A Milan el Duca feva batter monede a furia, et diceva voleva andar in persona a recuperar Novara e tuorli li ponti et acamparse a la terra; tamen che intendeva in Aste si aspettava el Duca de Borbon con assà zente franzese veniva in soccorso et aiuto dil Duca de Orliens. Item che Sguizari 700 dil Re de Romani erano zonti a Como, et veniva nel suo campo, solicitava molto a far passar l'exercito in Parmesana avanti el Re vegnisse a Pontremolo; et che el suo campo a l'impresa de Novara era homeni d'arme 700, et 80 homeni d'arme era a custodia de Alexandria di la Paia, el resto Sguizari provisionadi e fanti a presso persone X milia, et con desiderio aspettava li Stratioti; et che 'l Duca li havia mandato ducati 500 a ditti Stratioti per quello ducato de più volseno, et non volevano passar a Crema, a ciò fusse presti; et desiderava venisseno per poter mandar a dar el guasto a Novara et Aste a li formenti erano in campagna et za erano maturi, a ciò Novaresi non li accogliesseno et havesseno vituarie da tenirse; et intendeva in la terra esserne poche, et per zorni XV, et che 'l Duca de Orliens voleva uscir con le so zente a la campagna vicino al so campo. Et madona marchesana de Monferà, essendo in amicizia col Stado de Milan, havia fatto romper uno ponte chiamato di la Siesa, sora l'acqua di la Siesa, a ciò per quella via non potesseno ritornar nè haver soccorso di Aste. Et cussì zercava esso duca Ludovico de tuor li passi, et poi assediarli in Novara, benchè molto se dubitava dil Re non venisse a conzonzerse insieme con tutti do campi dil Re et Duca di Orliens. Et però faceva pressa a la Signoria, l'exercito andasse in Parmesana. Sguizari veniva per zornada, ita che haveria 2000 Elemani nel suo campo, et che havia lettere da Zenoa quelle cosse passavano bene, et era uscito di Zenoa le 9 galie et do nave armade, et andate verso Portofin contra l'armada franzese; et questo istesso se intese per lettere di 19 da Zenoa dil governador drizate a la Signoria. Et a ciò la verità de quelle cosse se intenda, a dì 22 ditto nel Consejo di Pregadi fo decreto che Zorzi Negro, era secretario a Milan, andar dovesse a Zenoa subito, et ivi star exequendo quello li sarebbe comandato; et ancora vedendo come fino a dì 20 l'exercito non era passato Po, et che 'l Governador pur have qualche rispetto a passar, unde, disputato inter Patres, a dì 22 ditto, che al tutto dovesse passar, perchè el Re sollicitava di venir a Pontremolo, come scriverò de sotto.

In questa notte di 22 Zugno, Agustin Barbarico prencipe nostro, di alcuni dolor colici gravemente si amalò con agitation di febre, et a hore 8 scrisse a Padoa li fusse mandati li medici lezevano publice ivi, zoè M.º Zuan da l'Aquila, et M.º Hieronimo di Verona. Et cussì a hore 20 el zorno driedo fonno qui, et curono Soa Serenità di tal egritudine in brievi zorni. Pur la terra se doleva di la sua absentia in collegio in tanti bisogni et necessità di la Republica, et in tanta rerum perturbatione. Et questo mal li venne da tanti strachi, perchè non cessava mai di faticarse, la matina in Collegio, da poi disnar audientia, Collegio, Consejo di X, Pregadi o Gran Consejo, adeo non havea una hora de riposso, et voleva far tutto; tamen piacete a Iddio di presto liberarlo, et fo sanato.

Essendo sta preso in Pregadi una parte, de vender tanto Monte Nuovo per ducati 50 milia de boni danari, a ducati 75 el cento, zoè di quelli erano debitori di decime, et che fusse li ultimi danari de ditto Monte Nuovo francati da la Signoria, perchè, compito le guerre, vanno difalcando ditto Monte Nuovo; et fo confermata a dì 21 nel Mazor Consejo. Or a dì 22, per Alvixe Loredan era a le Cazude, fo fatto principio a scuoder ditti danari, et era uno miracolo le persone erano ivi con sacheti de ducati et monede per depositar. Et el primo zorno scrisse ducati 32 milia, et restò ducati 18 milia, et in do carte dil so zornal solamente, et ancora ne avanzava più de 100 milia, tanto era le persone volevano depositar, sì che è da considerar per questo, esser in questa terra assà danari, perchè tutti questi erano di vedoe, scuole, pupilli etc., et non de richi nè mercadanti. Et havendo scosso di più dil dover ducati 12 milia, unde vedendo questo modo facile de trovar danari, el Collegio detteno licentia dovesse tuor ancora fino a la summa de 40 milia ducati, ma non con el dono de tanto per cento, sì come li primi; et fo sospeso la parte de li arzenti in zecca, et era termene zorni XV a depositar questi danari; et in do zorni fonno expediti. La utilità era solum a raxon di ducati 6½ per cento, sì che fo una bella invention a trovar danari, senza angarizar li cittadini. Fo ancora provisto, tutti queloro erano tansati a pagar a li governadori per tutto el mexe, dovesseno pagar senza pena; et questo feceno per dar comodità a li botteghieri et arte; ma passato el mexe, pagasseno poi con la pena.

A dì 22 ditto fo retenuto per el Consejo di X uno Joan Martinis, cathelano di Barzelona, el qual era venuto pochi zorni avanti in questa terra, partito di Roma avanti el Re v'intrasse, et el Papa se spartisse. Questo andava vestito assà bizaramente per Rialto, con gran seguito de Patricii et altri, perchè lui publice rasonava molto di queste guerre et perturbatione de Italia, dicendo era stato con XVI Re, 4 Pontifici, 70 Cardinali et con molti Re et Signori havea grande familiarità, come era il vero, per esser faceto, era di bon parlar, mostrava haver gran inzegno. Or dubitando i Cai di X non fusse spion, con bel modo fo mandato per lui dove alozava, a caxa di alcuni spagnoli, dicendoli venisse a parlar col Prencipe. Et, venuto, fo retenuto et collegiato, et tocò a questi: Francesco Foscarini da San Lorenzo conseier, Lorenzo Venier cao dil Consejo di X, Lunardo Grimani Avogador de Comun, et Polo Trivixan kav. inquisitor dil ditto Consejo. Et andati in quel'hora in camera, et examinato, et cussì la mattina cognossendo non esser in dolo, a dì 25 ditto fo lassato, admonendolo non parlasse più de Stadi. Questo stete alcuni zorni in questa terra, poi si partite.

In questo zorno venne lettere di Spagna di 29 Mazo da Burgos dove era el Re, et se intese la nova di la morte dil Re de Portogallo non esser vera, imo stava benissimo; et che in Spagna se feva preparamenti a la guerra, et che rompendo nostri di qua loro romperiano di là.

Ancora zonse lettere di Elemagna, de li oratori nostri al Re de Romani, di 12 di l'instante, narra come la dieta non era ancora compita, et che era capitoli 120, de li qual mancava 40 a consultar, tamen li più facili; et di brieve saria expedita. Et compita, el Re faria pensier de vegnir in Italia, et voleva mandar el Duca de Saxonia con 500 cavalli et pedoni in Italia in aiuto di la liga, et za erano partiti do soi capetanei per venir a la volta de Milan; uno chiamato d. Sigismondo Belsperger, l'altro d. Federico Chapeler, i quali fevano el camin de Cuora. Item che tutti Sguizari erano venuti a Milan, havendo stipendio dal Duca et non dal Re de Romani come si judicava, sì che poco aiuto ebbe la liga da Maximiano. Item come esso Re et quelli consultori, havendo trovato un modo de haver ducati 800 milia con picola angaria universal in Elemagna, et ditta quantità haveria questo anno, sì che, havendoli, porà venir in Italia.

Da Bologna venne lettere come el magnifico Johanne Bentivoi era fermissimo in far ogni cossa, non atendendo a quello li mandava a dir el Re de Franza; et suo fiul Hanibal con la sua conduta era in ordene de partirse a dì 27 et vegnir in Parmesana, et cussì etiam li Stratioti 500 et le zente di Romagna vegneria in Parmesana, et non havea ivi più bisogno; tamen intendeva in Bolognese dovea vegnir alcune squadre franzese; le qual venendo, esso magnifico Johanne medemo voleva andar a investirli; et per tutta Bologna se cridava: Marco! Marco! Al contrario de quello fevano Ferraresi, i quali usavano stranie parole contra nostri, come per lettere del Vicedomino se intese. Item è da saper che Stratioti erano lì in Bolognese alozati in una pianura a presso Castel San Piero sora una acqua chiamata la Scheza mia 12 lontan da Bologna, et ivi steteno 13 zorni. Hor habuto lettere, Piero Duodo provedador di la Signoria dovesse quelli condurli in Parmesana, unde subito montò a cavallo, et con li Stratioti numero 800, a dì 21 Zugno intrò in Bologna, et fo honorifice ricevuto con grande alegreza di la terra. Et in questo medemo zorno li altri Stratioti con Bernardo Contarini intrò in Milan, come dirò di sotto. Et est mirum che in le terre cussì fatte, como Milan et Bologna, uno die, varietà de Stratioti intrasse in le ditte città, e tutto el populo de Bologna corse a vederli, et, fato la mostra, ricevuto le paghe, veneno verso Parmesana el zorno da poi, non havendo fatto alcun dispiacer dove erano stati; et Bolognesi se laudavano.

Adoncha a Milan, a dì 21 ditto, zonse Bernardo Contarini con Stratioti numero 635, et con gran fatica li condusse, et se partì de Crema, però che volevano dui ducati de più per uno; et el Duca li mandò a prometter ducati uno de più, sì come scrissi di sopra; ma Stratioti non volseno promesse ma danari; et fo necessario a Bernardo Contarini loro ductore impegnar li soi arzenti per darli quel ducato de più per uno, et haveno la paga a Crema, et se partino insieme con quattro siniscalchi dil Duca erano venuti a solicitar la soa venuta, et partì da Crema a dì 21 ditto, veneno mia X ad alozar a Lodi, et benigne dal commissario de Lodi fo ricevuto, offerendose da parte dil Duca; poi, disnato, se partino a hore 18, et a le 22 hore introno in Milan, che era mia 20, et zonti a presso el borgo, li venne contra quatro de primi dil Duca con do nostri patricii erano andati a veder quel campo, zoè Piero Bragadin et Homobon Gritti, et in tutto el borgo era pien de populo venuto a veder Stratioti a loro inusitati et novi a vederli. El Duca et la Duchessa montono a cavallo con la soa Corte et veneno su la piaza per veder ditti Stratioti, et fece gran carezze a Bernardo Contarini; et volendo quello tuor licentia, el Duca li fece dir havia a caro Stratioti corresse un poco. Et cussì fo fatto correr con le lanze et maze de ferro con gran piacer dil populo. Poi andò a li alozamenti nel barco, dove era preparate tavole a torno per dar a manzar a li Stratioti; et Bernardo Contarini alozò in caxa di l'orator nostro; et poi el zorno driedo a hore 4 di notte se partì per andar a Vegevene insieme con li do patricii sopra nominati con grandissima pioza, che arivò a hore 18; li venne contra el capetanio sig. Galeazo di San Severino et sig. Fracasso et Antonio Maria di San Severino, el sig. Nicolò da Corezo, el conte Hugo di San Severino, el conte Scaramuza di Visconti et altri cortesani, et con gran festa receveteno Stratioti et acompagnò Bernardo Contarini fino al suo alozamento nel borgo de Vegevene. Et el campo franzese era za venuto in campagna, alozato tra questi lochi... nel qual, come se divulgava, era homeni d'arme 350, arzieri a cavallo 1000, cavalli lezieri 1000, et fanterie zerca 8000, et scorsizavano prima fino a presso Vegevene. El campo duchesco, come per lettere dil preditto Bernardo Contarini se intese, era homeni d'arme 800, fanterie 3000, cavalli lizieri 100 et li nostri Stratioti; i quali zonti detteno gran reputatione a ditto campo; et Franzesi si hebbeno paura. Ancora aspettava 3000 Elemani, et a dì 23 ne zonse 400 benissimo in ordene.

In Novara era gran carestia, et el Duca de Orliens volse metter una angaria dil sal a li populi de Novara; ma Opizin Cazabianco, fo quello lo havea introdotto dentro, li disse: Signor, non far, per non te tuor el populo nemico; et cussì non fece altro. Tamen se intendeva era volonteroso de poner angarie a Novaresi, et el Duca de Milan feva al presente el contrario; usava umane parole a li cittadini, et fece uno editto, che tutti quelli che conducevano in termene di 3 zorni vittuarie in Milan, zoè vini, formenti, et altro, potesseno portarle senza pagar nè dacio gabella nè intrada. Et questo fece a ciò vittuarie fusse menate in Milan per quello poteva occorrer, havendo i nemici propinqui; i quali in questi zorni preseno do lochi dil Duca preditto vicini a Novara, chiamati Villa nuova et Caxicol, non però molto da conto, et si reseno a patti. Et benchè non sia a proposito pur qui voglio scriver, che uno maistro Ambrosio de Rosate, medico et summo astrologo dil Duca de Milan, dal consiglio dil qual el Duca nunquam se parte, imo tutte le sue cosse fa per hora astrologica data per ditto maistro Ambrosio; et è mirum quid la fede li presta. Or questo disse al Duca, come a dì 29 Zugno el Re de Franza harebbe una gran rotta, la qual cossa poco radegò; che a dì 6 Luio seguite la battaglia, et fo fugato dal nostro exercito, come scriverò di sotto.

A dì 23 ditto venne lettere di Marchiò Trivixan provedador in campo, date di là di Oio; et se intese come la Domenega passata, fo 21 dil mexe, col nome de Christo le zente d'arme havia dato principio a passar Oio, et alozati sul Cremonese in uno loco ditto Larzira, eran squadre 55 et fanti 5000; et che 'l provedador Pisani non era ancora zonto in campo, et el Governador con alcune squadre non era passato e temporizava de passar, aspettando el resto di le zente, perchè el campo se ingrossasse più; le qual zente di hora in hora zonzeva, et non solum li soldati stipendiati, ma etiam molti altri senza alcun stipendio, per far vadagno et per aquistar fama, a loro spexe andono in campo, et questo per li gran butini conduceva con lui el Re de Franza. Adoncha el campo nostro a dì 22 seguite tutto a passar Oio lì a Seniga, el Governador et Provedador con tutto el resto, et andono a la riva de Po dove era fatto el ponte per el Duca de Milan de sotto de Cremona zerca mia 5, et fatto in quel zorno mia 28, zoè perchè la riva de Po è mia 22 di Oio, et Fontanelle di là di Po, dove andono ad alozar, è mia 4; et cussì el Governador volse in quel zorno passar etiam Po. Et mentre passavano l'exercito, el Provedador notificò di questo la Signoria; et come el conte Ranuzio del Farnesio et el conte Bernardin Fortebrazzo erano con le loro condute benissimo in ordene andati un poco avanti di là de Po degli altri, et volevano andar a trovar el Conte de Caiazo a Pontremolo per essere più presto loro ivi che 'l Re, et che haveano ditto, si sarebbono avanti el zonzer de Franzesi, sine dubio prometevano al Governador di haver vittoria. Di la riva di Po a Pontremolo, era mia 40 et più. Et che tutte le zente andavano molto vigorosamente per causa di haver li cariazi dil Re, come speravano. Et poi, a dì 28 per lettere di 25 da matina, nostri fo certificati come per tutto quel zorno harebbe l'exercito passato, andando più propinquo a Pontremolo che podesseno, et che erano cavalli 6000 et 6000 fanti, aspettando con desiderio le zente di Romagna et li Stratioti, et che 'l Conte de Caiazo havia mandato a dimandar 600 fanti, parte per meterli a quelli passi di Pontremolo, parte per mandar a Zenoa; el qual li havea mandati. Et che esso Conte, per quanto intendeva, non havea più di 7 squadre. Adoncha la Signoria nostra bisognava esser et fusse quella che a tanta impresa et a Franzesi con il suo exercito ostasse.