In questa matina, per do fanti italiani fo preso uno frate di San Francesco, ussito di Novara, el qual arcogieva fasuoli et pome per portar in la terra. Et menato dal capetanio, li fo dato da disnar; et, examinato, referite in la terra esser gran necessità, et franzesi havia tolto quello havea da viver essi frati, et etiam uno monasterio di monache, per modo li soi frati non haveano che viver, et conveniva far cussì per viver; et che principiaveno a divider le carne per cadauno, et ne era pocha; non haveano pan, et viveano de fruti et fasuoli; masenaveno con molini a man, et il zorno masenavano pochissimo; ne era assa' amalati; e tal zorno al suo monasterio fo sepeliti 17 franzesi; et che aspettavano franzesi el Re de dì in dì li desse socorsso; el Duca di Orliens smarito in la ciera et di mallavoia. Hor li fo ditto vedesse, per via dil suo guardian, di far li habitanti si rendesse; et cussì fo lassato.

Questa matina ussite di Novara zercha cavalli 200 per andar a Verzei; ussite per fame. El capetanio con li ducheschi li andò contra; unde, vedendo franzesi haver obstaculo, se ritornorono in la terra; tamen, zercha vinti cavalli passò, et andono a Verzei.

Ancora in ditta matina Piero Busichio, uno di capi di stratioti, andò con cavalli 100 a la volta de Verzei, et fece prede de alcuni animali grossi et menudi, in tutto zercha 400, et li condusse in campo senza contrasto.

A hore 22 li fanti todeschi di Cozanderle si levono a remor con li fanti italiani nostri, et fonno a le man; ne fo morti di una parte et l'altra X in 12, et fo ferito in una cossa da uno schiopetto Marco da Rimano, contestabelle, et mediante el capetanio et conte di Petigliano, governador, fo cessato ditto remor, et Cozanderle, suo capo, non se ritrovò, per esser andato a visitation di domino Zorzi di Pietraplana, era amalato.

A dì 25 ditto, essendo andati quasi ogni notte stratioti a la guarda, perchè non intrasse vittuarie in Novara, et non havendo trovati, erano quasi desparati. Et inteso Bernardo Contarini, che dovea ussir 2000 cavalli di Novara in far la scorta a zerte vittuarie veniva, montò a cavallo da prima sera con li stratioti, et andò a uno passo, distante dal suo lozamento mia 3; ancora fonno mandate per el capetanio le zente d'arme per altri passi, adeo era impossibile a li nemici a passar senza contrasto. Et, a hore 2 di notte, le scolte vene dal ditto Contarini, dicendo haveano udito una gran chavalchata do mia di sotto di le poste sue; et mandato a dir al capetanio dovesse far star provisti li homeni d'arme, che la chavalchata era passata, li andò driedo a le peste, per modo che, seguitando le peste, li azonseno al passo di una certa aqua, et di là di l'aqua era la nostra zente d'arme. I qualli subito cridò: Marco! Marco! credendo fusseno 2000; et li nemici sentendo, bandonò le vittuarie et si messeno a fuzer; et, per esser notte, nostri have gran fatiche a trovarli; li andava zerchando per le machie, et nostri si corevano l'uno driedo l'altro, credendo fusse franzosi. Bisognava cridar: Marco! Marco! et il nome haveano stratioti, zoè: San Valentin! Et tandem i nemici forono tutti presi. Se dice erano 35 homeni d'arme et 100 ballestrieri; et preseno tutte le vittuarie; et fo gran danno a la terra, che con grandissimo desiderio le aspettaveno. Et da poi fece correr stratioti fino di là de Verzei, et fece butini di 100 cai de animali grossi, et si scontrono in 8 chara di vin andava in Verzei, et li sfondrò le botte e spanse el vin; unde in Verzei montò il quarto più di quello valleva el vin; et tanti animali haveano stratioti, che vendeteno ducati uno l'uno.

A dì 25 ditto, per decreto dil conseio di X, fo mandato Alvise Manenti, secretario di ditto conseio, in campo; alozò con li Provedadori. La caxon fo secreta; stette alcuni zorni, e ritornò.

In questa notte, ussite gran numero di cavalli di Novara, et andati a Verzei; e tanto era la gran fame haveano, che, zonti ivi, si mettevano a manzar tanto, adeo morivano.

Per lettere di Vincenzo Valier da...., se intese che de li alemani ducheschi fuzia a 50 et 100 al trato, et haverli scontrati; et questo per non haver le sue page al tempo dal Duca.

Vene in campo guastadori mandati per il Duca; fu cominziato a far fossi et bastioni, per assecuration dil campo.

Fo portato in campo ducati 20 milia per dar la paga etc. Et per lettere di 23, la Signoria scrisse dovesse el campo star fermo dove era, et non si movesse, per non dar animo a li nemici, et che i guastadori hanno decreto et scritto, si fazi a Brexa, Bergamo et Crema, e sia mandà in campo; et intendendo el bon portamento de stratioti, scrisse a Bernardo Contarini, laudandolo summamente, et che non andasse tanto avanti, e dovesse vardarssi la persona, et confortar et abrazar li stratioti da parte dil Principe per inanimarli. Et cussì fece. Ma el Duca de Milan scrisse in campo, non volleva si facesse più corarie su quel di madona di Savoia; et in execution di le sue lettere, a dì 28 ditto, fo publichato una cria da parte dil nostro capetanio et Provedadori; tamen la Signoria scriveva dovesse perseverar stratioti in tal incursione.