In questa mattina li saccomani ducheschi corse in su li confini di la Signoria al loco di Santerno sul territorio di Ravenna, et alcuni...... torse di strame. Ma inteso questo dal Podestà, scrisse al conte di Caiazzo, et adi 18 li mandoe do cittadini di primi con lettere credentiali in campo, lamentandosi di questo insulto.
Adi 18, li campi heri stetteno in arme tutti do, da hore 16 fino 21, et per el Duca di Calavria fo mandato uno trombetta al conte di Caiazzo, si voleva venir romper qualche lanza. Li fo risposto venisse mò a la campagna, dove si potesse operar li cavalli, et non star in questi paduli. Ma cadauno stete su el suo. Poi ditto trombetta tornò e invidò mons. de Obergnia ( Auvergne ) capitano de Franzesi, volesse elezer uno o più de li soi, et esso duca elezeria tanti de li soi calavresi, et che questi avesseno a experimentarse insieme. Ditto monsignor accettò lo invito, ma el conte de Cajazzo disse non voleva se facesse tal prova, perchè fra pochi zorni se farà dil tutto. Et tornato el trombetta dil duca di Calavria, el conte fè metter et venir balestrieri, schioppettieri et arzieri a cavallo et lui con lo elmetto in testa, presente ditto trombetta corse la lanza, et fece discargar a un tratto tutti schioppettieri, et li cavalli se reculavano, et da poi tornoe ditto trombetta un'altra volta, et disse che 'l duca era smontato et che lui poteva smontar: unde a hore 21 tutti do exerciti se disarmono.
El magnifico Joanne Bentivoi a Bologna et in Bolognese faceva preparatione di strami per la venuta di Franzesi.
Adi 19 el campo aragonese zonse questa mattina a Barbiano sotto Codignola, et el conte Carlo di Pian de Melleto soldato di la signoria, el qual adi 13 ditto zonse a custodia di Ravenna, fu in questo dì nel campo aragonese. Et accidit che li cavalli lezieri di campi si attaccorno, et le fanterie, al loco dil Molinazo: fo morti 5, et 4 Franzesi, et poi si separono. El campo aragonese adoncha era fra Codignola et Santa Agata, fra doi fiumi, et el duchesco in quello di Santa Agata. In questo tempo molti patri ivi venite, et altri subditi di la Signoria andono in tutti da li campi; et da tutti erano ben visti, perchè Venitiani erano neutrali, ma molto più carezzati nel campo aragonese.
Adi 20 el campo aragonese levato da lo allozamento, avviato prima li cavalli lizieri, poi li squadroni, uno dil qual governava el duca di Calavria, l'altro Astero barone, da poi veniva le fanterie et di man in man le altre squadre, si redusseno a presso el fiume di Santa Agata con li soi corradori, et lì fonno a le man con li ducheschi che haveano passato el fiume predetto, et tuttavia passava le squadre fino numero 12 con el conte di Caiazzo; et per li cavalli lezieri et parte di fanti fu fatto una baruffa per spacio di una hora senza mesedarsi (?) in alcuna squadra, et in questa baruffa con spingarde, schioppetti et passavolanti fo morti di aragonesi 7 et feriti zerca 20; ducheschi morti 3 et doi presi, tamen feriti: li Colonnesi fonno condutti in Lugo a medecarsi. Il duca di Calavria da poi instoe de attacarsi, per esser superiore dil campo nemico di squadre zerca 20 et fanti 3000. Ma li Ducheschi si scusavano, dicendo aspettar zente franzese et italiane; danari era divulgato veniva de Milan, et erano in Modenese. Et el campo aragonese dovea hozi partirsi, et andar ad allozar a una villa di Lugo ditta el Pulentano distante dal campo duchesco uno mio, per tuorli la via delle vittuarie; et fece far la spianata, tamen non tenne tal via.
Adi 21 el duca di Calavria mandoe uno trombetta dal conte di Caiazzo a invitarlo a far fatto d'arme, et li rispose: sia con Dio. Tamen non venne.
Et in questa notte aspettavano Fracasso dovesse zonzer in ditto campo duchesco con alcune squadre, et si ingrossava di fanterie. Li danari erano zonti, et fece una cria, chi voleva danari, etiam si fusse fuziti, dovesse venir li sariano dati.
El Pontifice per causa di la ribellion fatta iterum di Hostia, come scrissi per avanti, in questi zorni scrisse al Duca di Calavria li mandasse le sue zente a Roma.
Et zonto el campo a Barbiano, el Podestà di Ravenna gli scrisse non lassasse far danno a quel territorio, perchè facendo, faria dispiacer alla Signoria. Unde el Duca rispose per una lettera sapientissima, concludendo era disposto prima lassar morire il suo exercito, che fusse fatto alcun danno a li subditi di quella excelsa Signoria.
Fo ordinato per la Signoria che 'l castellan di Ravenna non dovesse ussir di castello, et che la terra fusse custodita: unde Andrea Da Lezze podestà duplicoe la custodia alla piazza (era Jacomo di Tarsia et Alvise da Novelli, contestabeli), et la notte ordinoe andasse le guardie deputade attorno le mure di la città; et cussì etiam a Cervia, dove era prima Alvise Bellegno, fo fatto, et custodito per dubito de subite incursion.