In questa mattina, a dì 7 Luio, alcuni castellani erano in questa terra andò in Collegio, notificando a la Signoria nostra come li castellani di la Patria preditta di Friul, vedendo el bisogno havea la Signoria di zente, come veri subditi et fidelissimi, tra loro volevano mandar in campo 300 fra cavalli lizieri et provisionati, zoè la mità cavalli lizieri et l'altra mità provisionati pagati a loro spexe per do mexi, et che li capi era Alvixe da la Torre di 100 cavalli et 50 provisionati; Elia da Cusan capo de 50 cavalli et 50 provisionati; et uno altro. Et dimandono una lettera di passo, a ciò potesseno andar in campo; la qual fo subito fatta, et molto ringratiati di la bona voluntà haveano.

Di campo etiam zonse in ditta mattina lettere di 5 del mexe, di sera, come el Governador con li Provedadori, essendo in quella mattina a l'hora di la marangona cavalcati a veder certi repari, fo per le guarde discoperto uno grosso squadron de Franzesi, che volevano discender el monte et calarse ne la valle dil fiume dil Taro. Unde lo illustre Governador, con el sig. Redolfo, fece metter lo exercito tutto in arme, senza son di tromba nè di tamburo et ogni altro instrumento, nè cridar: arme! che fo cossa bellissima a veder, l'ubidientia de tutti, l'hordine et la inumerabel zente, et andar tutti li squadroni con li soi ordini a le poste senza strepito alcuno. Et alongato zerca uno mio et mezo fora de li alozamenti, li squadroni preditti feceno alto, et fermati sopra la campagna, la qual era ampla et apta a tal cossa, aspettono li nemici, credendo vi dovesse venir per combatter; perchè ancora Franzesi venivano etiam loro, passo passo, con le artiglierie avanti, sopra la giara, et assà stretti. Et venuti uno mio vicin a nostri, i quali erano fatti in 5 squadroni, si fermò. Et erano avanti nostri zerca 1000 tra cavalli lezieri et balestrieri a cavallo, i quali se tiravano indriedo quanto li nemici venivano avanti; ma fatto alto, Franzesi scaricò assà artiglierie, et comenzono a tender li pavioni ( padiglioni ) et tende, et ogni altra cossa per accamparse ivi. Qui era el Re con tutte sue zente. In questo interim li Stratioti, li quali erano ascesi el monte per veder qual via tenesseno li nimici, visto lo fermar suo, disceseno el monte, et li andono a trovar da banda manca, a ciò le artiglierie non li potesseno nuocer, et lì se ataccono con loro, per modo che portono gran quantità di teste, cavalli et barde et arme, zoè balestre, spade et armadure di dosso assà: in conclusion, non feceno preson alcuno, ma più de 40 Franzesi amazono, et veneno con questa vittoria in campo nostro. Et visto el Governador che Franzesi non volevano venir a la battaglia, li quali con grandissimo animo desideravano nostri che li venisse, ordinò si tornasse a li alozamenti; restò solum el sig. Redolfo, barba dil Marchexe preditto, con 20 squadre a la veduta, et poi etiam lui si venne a disarmar. Et Stratioti, in quel numero de morti, ne amazò uno capo di squadra, de condition, per quello fo judicato, et portato la testa a li Provedadori per haver el ducato insieme con le altre, questa havea una botta di simitarra sul fronte. Ancora menono alcuni cani brachi bellissimi, tolti ai nemici; i quali rimaseno molto confusi, pur se alozono a pe' dil monte. Et da poi in ditto zorno, Stratioti, cavalli zanetti, Soncin Benzon con li soi cavalli lizieri, ancora dil Marchexe, fonno a le man in diverse hore con i nemici, scaramuzando, e tal fiata ne hanno amazati 15 et 20 senza danno di nostri. Questi Franzesi veneno come disperati, perchè in quella valle non haveano da manzar ni da bever, et in queste baruffe uno solo Stratioto fo ferito, et amazato uno cavallo; et questo è il danno nostri ha habuto ozi da i nemici; et Franzesi stavano con gran guardie, et simel nostri. Era lontan un campo di l'altro solum mia 4, et cussì li Provedadori advisò a la Signoria, come, ad ogni modo, el zorno driedo non potevano fuzire di non esser a le man con nostri, et che si dovesse far pregar Dio ne donasse vittoria, et che tutto el campo erano molto vigorosi et di bon animo, sperando senza dubio haver vittoria; et che dubitaveno non andasse per certe vallade et alcuni monteselli in Piasentina, et che, andando, el Governador con tutto el campo erano disposti de seguitarli ad ogni modo; e che in quel zorno, da poi manzar, zonto era in campo Paris da Lodron con 300 fanti et Jacomo dal Sabion con 100 fanti benissimo in ordene et bella zente; et a hore una de notte etiam zonse altri 250 fanti di quelli di Paris da Lodron. Et, come per una lettera de Daniel Vendramin pagador vidi, che fo presentado a li Provedadori 37 teste, et che per una spia havevano inteso come era morti 20 cavalli dei nemici, per manzar formento; sì che, sforzati, veneno zoso di monti a camparse a Fornovo. Et per una lettera di Anzolo di Mafei, era con lui, vidi che Stratioti 24 investite 80 Franzesi in quel zorno, et ne amazò X et assà feridi, et li messeno in fuga. Item che, per quanto intendevano per spie dil numero di l'exercito, non passava persone X milia da fatti; el resto zente inutile, et nostri era do volte tanti. Item in quel zorno zonse 68 spingarde sopra careti, et se aspettava el resto fino al numero di 260 da Verona; le qual el zorno driedo doveano zonzer; et come zonseno, non havendo più bisogno, li Provedadori quelle remandono in driedo.

Et oltra questa lettera di campo, a hore 20 ne zonse un altra di 6 dil mexe a hore 12; et per non esser ni Conseio di X, ni Collegio, ni Pregadi reduto, fo subito mandato per li Cai dil Conseio di X, et quella fo letta. La qual conteniva, come in campo era venuto uno trombetta, da parte di mons. di Arzenton, dicendo voleva in quella hora venir a parlar a li nostri Provedadori, et veder di conzar le cosse, et voleva salvo condutto. El qual in quella matina venne per tenir in parole el nostro exercito, a ciò Franzesi o andasse via o vero venisse a trovar nostri disproveduti, come di sotto per el successo chiaro si puol comprender.

Da Milan lettere di 6, come el so campo prosperava mediante Stratioti, i quali fevano continue corarie et butini di bestiame, et speravano di breve metter campo a Novara, et piantar le bombarde; et come di 5 da sera, le loro scolte assaltò le scolte inimiche, scorzevano certe vituarie in la terra, et certe artiglierie, et, essendo a le man, nostri li tolse 6 para de buoi che conduceva con li carri ditte cosse, et tagliato li sacchi de formento erano su li muli, a ciò el formento se spandesse. Ma che li venne socorso, per esser sotto le mura di Novara, et nostri convenne lassar le artiglierie, era 6 passavolanti, li qual veniano di Aste, et libere introno in la terra; et che 'l Duca attendeva a intender el successo de questi campi, dove consisteva el tutto.

Di Zenoa, come l'armata era assediata dove ho scritto di sopra; et che 'l Duca havia mandato dil suo campo a Zenoa....., le qual a dì 3 se partì, et che doveano esser zonte. Ma qui a Zenoa a dì 6 acadete certe novità: li partesani di la terra con quelli de li borghi, nei qual ne intravene qualche Franzese, et ne fo morti et feriti assà. El cardinal san Piero in Vincula, el cardinal de Zenoa, et d. Obieto dal Fiesco prothonothario, erano a quelle riviere, et Filippo mons., per el qual el Re mandò a dir dovesse lassar quella impresa, et redurse col suo exercito a la volta de Pontremolo, perchè voleva discender i monti. Et etiam in questo zorno Bernardo Contarini scrisse a la Signoria di progressi di Stratioti, la qual qui sarà notada.

Copia de una lettera.

Serenissimo Principe et Sig. mio. Heri, a hora prima di notte, significai a Vostra Excellentia del prender di XII villani da Novara, et 8 sacomani con i loro muli et cavalli; hozi, credendo che li nemici voleseno far le loro vendete, montassemo a cavallo, zerca 250 Stratioti, et andassemo verso Novara. Io mandai avanti 50 cavalli solum, per incitarli et farli venir fuora de Novara; non gli ha bastato l'animo ussir. I nostri sono corsi fino a le porte, et siamo stati salutati da passavolanti, spingarde et balestre; tra i qual, do colpi de ditti passavolanti hanno dato in mezo di la campagna, et havemo portato le ballotte de piombo de ditti passavolanti in campo, et sono de pexo lire 10 l'una. Io non so qual sia el rispetto de la Excellentia de questo Duca, che fino questo zorno non habia provisto di far che 'l se vadi ad alozar nei borghi de Novara.

Principe ill. et Signor mio, io sono stato molto ripreso dagli miei parenti, che io non habi sollicitato nel scriver a Vostra Sublimità. Prometto a Dio et a Vostra Sublimità et per la servitù ho con Vostra Excellentia, mai è passato uno zorno che non habbia scritto a Vostra Sublimità de le occorrentie de questo campo, et ho tenuto uno cavalaro a posta, datomi per quel magnifico Podestà de Crema, et ogni notte l'ho mandato con lettere directive a Vostra Excellentia fino a Milano, in mano dil ambassador de Vostra Signoria, pregandolo et supplicandolo che con celerità ditte lettere siano mandate a Vostra Sublimità, come per mie lettere di 3 dil instante significai a Vostra Excellentia. Et a caxon che V. S. intenda el mancamento non procede da mi, supplico a quella non gli rencresca se con la presente sarò alquanto tedioso, per justificar parte dil honor mio. Illustrissimo Principe, dico che a dì 13 Junij, a hore 18 scrissi a vostra Excellentia dil zonzer mio a Vegevane et del honore et accetto mi fu fatto; et a dì 24, a hore 20, scrissi a Vostra Sublimità dil combatter de doi Stratioti contra 17 Franzesi arcieri a cavallo, dei qual 2 ne fonno presi, feriti et malmenati. A dì 25 ditto, a hore 18, scripsi dei Franzesi presi numero 26, et morti 9, et amazati 12 di loro cavalli. A dì 26 ditto, a hore 24, scrissi a Vostra Excellentia del prender de 9 pedoni et do balestrieri a cavallo. A dì 27 ditto, a hore 2 di notte, significai a Vostra Sublimità de la cavalcata fatta con i cavai lezieri dil sig. Duca, et certi homeni d'arme, et per essere stati discoperti la cavalcata fonno fatta invano. A dì 28, a hore 18, notificai a Vostra Excellentia che de qui non havevano trovato spelta nè orzo, ma vena trista e dolorosa, per la qual i nostri cavalli sono smagrati. A dì 29 ditto, a hore 18, Ill mo Principe, significai a Vostra Excellentia como erano partiti con il campo da Vegevene, et andati a camparse al loco de Casolo, distante da Vegevene mia 4, et como madama la Duchessa venne in campagna a veder l'ordene di le squadre et tutto il campo; significai etiam di la prexa dil castel de Villanova, et una poliza di le zente si atrovano in questi dui campi, la qual iterum mando a Vostra Excellentia, deinde, a dì 29 ditto, a hore 3 di notte, da Casolo significai a Vostra Excellentia come i Franzesi haveano abbandonati doi castelli, et degli Stratioti messi in guardia de queli con certe fantarie. A dì ultimo dito, a hore 2 di notte, notificai a Vostra Excellentia dil zonzer nostro a Trecano, che fo a hore 21, et alozati che fossemo feci correr li Stratioti fin su le porte de Novara; i qualli havia vadagnato bestiami assaissimi et altre robe. A dì primo Luio, in Trecano, scrissi a Vostra Serenità dil levar dil campo, con ordene de battaia, et apresentati a uno miglio a presso Novara, et lì dimorassemo fino a hore XV aspettando dovesseno ussir fuora, et vista la viltà loro, fessemo discargar 12 passavolanti a la volta di Novara, et poi ritornassemo al nostro lozamento a Trecano. A dì 3 Luio, a hora prima di notte, significai a Vostra Excellentia come partissemo da Trecano et venissemo ad alozar a una villa dimandata Pernà distante da Novara uno mio et mezo; et alozati che fussemo, atrovandose tutti a disnar, fo cridato: Arme! Arme! Et subito armati, tutti insieme andassemo fuora, et fo morto XI de i nemici, et portato in campo tre teste in cima le lanze. A dì 3 Luio, a hora prima di notte, in Pernà significai a Vostra Serenità come havevamo prexi 40 dei nemici, et dil mandar di 60 Stratioti et 40 balestrieri per brusar uno ponte, che si dicea esser fatto sopra Po, verso Aste; i qual, ritornati, dicono non haver trovato alcuna cossa. Etiam significai a Vostra Serenità de 70 homeni d'arme e 100 cavalli lizieri, partiti di questo campo quella medema mattina, di comandamento dil Duca per andar a Zenoa. A dì 4 ditto significai a Vostra Sublimità come havevemo prexi 12 villani da Novara, et 8 sacomani con lor cavalli et muli, et fatto restituir assaissimi animali grossi, robe et danari, che gli Stratioti haveano guadagnati per compiacer a questo sig. Duca, digando esser so servitori, ancora che per Franzesi fusseno dominati. Questo poco de replicar ho voluto far, con humele et debita reverentia a la Vostra Sublimità, a ciò quella cognosca haver a questa impresa uno solicito et bon servitor, et Dio perdoni a cui ha retenuto le mie lettere, et ha voluto farse honor con el pericolo et fatiche mie. Quello seguirà per zornata, Vostra Sublimità serà advisata. Ai piedi di la qual, humelmente et devotamente me ricomando.

Ex fidelibus castris apud Villa Pernate, die 5 Julij MºCCCC LXXXXVº hora XX.

Bernardo Contarini schiavo et servitor di Vostra Signoria.