Or qui scriverò la conditione di campi, sì come fo mandato a la Signoria.
Zente d'arme le qual se atrova nel campo dil Duca de Milan a l'impresa de Novara
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Zente dil Duca di Orliens in campo[136].
A dì primo Luio venne lettere di Roma di 27 Zugno di sabato, nel qual zorno el Pontifice intrò dentro Roma con grandissimo triumpho, a hore 22, però che fonno coperte le strade dove el passava de panni, fatto soleri con feste; et molti cardinali che erano intrati el zorno avanti, et cussì Hieronimo Zorzi kav. orator nostro, el qual el venere etiam era intrato, tutti ussiteno fuora per venir a honorar Soa Beatitudine, et cussì esso Pontifice con XXI cardinali et assaissimi episcopi et li oratori ritornò in Roma, essendo stato fuora zorni... perchè a dì... Mazo se partì, et a dì 27 Zugno ritornò, et Romani fonno molto aliegri che la corte fusse tornata. Et in quella sera l'orator nostro spazò lettere a la Signoria notificando questa tornata, et come a dì 18 de l'instante in Gaeta el popolo et zentilhomeni erano stati a remor, et questo per causa di certa novità voleva far Franzesi, zoè di metter angarie ivi praeter solitum al populo, et li zentilhomeni consentiva. Or adunato esso populo in uno, si messeno in arme et deteno driedo a Franzesi et zentilhomeni, i quali si reduseno, per fuzir tanto furor, tutti al meglio poteno in la rocca, et mandò a Napoli et a li lochi vicini di Colonnesi a dimandar aiuto. Et a dì 24 ditto, fo el zorno di San Zuane Baptista, intrò per la via di la marina in la terra monsignor di Beucher, el qual era rimaso gran siniscalco dil Regno, in Napoli habitava. Et ancora vi entrò el cardinal Colonna con zerca 3000 persone in tutto, et con quelli Franzesi erano in rocca, et zentilhomeni ussiteno fuora contra el populo, el qual havia cridato: Ferro! Ferro! Aragona! Aragona! et di quelli Gaetani ne amazono numero 1500 et più, che fo una crudelissima cossa veder in quella città tanti corpi morti per la terra, et etiam li puti; et le donne veramente non volseno amazar, ma le vechie fonno mandate a Napoli, et le zovene cargate et poste su certe galeaze per mandarle in Provenza; ma, ita volente Deo, poi da Zenoesi ditte galeaze fonno prese et le donne liberate: sì che Gaeta a questo modo fo trattata, et fatto quel che nunquam più fo audito, che contra uno populo si usasse tanta crudeltà senza ragion. Item che re Ferandino in Calavria prosperava felicemente, come per lettere de Ulixes Salvador havia inteso, date in Sicilia a Messina, drizate a esso orator, et che in uno loco ditto Terra nuova havia serato in obsidione monsignor de Obegnì vicerè franzese, et che in quelli zorni erano stati a le man, et el Re havia preso 50 cavalli et 300 Franzesi, et questa nuova è quella di sopra ho scritto. Ma al presente è da considerar certo, re Ferandino sia sopra l'armada soa aviata verso Napoli; et come vidi per una lettera scritta a Zuan Bragadin, per uno suo patron di nave era a Messina, come l'armada deputata a venir a Napoli in tutto era questo numero: caravelle et barze 45, galie 18, galioni 2, barzoti 2, el resto tra fuste e bragantini 20; in tutto vele zerca 70 (?), la qual armata se partì da Messina, a dì... Zugno, et la lettera vidi era di 21 ditto. Quello de ditta armada seguirà, scriverò poi. Ma da Roma etiam scrisse ditto orator che 'l Pontifice trovandose con 21 cardinal, secondo el consueto dovea a dì 3 Luio far l'ultimo concistorio, et poi, fatta la celebration de San Piero, per el cativo aere era a quelli tempi in Roma, li reverendissimi Cardinali dovea partirse et andar per quelle terre vicine a star fuora per tutto el mexe de Avosto, a ciò passi quei tempi pericolosi di egritudine per li gran caldi. Item che Colonnesi con Orsini erano su le arme, et una parte con l'altra si danizava.
In questa matina medema di primo Luio venne lettere di 30 Zugno da l'orator nostro a Milan, come el Duca havia habuto lettere di Zenoa dal Governador, el qual benchè quella Riviera de Levante si fusse rebellata et venuta in favor dil Re de Franza, tamen che in Zenoa erano fermi in la fede data, licet del populo ne era qualche dubitatione, et che haveano dato quella risposta a l'araldo dil Re di non voler vi entri li do Cardinali et Obieto dal Fiesco per ambassadori dil Re; et cussì ditto araldo era partito; i quali tre erano a la Speza et per quella Riviera.
Item che el campo, a dì 29 da matina, quello era levato da Caxol et andato ad alozarse a Trecano mia 4 da Novara, et che Stratioti havia corso fina su le porte, et Franzesi non si haveano mossi, tanto erano in fuga et spauriti per Stratioti, et che feceno di gran butini de animali et ritornono in campo. El qual a dì primo Luio se doveva levar de lì et andar ad alozar in Arcano più vicino ancora a Novara, et che la Duchessa era a Vegevene, el Duca a Milan, et che in campo ne era opinion de andarsi a campar di là da Novara, in uno loco chiamato Agaglia, però che Franzesi non erano più col campo a la campagna ma tirati in la terra. Et è da saper che ditto campo dil Duca de Orliens era alozato tra Trecano et Cerano. Et inteso de Stratioti si tirò via de lì, i quali Stratioti dette in le coaze, et prese zerca 25 di chariazi, et alcuni Franzesi fo morti, et de Stratioti uno solo, et el cavallo dil Stratioto ritornò in campo, però che questo costume hanno i loro cavalli, et le teste portate a presentar al capetanio et a la Duchessa ebbeno uno ducato per uno, et questo fo nel principio, benchè sia qui scritto. Et el campo preditto duchesco era al presente assà ben in ordene, et fortissimo, et superior de Franzesi; et di breve speravano de haver vittoria, et che Stratioti haveano menato assà villani presoni in campo, i quali per esser dil contado fonno lassati andar.
Et in questi zorni fo preso certe lettere scriveva el Duca de Orliens al Re, come era venuto contra di loro certa qualità de zente che non sapeva quali si fusse, i quali haveano messo tutta la so zente in fuga, et che erano homeni senza arme, con barbe, lanze, mazoche et spade, et cappelli in testa. Et mentre Pregadi era redutto, però che 6 zorni continui fo Pregadi per far provision a tanta importantia et pericolo quanto era, per esser el Re cussì vicin al nostro campo; et zonse lettere di 30 di campo come era zonto Hannibal Bentivoj con 9 squadre di zente d'arme benissimo in ordene, et una de cavalli lezieri, et una de balestrieri a cavallo et 800 fanti con lanze longe, le qual havea in cima una bandiruola, et con rodete, dei qual 400 era balestrieri a piedi, et 400 fanti; in tutto zerca persone 2300, adeo in campo era al presente più di 20 milia persone. Etiam zonse el conte Carlo de Pian de Meleto con el resto di le zente di Ravena, zoè squadre 20. Item che 'l nostro campo con le zente dil conte di Caiazo erano reduti insieme, et diviso le squadre et squadroni, fatto li colonnelli, li qual di sotto saranno notadi; et che la matina seguente doveano levarse di ponte di Thar, et andar ad alozar più propinquo a la montagna, a la badia de Gierola, et che erano in campo a hora 12 milia cavalli, et 5000 fanti, et oltra li 1500 mandati a Zenoa et ancora mancava assà fanterie a zonzer. Et che 'l Governador, Provedadori et condutieri haveano fatto consejo, et terminato de portarse vigorosamente, venendo Franzesi di qua da monti, et che erano volonterosi de apizarse con loro, et dicevano, si el Re venisse di longo, che promettevano a la Signoria indubitata victoria. Et per exploratori mandati in su quei monti et in campo dil Re erano certificati Franzesi esser a Pontremolo, et Sguizari havea brusato quella forteza, et amazati molti di la terra; questo perchè quando da prima de lì passono per andar in Reame, da li habitanti fonno morti alcuni di la soa compagnia, sì come nel primo libro è scritto; et però haveano voluto far la vendeta.
Item che la persona dil Re era ancora a Serzana mia 12 di Pontremolo, et che Zuan Jacomo di Traulzi molto in favor dil Re se adoperava, et che Franzesi erano venuti in su per questi monti, et havia habuto a pati un'altra forteza chiamata Berce et cinque altri castelli pur dil Duca de Milan, i quali fonno alias dil signor Piero Maria di Rossi, et per el Duca toltoli el Stado, l'anno 1482 a tempo di la guerra de Ferrara, che li tolse 22 castelli. Et morto in quel tempo esso signor Piero Maria, Guido suo fiul et fradelli veneno da la Signoria, fo data condutta et provisione, et fo valentissimo capetanio et fidelissimo, et za in la guerra de Todeschi strenue si portò. Ancora fonno azonti nel numero di zentilhomeni de questa terra, et nell'anno 1490, 10 Ottobre, esso signor Guido in questa terra morite, et la sua conduta fo data a so fiul conte Filippo di Rossi, el qual al presente è a custodia di Ruigo. Questi Rossi erano di primi di Parma, però che sono 4 parte in Parma principal: videlicet Rossi, San Vidali, Palavicini, et Corezesi; una di le qual è estinta et ch'è questa di Rossi; et in Piasenza ancora ne son altre quatro: Anguisoli et Landesi, i qual son gebelini, Scotti et Fontanelli gelfi. Et questa digressione basti, et ad rem redeamus.
Item per lettere di campo se intese come Luca Pisani provedador era stato quel zorno in Parma a sopraveder, dove era lì Governador el signor di la Mirandola, et le soe zente erano in campo a soldo dil Duca col conte de Caiazo, et in quella sera discoverseno uno tratato dil castellan de Parma, el qual havia concertato con Franzesi de darli la terra venendo, et fo preso et mandato a Milan. Et ancora in quel zorno era zonto in campo Nicolò Savorgnan kav. da Udine et zentilhomo nostro con 1000 furlani, homeni disposti a ogni cossa. Et conclusive tutti, ex uno ore, dicevano mai non haver visto in Italia a tempi nostri simel exercito et sì fiorita zente: tutto in laude di la Signoria. Se ritrovava in questo tempo, oltra li provedadori et pagadori, 4 patricii andati per veder lì in campo, zoè Piero Donado camerlengo de Ravena, Homobon Gritti, Piero Bragadin et Vettor Pixani dal banco; el qual Pixani se ritrovò in campo al tempo di la battaglia. Et in questo zorno di 30 Zugno a hore 23, do balestrieri a cavallo dil conte de Caiazo menò dal Governador uno Franzese buffon, et dimandato dal ditto Governador dove eran li provedadori et condutieri quello andava fazendo, rispose era venuto a Fornovo et per quei lochi a far comandamento da parte di la Majestà dil Re sotto pena dil fuogo, che dovesseno preparar vittuarie et far dil pan, perchè Soa Majestà voleva venir con tutto lo exercito. Et domandato come nomeva.... mons. dil Cornet. Et el signor Marchexe ordenò li fusse dato da bever, et lui disse non beveva vin. Et el Signor disse non li podeva dar di l'acqua perfino a meza note. Et lui disse: la caxon? Et el Signor rispose: perchè i nostri cavalli va a beverar e turbia l'acqua, adeo fino a meza notte non se puol bever. Et questo Franzese disse: El fatto mio va mal! Et cussì rasonando fo menato dal Marchexe fino sotto la forca, et li disse: Vedistu questi do Signori? Lui disse: Che fanno? Et el Signor disse: Questi ti faranno dir la verità. Et tandem havendo gran paura, riferite el Re havia una bella compagnia, et volevano al tutto venir di qua da monti, non havendo paura dil nostro exercito. Et el Governador li disse: L'ha pur perso el regno de Napoli? Et lui: Non è vero. Li procuratori disse: L'ha pur perso Gaeta. Et etiam non volse consentir. Unde, non potendo haver altro da lui, fo dato a quelli l'haveano preso. Et è da saper che a dì 28 zonse in campo 300 elemani, bellissima zente, et cussì se andava ingrossando quello.
Queste lettere venute in Pregadi tutti comenzono a star di bon anemo, vedendo el bon cuor haveano sì el Governador signor Rodolpho et altri condutieri et soldati. Et in quella sera scrisseno lettere assaissime in diversi luogi, et alli rettori di le terre nostre, dovesseno star preparati per li bisogni, et far far bona custodia, et mandar quelli dovevano mandar in campo. Et in campo fo scritto, ringratiando del bon voler haveano.