Adi 29 el campo duchesco si dovea levar dal fiume di Castelgelfo, et venir più avanti, et allozar a Madrera sul fiume di Lamon su quel di Bagnacavallo, contermina col territorio di Ravenna et di Faenza; et non essendo d'accordo con Forlì, come speravano di esser per li secretarii mandati lì per el sig. Ludovico, erano terminati venir accamparsi più basso al Barzarin o vero Traversera pur su ditto fiume su quel di Bagnacavallo, con proposito de andar verso el campo regio. Et fo fatto in ditto campo uno editto, non andasse su quel de Imola a far danno, sotto pena di la forca. Et adi 28 da sera, in quello la brigata andava saccomanando, el sig. Zuan Savello con alcune zente corse al campo duchesco, et prese alcuni cavalli, non offendendo però alcun de Imola. Et adi 29 el campo regio dovea levarsi, et andar verso Bertinoro, come ho scritto di sopra.
Adi ditto, Bortholomio di Odasii secretario dil Duca di Urbino, venne a Ravenna, notificoe el campo era pur al ponte di la Petra, et era venuto danari al Duca di Calavria per far fanti et balestrieri a piedi, et che a Urbin ne era preparati 1500, zoè 500 balestrieri, el resto lanzeroli. Aspettavano le zente dil Papa et de Fiorentini, poi si dovevano redur verso Bertinoro sul fiume di Roncon ( Ronco ); et madona di Forlì li dava bone parole ma non conclusione. Et questa mattina zonse in campo do squadre di quelle dil Duca di Calavria, benissimo in ordine.
Adoncha li campi preditti, el regio era ivi, et el duchesco sul fiume di Castelgelfo, aspettando le zente franzese: di le qual, parte era venute con mandato dil sig. Ludovico di quello havesse a far, et continue si andava ingrossando.
Partita dil Re di Franza da Lion per fino a Susa di qua da monti.
El Re di Franza havendo zà mandà assà soe zente di qua da monti; lassato el duca di Borbon suo cognado con la moglie sua sorella, al quale commesse il governo dil regno; et da lui tolto licentia, esso Duca ritornoe a Molina ( Moulins ), terra in Borbon trenta lighe luntan da Lion, dove ivi sta con la sua corte. Ma el Re insieme con la moglie adi 24 Luio parti da Lion et venne a Vienna, dove a la campagna a cavallo tolse licenza da la Raina, la qual ritornoe in Ambosie a starvi, havendo recomandato el Roy ad alcuni soi, et datoli certe donne fidatissime, le qual li facesse el suo manzar, lavasse i panni, et li facesse altre cose necessarie. Et el Re poi venne a Garnoboli ( Grenoble ), demum a nostra Donna Dambrum ( Embrun ), et gionse a la fin de Avosto a Mongenevre loco dil Dolfinà, dove passò li monti et venne a Susa. El successo poi de soa Maestà più avanti sarà scritto.
Ma el Duca di Orliens essendo stato a Zenoa, ritornò adi 6 Avosto in Alexandria di la Paia per andar in Aste, et ritornoe con questi 6: mons. di Foys ( Foix ), mons. de Piennes, mons. de Obegni ( Aubigny ), mons. lo gran scudier, mons. de Sations ( Châtillon ), mons. de Luxemburgo, con li quali consultava, et poi ritornoe in Aste. Ma un'altra fiata ritornoe a Zenoa, come dirò de sotto, et mons. de Obegni venuto a Milan andoe adi... Avosto in Parmesana, dove era adunati li campi per governo di quella zente franzese. Et el Re di Franza in questo mexe di Avosto mandò avanti la sua persona in Aste el cardinal San Piero in Vincula, el qual era andato a trovarlo, et mons. di Beucher, molto volonterosi a questa impresa. Et adi 16 Avosto el Duca di Orliens stato in Aste ritornoe a Zenoa per esser su l'armada, dove era preparada una nave grandissima, di botte 4000, chiamata la Negrona, per la sua persona, ma poco vi stette, che zonto el Re in Aste, dove si ammalò, esso Duca ritornoe in Aste et li venne la febbre quartana, et convenne star lì fino el Re acquistò el reame.
A Milan fu fatto el principio di Avosto per Franzesi 100 artegliarie a modo serpentine, messe sopra di carrette tirate da uno solo cavallo per mandar in campo in Parmesana. Et adi 13 el conte Alexandro fiol natural fu dil duca Galeazzo, di anni 30, el qual era confinato in Parmesana za anni do per la inimicitia havea con el sig. Galeazzo di San Severino, questo a hora fuzite, et andò in campo dil re Alphonso, al qual el Duca di Calavria li dette 200 elmetti et 100 cavalli lezieri. Et adi 19 pur dil mexe di Avosto, appropinquandosi el Re in Italia, el sig. Galeazzo preditto si partì da Vegevene, dove era el sig. Ludovico, per andarli contro: ma a Milan variamente si parlava, nè se intendeva la conclusion di questa guerra. Unde era sorto un motto: El non è ni savio ni matto che intendi la guerra dil nonantaquattro. Et cussì etiam a Venetia variamente si parlava, nè sapevano quello seguiria, per le varietà di le cose et di campi vicini uno dil altro, et tamen non erano a le mane.
A Roma, Colonnesi con li altri seguazi di la sua parte et el cardinal Ascanio molto dannizava et faceva grande exercito, perchè pur era l'exercito dil re Alphonso ivi vicino, et dovea andar a campo a 25 di Avosto a Frascato, Grottaferrata et Marino. Et l'ambassador di Franza fuzite di Roma, et venne a Neptuno, castello de Colonnesi, dubitando el Pontifice non lo avesse fatto retegnir, però che 'l Papa fece un editto, che tutti li prelati franzesi et altri di quella natione gallica in termene XV zorni dovesseno andar a loro patria. Ma Colonnesi accampatisi a Hostia, quella adi 8 Settembrio have, perchè era mal custodita; et intrati dentro levono le insegne dil Re di Franza, ne la qual vi volse star el sig. Fabricio Colonna in persona, et quella attese a fortificar havendo con lui fidatissime persone. Et questo fo un gran danno a Romani, però che non lassava intrar vittuarie per la bocca dil Tevere in Roma. Et fu molto al proposito dil Re di Franza, et cattivissima nova al re Alphonso.
Successo di cose seguite in li campi di Romagna dil mese di Settembrio 1494.
Zà comenzava a far cattivi tempi, et il campo duchesco continue, come scrissi di sopra, si andava ingrossando di franzesi, et adi 1 Settembrio zonse nel campo regio el fiol natural fo del duca Galeazzo, venuto da la banda di qua, et fuzito di Milan, come è scritto di sopra.