.... ritornò; et si have tre stratioti erano fuziti in Novara; et li Provedadori li volseno far impichar, et el capetanio zeneral non volsse, dicendo li havia promesso de non farli morir.

Et a hore una di notte ritornoe in campo Francesco Bernardin Visconte con mons. di Arzenton, havia lettere di la conclusion di la paxe, e di tutto erano d'acordo, excepto di uno capitulo, zoè de li ducati 50 millia da esser dati al Ducha d'Orliens, el qual lui li voleva de contanti.... Et el Re è contento si paghi in mesi 18, et che el Re desiderava presto el concluder di la pace, per esserli venuti 24 mille elemani, a ciò non facessino qualche novità. El Ducha de Millan volleva pagar tal danari in anni 3; ma a la fin contentò come volsse el Re. Et volea diman haver Novara e la rocha, avanti facesse levar l'exercito suo et nostro; unde mons. di Arzenton molto aliegro, in quella notte medema spazò uno trombetta al Re, et etiam Francesco Bernardin preditto fo mandato iterum dal Re per ambassador di esso Ducha. Et vedendo questo li Provedadori, havendo cussì in commission da la Signoria, dimandoe licentia al Ducha, e modo de levar l'exercito. Et el Ducha fo contento; unde subito li Provedadori, a hore 6 de notte, spazoe lettere di questo a la Signoria nostra.

A dì 30 Settembre, da matina, zonse in campo nostro provisionati 200 di bergamasca, di la Valle Seriana di sopra, ben in hordene, pronti a ogni cossa, et pagati dal comun di dette valle. Et el zorno avanti, a dì 29, zonse 800 provisionati dil capetanio zeneral nostro, etiam ben in hordene, et provisionati di brexana. È da saper, che a li altri provisionati 500 di brexana, la Signoria comandò soprastesseno quei di Axola 200, Pedemonte 200, Franza curta 100, Valtrompia e Val de Sabio 200; et nel conseio a Brexa preseno tutti d'acordo de far ditti provisionati; et haveano ducati 2000 in deposito per questo rispetto. Etiam, a dì 27 ditto, zonse in campo Todaro Paleologo con stratioti ben in hordene, era stato in Tortona; et el Ducha de Milan mandoe li suoi elemani ad alozar a uno castello chiamato Granosa, mia 3 lontan dil campo, et le sue zente si ritiroe versso Vespola, et li fanti andava via; unde esso Ducha dimostrò dolerse, dicendo: Non è conclusa la paxe, et li fanti vanno via; e mandoe a li porti a revocharli, che dovesseno ritornar in campo. Venne lettere di Vormes, de 14 de l'instante, scrive a la Majestà dil Re di Romani, haveva in Italia elemani 4000 et 1500 cavalli, et che Soa Majestà volleva venir con altri 4000 elemani.

A dì ultimo Septembrio, ritornò el conte Albertin Boschetto con el canzelier de Francesco Bernardin Visconte in campo, e riportò al Ducha alcune difficultà di capituli; et el Ducha subito rispose.

A dì primo Octubrio, el Duca de Milan sotto scrisse altri capituli, scritti in franzese, et hora par fusseno azonti tre o quattro; et l'andata dil Visconte a Verzei fo per longar la trieva otto zorni, et formar in bona forma li capituli. Perchè è da saper, che a dì ultimo Septembrio, ditto Francesco Bernardin Visconte ritornoe la sera in campo con li oratori regii, et a hore 3 di notte fonno a parlamento col Ducha e li Provedadori; et habuto la voluntà dil Senato, per una lettera scritta a dì XXVIII ditto, unde Marchiò Trivixan, provedador, parloe a ditti oratori, dicendo che la Signoria havea buona lianza con el Re, et cussì li scriveva voler esser et haver, et che siamo stati provocati e lacessiti a quello seguite a Fornovo, et le lexeno la lettera ducal. Li oratori dimandono la copia, la qual... li fusse data praecise come la fo letta, di man de Lorenzo de Mozanega. Et quella lui l'autenticò, senza tamen saputa de ditti Provedadori et orator nostro. Et, hauta la copia, ditti oratori steno più di una hora soli a consulere; poi chiamò el Ducha, e stè più di altra hora insieme. La conclusion de ditta lettera era, che la Signoria scriveva a li Provedadori et orator suo, come eran contenti de restar in la fede et amicitia era prima con la Majestà dil Re, avanti che fusse fatta la liga. Et el Ducha disse a li ambassadori: Se la Signoria non vuol far pace, la Majestà dil Re non vuol farla con mi. Loro risposeno: Non sapemo questo. Et però fo scritto al Re; et etiam andoe esso Francesco Bernardin Visconte, sì come ho scritto di sopra.

Li fanti dil nostro campo cominciava a partirsse; etiam parte di todeschi de Cozanderle, i quali volsseno doi fiorini per uno, et fu forza a li Provedadori de darli.

A dì primo ditto, la sera, ritornò ditto Francesco Bernardin con li oratori regii, et tra li altri mons. di Pienes; et disse a li Provedadori, che il Re non se contentava di la lettera di la Signoria nostra, ma volleva difinitiva dechiaratione de li tre capitoli mandatili a dimandar a la Signoria, zoè levar via l'armada di Reame, e non porzer favor a re Ferando directe, vel indirecte etc. Secondo, che restituiscano le terre haveano in la Puia. Tertio, che la Signoria fusse amica de li amici dil Re et nimica de li nimici; et a questo si risolvano, et sol questo harebbono voluto. Et a dì ditto, da matina, ditti oratori ritornò dal Re; et sono contenti perlongar la trieva do zorni.

La Signoria mandò in campo ducati X milia et gropi 4 de fiorini di Rens, ducati 1000 l'uno, a ciò li desse una paga nel levar de l'exercito. Et Vincenzo Valier esercitava l'officio di pagador, e da tutti in campo era ben voluto; et etiam Hieronimo di Monte, vice collateral zeneral; unde da li Provedadori, come era la verità, fo laudato de integrità et fede, facendo l'officio suo con sincerità et realtà.

Venne nove in campo da Roma, per lettere dil vice canzelier, come Piero di Medici era con homeni d'arme 550 et fanti 3000, con el sig. Ursin, et per andar di brieve versso Fiorenza.

Li ambasadori dil Ducha, era dal Re, scrisse come Franzesi parlava de maridar un fiul de Soa Excellentia in la fia di mons. de Bres, zoè Filippo mons. di Savoia. Et el Ducha rispose esser contento de darla al secondo so fiol.