Item, 100 alemani, fuziti dil Re, nostri soldono con fiorini de Rens 4 al mexe per uno. Et li do capi referite esser tre settimane erano partiti di Aste, dove era il Re con persone utele et inutele 13 milia; haver solum 3000 alemani, di qual eran scampati 1500; tamen poi li zonse altri mille et ducento, et quelli fuzino fo per non haver le so page.

Item, che 'l Re havia mandà in Franza per danari, ma non li havea potuto haver, però che dicevano, vollevano prima Soa Majestà vadi in Franza, poi faranno quella deliberatione li parerà; et ch'el Re volleva venir, passà questo caldo, a Verzei, a far la massa, poi socorrer Novara.

Item, zonse in campo nostro 200 elemani, venuti di Elemagna per haver soldo, et per conseglio de domino Zorzi di Pietra plana, capetanio di li elemani ducheschi, nostri li asoldono. A tutti fo dato sacramento per el ditto Zorzi, juxta el solito, di fedeltà; tamen haveano poche armadure.

In questo zorno zonse in campo Orssato Morexini, pagador, con ducati 18 mille. Li andò contra Bernardo Contarini con alcuni contestabeli et stratioti.

Quello andò a Turin, per tuor il salvo conduto per il Nontio dil Papa, ritornò dicendo bisognava saper la sua nome.

Per do sacomani de Reame, era con Zuan Jacomo de Traulzi, fuziti di Verzei, venuti qui, et riferiteno li soldati taliani in Verzei esser mal voluti da' franzesi, et che alozano separati da loro, et in tutto sono da 8 in 10 millia persone, tra le qual 2000 alemani et alcuni guasconi; et che era zonto, za tre zorni ivi, el sig. Constantin Arniti, venuto da Monferà con cavalli 40, et aspettava il resto fin 100 homeni d'arme; cento era con il Traulzi, el resto franzesi; et vollevano metter li pavioni fuora di la terra, ma pur terminono de aspettar el Re; tamen haveano gran paura de stratioti; dopoi che i preseno i ballestrieri dil Traulzi, dicevano voler venir contra nostri e intrar in Novara.

A dì 17 el Duca de Milan scrisse in campo, esser contento si cora a Verzei, et si riportava al suo capetanio; et cussì consultato, el conte de Petigliano et el conte di Chaiazo erano di oppinione. Ma pur el sig. Galeazo slongava.

El capetanio zeneral nostro, migliorato, ussì di lo alozamento, et vene da li Provedadori; tamen non era ben varito.

In campo nostro era za zonti 40 homeni d'arme di la conduta dil Duca di Gandia, sotto questi, videlicet: sotto il conte Christofaro di Gonzaga, numero 20; sotto Iacomo da Poiana, vicentino, numero 8; sotto Zenon Avogaro, da Treviso, numero 8; sotto il Zenoese, era con il prefetto, numero 2, et do altri separati. Questi erano mediocremente a cavallo, ben armati, atti homeni a cavallo, ma in arte militar inexperti, dil Zenoese in fuora. Haveano habuto ducati 30 per curaza da domino Aloysio Becheto, orator dil Papa qui a Venetia.

Venne Francesco Grasso da Roma, et 4 contestabeli, zoè Zuan da Feltre, et tre altri. Li Provedadori li tolseno, et li dette 100 provisionati per uno, zoè di 150 page di Alvise Lanza, et 100 di provisionadi fo dil Cicogna, el qual era partito senza licentia. Item pagò 200 di Bernardin di Ugoni, era amalato et partito di campo. El residuo di quelli fo di Zuan Biancho de Sicilia et di Zuan Anzolo di Urbino. Et a li presone de li contestabelli deteno provisione; et oltra di questi fanti, la Signoria scrisse dovesseno far 200 elemani, non potendo haver nè desviar quelli era con il Re et duca di Orliens in Novara; et li Provedadori li mandono a far, come dirò.