Et a dì 25 zonseno a Napoli el Duca preditto de Gravina et el Duca de Melfi con le militie loro. El Principe de Altemura smontò a San Cathaldo in Puia, et quel Duca si dete a lui a discreptione di la Majestà dil Re; demum andò a trovar el nostro capetanio zeneral con le tre galie havia, poi andò a Manferdonia per alcune reliquie gallice, che de lì se atrovava. A Napoli, preso el molo, fo messo per re Ferandino alcune artilarie tiravano a l'armata franzese. A dì 26 de notte el sig. Prospero Colonna con una galia partì de Napoli per andar dal Principe di Bisignano so parente, per condurlo a ubidientia dil Re. El prefetto de Senegaia era a Sora, indurato in nimicitia con el prefato Re; el qual pochi zorni avanti fo scritto, per via de Ravena, a la Signoria era morto, tamen non fo vero; pur era amalato.

A dì 27 lì a Napoli venne nova, el Principe de Altemura havia habuto, oltra tutte le forteze de Puia, anche el Monte de Santo Anzolo; et che tutte quelle zente franzese, di le qual era capo uno don Juliano, dovevano venir de lì assecurate. Et a dì 28 da matina con le bombarde fo profondato una de le barze franzese lì a Napoli. El conte de Monte Odorisso, fratello del Marchexe de Pescara, che fo ferito da' Franzesi, come ho ditto, stava pur cussì; poi varite. Et el consolo nostro, a dì ditto, havendo ricevuto lettere di 26 da Roma, andò in Castello da la Majestà dil Re, el qual li disse, Soa Majestà havea scritto in questa terra, dimandando l'armata nostra in suo aiuto; et che 'l favor de quella armata havia grandemente zovato a tutte cosse sue, incomenciando da quello fo facto a Monopoli, per la pertinentia de quelli, che exinde tutte altre terre fonno più facilmente venute a obedientia. Per el qual benefitio grande, disse Soa Majestà, siamo per haver perpetuo obligo verso quella Ill. ma Signoria, come havemo et haveremo; et che sperava haver di breve il Castel nuovo, perchè el cavo ( capo, capitano ) era stato a parlamento con il conte de Trivento, et che comenzavano a patir; et Castel di l'Ovo ha segnato, quello farà Castel nuovo, etiam loro faranno. Item el Re mandò el sig. don Cesare con zente a Taranto, et speravano si darà incontinente. El Prencipe de Salerno se intese in castello era amalato. Et in questo zorno di Napoli se partì uno ambassador deputato a Roma al Pontifice, chiamato Hieronimo Sperandio, dottor, che alias vi fu, et anche in questa terra, come ho scritto di sopra.

Exemplum literarum Regis praedicti.

Rex Siciliae etc.

Ripol et Berardino. Questa sera havemo habuto nova da Calavria, quelli de Terra nuova havevano mandato ad Reggio el capetanio dil serenissimo sig. Re de Yspania et nostro....., che è là, che si dovesse conferire in Terra nuova, atento che mons. de Obegnì era morto. Et preditto capetanio era stato deliberato partisse per quello camino, et poi andare a le zente franzese che son rimase in quella provintia. In questi dì, da quelli stavano al Castel nuovo fo mossa certa pratica per mezo dil capetanio di l'armada, che essendo noi stati ad parlamento con ditto capetanio fin ad l'armata, parendone che non c'erano cosse di substantia, dicessemo al ditto capetanio che non volevamo audire più simil pratice, et restamo in conclusione che se quelli dil castello non veniriano ad cose di fondamento et stabile, che non si dovesse dare più orechie, et auscultare cossa che dicesseno. Questa sera per ditto capetanio ne è stato mandato a dir, che domane ci vole venire a parlar, parendoli havere cosse di substantia. Noi intenderemo quello volerano dire, et a presso dil tutto vi aviseremo. Volemo che debiate comunicare ogni cossa con la Santità dil Nostro Signor et con lo rev. mo et ill. mo sig. Vicecancellier nostro patre, et con li magnifici Ambassadori di Spagna et Venetia, et con chi altri ve parerà. Hozi è venuto a noi Bernardin Branzia dal sig. Fabricio, el qual non era ancora arrivato. Jacomo Pontano noi lo havemo expedito; domane se ne torna con expeditione di quanto ne ha referito.

Data in Castello nostro Capuano. Neapolis, die 27 Julii 1495.

Ferdinandus Rex.

A tergo: ut superius scripsi.

In questi zorni, andando di Roma a Napoli certe lettere dil cardinal San Dyonisio a mons. di Mompensier, vicerè, era in Castello, fonno intercepte et presentate al re Ferandino. Le qual qui saranno notade.

Copia di una lettera scripta a mons. di Mompensier per el cardinal S. Dyonise, di la rota.