mazor Conseglio elesseno capitano zeneral di mar Antonio Grimani, padre dil cardinal Grimani, tituli sancti Nicolai inter imagines, novamente da questo Pontifice creato. El qual libentissime acceptoe, et la domenega proxima messe banco, et habuto con gran ceremonie in la chiesa di s. Marco dal Principe el stendardo, adi 25 Luio, et accompagnato dal Principe, oratori et universo Senato fino in galia, la qual era al ponte di la paia, tolto licentia et offertosi a l'orator gallico et cussì ad altri oratori, montoe in galia; et in eadem hora andoe verso il porto, et poi con do galie insieme armate novamente, sopra comiti Zuan Francesco Venier et Antonio Loredan, verso Corphù navegò, dove era l'altra armata sotto do capetanei del colpho, Nicolò da ca da Pexaro et Hyeronimo Contarini, i quali, zonto ivi el zeneral, restono proveditori di l'armada, et non molto dapoi el Pexaro venne a dixarmar per essere stato assai fuora. Ancora dubitando di novità di Ferrara, mandò zente a custodia sul Polesene di Rovigo 25 cavalli et fanti, et quelli fonno mandati qui sotto sarà scritti, et etiam Ruigo a Domenego Malipiero, era podestà et capitano, scrisseno fosse di novo fortificato, facendo spalti et ogni altra provisione, et etiam a la città de Ravenna perchè li campi pur si appropinquava mandoe zente nominate di sotto, acciò il Ravennese et Zervia difendesse da subite correrie. A le zente veramente d'arme che ditta Signoria havea, ordinoe per le camere fusse dato sovencione, acciò si comprasseno cavalli et stesseno preparati, zoè ducati 60 per uno cao di lanza et 20 per el piatto per ogni homo d'arme.

Zente mandate sul Polesene.

Alexandro dil Turco in Ruigo
con cavalli
300

Fio di Antonazo di Dozea in Lendenara
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88

Zuan Griego a la Badia
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50