Exemplum litterarum Antonii Grimani, procuratoris, generalis capitanei, ad oratorem nostrum venetum in Curia romana.

Magnifice ac clarissime eques.

Da li 14 dil presente se trovamo qui a l'isola de Taranto in XXVij galie, cussì richiesto cum grandissima instantia da lo ill. mo don Federico; et, a dir la verità, sempre son stati tempi contrarii, che non era possibele poterse levar per Napoli. Interim, ad richiesta de soa Signoria li havemo dato circa 400 homeni de questa armata, cum el qual, insieme con alchune zente sue, e stà recuperata la terra et castello de Groptaglie, loco molto apto a strenzer Taranto, perchè per quella via se fornivano de vitualie et altre comodità. Et ogni zorno si dette la battaglia a quel loco, azò li franzesi sono in Taranto, che par siano da 300 cavalli, non andasseno a darli socorsso. Nui etiam mettessemo de questi huomeni di l'armada in terra, et scaramuzando furno morti alchuni franzesi, e de li nostri zercha 25, perchè li pedoni con le zente da cavallo hanno grande disvantazo. Questo facessimo per tenir quelli di la terra che non patisseno. Aspettamo si conzi el tempo, et subito partiremo nel nome de Dio, per esser a Napoli, come è hordene di la nostra ill. ma Signoria, a la qual la Vostra Magnificentia con le prime manderà aligate nostre. Il magnifico missier Bartholamio, fratello di Vostra Magnificentia, se trova a Corfu con 6 galie per fornirsse de pan, et sta benissimo; et questi zorni passati a... prese due fuste de turchi corsari, compagni de Camallì, et speremo ogni zorno in Dio udir di sua Magnificentia cosse degne et honorevele. Sono sempre a li piaceri de Vostra Magnificentia.

Ex triremi, ad insulas Taranti, 27 Septembris 1495.

Antonius Grimani procurator, capitaneus generalis maris.

A tergo: Magnifico et clarissimo equiti, domino Hieronimo Georgio, oratori veneto ad Summum Pontificem.

Copia di la lettera di Hieronimo Contarini, provedador di l'armata a la Signoria, dil zonzer a Napoli con l'armata
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Adoncha, sì come ho scritto di sopra, el re Ferando a dì 12 Octubrio se levò da la Maddalena con 500 homeni d'arme, altri cavalli lizieri et ballestrieri a cavallo, et 2000 fanti et altre zente paexane, con X bocche d'artilarie avanti; et andò a la volta de Fraola, dove attendeva li nimici erano arivati. Li ponti, passi, erano tutti rotti, a ciò non potesseno passar li fiumi; li nimici erano in fuga, et se reduxeno im parte, a dì 14 ditto, che per la strettura di passi non poteano ussir con li cavalli; loro instessi se rupero, et lassando li cavalli et ogni cossa a piedi, se ne fuzivano, imboscandossi come meglio poteano. La qual nuova fo molto grata al re Ferando, et reputava la impresa finita: tamen non restava di seguitarli, zerchando completamente disfarli. Et zonta a Napoli questa nuova, a dì 15 ditto, el legato dil pontifice, Borges, con l'ambassador yspano, cavalchoe a torno la terra, et el Principe de Squillazi, figliuol dil Pontifice, zenero dil re Alfonso; et se divulgava Nocera et San Severino doveano alzar le bandiere de Aragona, et el campo nostro andar a Nocera. I nimici in questa fuga usoe gran crudeltà per li castelli dove passavano, e fra li altri Pomognano (?) dove tagliono a pezzi ogniuno. Et el Principe de Altemura, don Federico, se ritrovava in questo tempo a Taranto, et vedendo non poter rehaver la terra, se messe in camino con zente per vegnir versso Napoli; ma quei dil Castel Novo de Napoli, in questo mezo, a dì 11 Octubrio, di notte, fece gran luminarie; et la matina, a dì 12, ne l'aparir del zorno, la loro arma' de' Franzesi era lì tirò assa' colpi de bombarda et artilarie, et questo perchè dicevano haver per un bragantin nuova, come el soccorsso lhoro era vicino, e a le mane con l'armada di re Ferando; tamen tutto era argumento e fintione.

A dì 16 ditto, zoè Octubrio, la Majestà dil re Ferando venne di campo et intrò in Napoli la sera, per visitar la Majestà de la Raina et l'infante et ambassador de Spagna, la qual, cussì come ho scritto, era intrata in Napoli, et alozata nel Castel de Capua. Et li nimici erano in fuga tra Montorio et San Severino; le zente regie fece prede assa' de le cosse loro. El Re fece portar bombarde in campo per expugnar alcuni lochi si teniva anchora per il Re de Franza; et el zorno sequente ritornò in campo, et scrisse esso Re a Antonio de Zenari, dotor, et Zuambattista Spinelli, dotor et cavalier, suoi oratori in questa terra, la qual per esser a proposito, è qui sotto scritta.

Exemplum litterarum regis Ferdinandi ad suos Oratores Venetias existentes.