Ancora è da saper che per ditte lettere di 30 da Pisa, zonte el zorno di Nostra Donna a dì 2 Luio, se intese esser zonte 50 carete de artigliarie, et che Hannibal Bentivoj subito zonto volse far la mostra, et li fanti 800 havea con lui era quelli assoldati per l'orator de Milan, et che soldati, per haver li X milia cavalli de cariazi, erano più volonterosi de apizarse con Franzesi che quasi de haver la loro paga, di la qual era tempo; et che preso alcuni de quelli monti, confessono a la tortura Franzesi veniva di longo, erano mal conditionati, li cavalli magri et molti per caldi strachi et amalati, non haveano che manzar, et che per questa causa al tutto come disperati verebbeno zoso, et per paura de Franzesi li custodi de Fornovo haveano abandonato quel passo, et che nostri havendo inteso ivi erano venuti poco lontan a sopraveder 300 Franzesi, in quella notte medema li Provedadori havia mandato li Stratioti et 1500 fanti lì a Fornovo, et la matina a dì primo Luio el campo si levava per andar a Gerola, come ho scritto de sopra; et che intendevano la guarda dil Re havia ordinà le squadre, et che la Signoria non dubitasseno, li dariano vittoria grandissima, et aspettavano con desiderio el Signor de Rimano era in camino, et Paris de Lodron et Cozanderle.

Adoncha, inteso tal nuove per li padri de Collegio, et che al tutto venendo di longo si conveniva menar le man, benchè molti teniva non venisse, et facesse stratageme, e tolesse altra via, tamen ragione era assae dovesse venir di longo, et la grandissima penuria, et come se intese uno pan valeva mezo raynes, et venendo, si caso fusse, quod Deus avertat, che rompesse el nostro campo, sarebbe stato signor de la campagna, et con l'odio portavano li populi al Duca de Milan haria acquistato quel Stado, et sarebbe seguito mal assae, et per non metter in tanto sbaraio, molti patricii erano de opinion che 'l nostro campo, nisi coacti, non dovesseno far fatto d'arme; et cussì scrisseno in campo. Ma li Provedadori rescrisseno che non solum li soldati, venendo Franzesi, volevano esser a le mano, ma che andando per altra via, però che havia una via da Borgo per li monti, che poteva andar, erano nostri disposti di seguitarli, et che anderebbono a Piasenza, sì che si stasse senza pensier, che speravano in Dio per il buon cuor di tutti haver vittoria. Unde per questo in Collegio, non vi essendo el Prencipe el qual era amalato, deliberorono de implorar l'auxilio divino, juxta quel ditto: nisi Dominus custodierit civitatem, in vanum vigilant qui custodiunt eam, et ordinò fusse fatto special oratione per tutti li monasterii de questa terra de religiosi, et a poveri monasterii 32 li fo donato 300 stera di farine quando preseno di romper, et al presente ne mandono altri 300 stera, pregando Iddio donasse vittoria a nostri, combattendo maxime per difensione de Italia et ben di la Christianità. Et ancora fo dato a madona Fiordelixe Zorzi et Beatrice Capello, donne che fonno dedite a procurar per la pietà, per presonieri et povertà, li fo dato stera 600 de farine che dispensasseno, 100 stera per sestier, a povere persone. Et a dì 3, 4, 5 Luio fo fatto processione a torno tutte le chiese, cantando le litanie, et ditto messe a ciò per queste vie el nostro protetor Iddio volesse donar a nostri vittoria contra Franzesi.

Per lettere di Alemagna, da li oratori al Re de Romani di 20 Zugno, se intese come esso Re era occupato a la Dieta, et che ivi se ritrovava nel suo Consejo uno baron di Bergogna, el qual era etiam con l'ambassador di l'archiduca, et per esser homo de gran inzegno et desiderar el ben di esso Re, non solum confortava dovesse venir in Italia, ma che, non possendo cussì presto expedirse, dovesse far romper al Re de Franza al suo signor Duca de Bergogna, sì per far quello è ubligato come colligato, quam per l'odio dovea portar al ditto Re de Franza per le inzurie ricepute; tamen che altri poi disconsegliava, si che de Maximiliano non se sperava alcun aiuto come in effetto fu.

A Ferrara di primo Luio, Hercules duca de Ferrara con cavalli zerca 400 se partì de lì, et andò verso Serzana; dove volesse andar non se intendeva, ma ben con lui portò assà cariazi de tapezarie et arzenti. Se divulgava andasse per dar el passo al Re, et per questo portava questi adornamenti, per poter recever honorifice Soa Majestà; ma esso Duca diceva andava per veder di conzar le cosse, et che el Re tornasse in Franza senza dar impazo a suo zenero Duca de Milan. Tamen per nostri tal sua andata era di gran suspetto, et se divulgava per la terra di far un capetanio in Po, et mandar galioni et barbote, non tanto per offender, quanto per haver armada in Po, per li bisogni potevano acader. Et questo Duca mandò vittuarie al Re, etiam polvere, come se intese.

Da Milan el campo dil Duca da Novara a dì primo Luio a hore X si levò in ordene di Trecano, et si apresentò mia uno lontano di Novara con ordene di battaglia, et inimici non li bastò l'anemo de ussir di le porte. Feceno nostri dar fuogo a 12 passavolanti drizati verso la terra, et ivi steteno fino a le XV hore; ma vedendo che haveano serato le porte et tagliato le strade, a caxone non se potesse correr su le porte, et visto questa fuga, Bernardo Contarini comandò che alcuni Stratioti coresseno di là de Novara mia X; i quali subito corseno, et non trovono scontro niuno, ma fece de gran butini de bestiame, et con gran terror dil paese Stratioti tornono in campo. Et poi el campo venne ad alozar a una villa ditta Perna, uno mio et mezo lontana di Novara, et volevano tajarli le acque a ciò non potesseno masenar; et far provisione siano assaltate le vittuarie venivano da Verzei et assediarli. Et in questo zorno, disnando, in campo fo cridà: Arme! Arme! et in meza hora el campo fo in ordene et veneno fuora, ma fo una dimostratione de inimici, però che ussite solum 700 arzieri a cavallo di Novara, et Bernardo Contarini con 300 Stratioti cerniti et 200 cavalli lezieri dil Duca deliberò di esser a le man. I nemici, oltra li 700 arcieri, era 100 homeni d'arme et 1200 fanti, et non venendo molto lontano de li borghi; et cussì per redurli in qua, Stratioti apizò una scaramuza, et mandò 1200 cavalli lizieri verso i pedoni per tenirli in exercitio, et esso Contarini con li Stratioti se aviò verso li 700 arzieri et fonno a le man, et per esser in luogo circondato di fossi non li poteno far Stratioti tropo mal, pur ne fo morti 12 et portate tre teste sopra la lanza, ritornono a li alozamenti. Et soldati se meravigliono di tal crudeltà, et esso Provedador per dimostrar la Signoria voleva se facesse guerra da dovero, li dette la regalia del suo ducato uno per testa, et intendevano el Duca de Orliens havea mandà bona parte di le artiglierie a la volta de Aste, sì che Stratioti messe in reputation quelle cosse, et Franzesi in gran fuga et pavento.

A dì 3 ditto, inteso Stratioti per le scolte i nemici erano ussiti fuora, questi se aviono con el loro Provedador a la volta de ditti nemici, et trovato 40 pedoni imboscati, tutti fonno presi senza snudar spada. Li altri stevano serrati in la terra, et el Duca de Orliens fece buttar uno ponte sora Po, distante da Novara mia 36 verso Aste, a ciò per quello potesse venirli soccorso di Aste. Et per obviar questo, el capetanio signor Galeazo mandò 60 Stratioti et 40 balestrieri per brusar ditto ponte, a ciò etiam potesseno libere nostri corer fino in Aste senza impazo. Et ancora in quella matina, per ordene dil Duca, mandono a la volta di Zenoa 70 homeni d'arme et 100 cavalli lezieri, perchè cussì el Governador de Zenoa li havea richiesti; et el Duca de Orliens per quanto intendevano feva far spalti in la terra de Novara. Et in questi zorni fo preso uno corier con lettere di ditto Duca, drizate al Re in zifra, rispondeva come havea inteso et habuto lettere di Sua Majestà, et che l'era obsesso in Novara, nè si poteva partir nè ussir per causa de Stratioti. Et a dì 4 Luio, per nostri dil campo preditto duchesco, fo preso 12 villani et 8 sacomani con loro cavalli; et molti castelli ivi dintorno, che prima haveano ribellato di Milan et datosi al Duca de Orliens, al presente si rendevano voluntarie a nostri; et come per una lettera di Bernardo Contarini vidi, fin questo zorno havea fatto restituir a instantia dil Duca da 600 fin 700 cai de anemali grossi et assà altre robe et danari de butini havia fatto Stratioti, dicendo erano de li soi dil paese.

El campo veramente nostro di Parmesana a dì primo Luio se levò di ponte di Thar, et tutto in arme come havesseno a far battaglia, et veneno mia 2 più propinqui a la montagna, in uno loco ditto Gierola, et qui si poseno a li alozamenti, essendo stato zorni 6 al ponte di Thar. Et, fatto consejo, non volseno andar più di longo per manco pericolo, et per esser qui a la discoperta et quasi in fortezza. Et era in campo assà abondantia de vituarie, et, come de patricii che vi fu a veder se intese, pareva de esser in una città, per ritrovarvi di ogni cosse, et ogni arte, et tutti danarosi, perchè li danari di S. Marco corevano, et tutti stavano aliegri et di bon animo. Et è da saper che li Provedadori mandono a dimandar a Parma alcuni guastadori per bisogno dil campo, et quelli cittadini, fatto loro consegli, risposeno non li voler dar, per non angarizar el so paese. Or, avanti descriva altro, l'ordene dil campo voglio scrivere.

Ordene di l'exercito di la Illustrissima Signoria et colonnelli partiti a dì primo Luio.

Squadra prima:

Stratioti greci sotto Piero Duodo provedador
cavalli
700