Et in questo zorno zonse nel campo franzese X squadre italiane, zoè el sig. Antonio Maria di Sanseverino, era stato a Zenoa con 5 squadre sue, et cinque dil sig. Galeazzo suo fradello.

In Cesena adi do di notte a hore 4 intrò dentro la terra el conte di Petigliano con cavalli 50, partito dil suo campo, et subito zonto fo retenuti questi cittadini di Cesena: Tiberto Brandolino fo fiol di Sigismondo, con alcuni altri. El qual confessò, lui, Guido Guerra, Pulidoro Tiberti et Achille suo nepote erano daccordo de dar la terra al sig. Lodovico; el qual Tiberto era a li stipendi dil Papa, ma essendo casso, era stato in Cesena senza altro soldo, solum con tanse per curaze X. Or el ditto conte fece chiamar el consiglio, et manifestar la ritention, et quello havevano concertato di far, et come hozi a hora di disnar dovevano in palazzo amazzar el governador per nome dil Pontifice, che ivi in Cesena era amico molto di ditto Tiberto, et questo dovea far hozi adi 3, per esser zorno di mercato, per haver el favor de li contadini, et volea levar le insegne dil sig. Ludovico, et questo confessò senza tortura. Et parendo molto stranio questo al conseio, volevano al tutto ditto Tiberto fusse morto, strassinato et squartato: ma el governador dimandò di gratia al conseio li volesse perdonar; et loro resposeno non voler sopportar per niente. Ma il conte di Petigliano, lassato 30 ballestrieri a custodia di Cesena, ritornò in campo subito, et mia do distante di la terra trovoe do cavalli veniva verso di lui a notificarli che 'l ritornasse, perchè Fracasso era partito con alcuni cavalli lizieri di campo per piarlo. Et ritornò a Cesena, et ordinò non fusse dà recapito a questi adversarii dil Pontifice. Pur a la fine partite de lì 3 zorni, et zonse nel suo campo. Et Cesena era custodita; non si averzian le porte se non tardi, et seravano molto per tempo, mutavano guardie di zorno in zorno: et il governador adi 8 deliberoe mandar in campo dil duca di Calavria Tiberto Brandolin preditto, et uno altro chiamato el prete bolognese, acciò facesseno quello li piaceva.

Adi 6 Ducheschi o vero Franzesi feceno, et fue compito, uno revellin attorno la hostaria dil Fossà di Ziniul, per metter li fanti a custodia di quello passo.

Adi 7 zonse nel ditto campo do burchii di fanti forestieri di Parmesana, zerca 400, et attendevano a fortificar el revellin, aspettando con desiderio più Franzesi. Et poi adi.... ditto, zonse i 500 provvisionadi italiani in cinque burchi, sì che continue si andava ingrossando.

Adi 8, etiam el zorno avanti, nel campo aragonese fo fatto conseio sotto el pavion dil duca di Calavria, di quello havessero a far, perchè intendevano el campo franzese doversi levar per venir più avanti. Et in questi zorni in questo campo l'ambassador dil re Alphonso veniva a Venetia, chiamato Zuan Battista Spinelli, dottor et cavalier; el qual, fatto la volta di Ferrara, venne a Venetia per starvi. Fu molto honorato, et provisto di caxa preparata per la Signoria sul campo di San Polo, dove zà erano stati do altri oratori napoletani, et fu assà honorato, et andava spesso in Collegio, exhortando la Signoria a moversi per il suo Re, et conclusive fu detto fidelissimo ad Alphonso fino in fine, come dirò al loco suo.

In questo zorno zonse a Cesena Mariano et Paulo Savelli, zoè padre et fio, con 8 squadre per andar nel campo regio, et in Porto Cesenatico zonse uno navilio cargo di orzi et formenti, venuto di Reame per subsidio dil campo.

Adi 10 da matina, el campo aragonese si levò per allozar ad Onegalia, dove alias allozò Bartolomio Coglion, come ho scritto, et sul fiume di Lamon, in mezzo Solarolo territorio di Faenza, Castello Bolognese et Faenza. Et mandò a brusar nel borgo di Cothignola li strami, ma fono sentiti, et non potè far, ma per il meglio deliberano d'allozarsi sotto Faenza verso Imola, et cussì fece. Et si dovea levar el zorno driedo per Bertonoro terra dil Pontifice.

Adi 9 el conte di Caiazzo, Fracasso con molti cavalli andono a San Paulino, loco di Bagnacavallo sul fiume di Cothignola, et questo fo per sopraveder il loco; et zonse adi X nel suo campo 700 Sguizari fra balestrieri et lanzaruoli, et 400 provisionadi di Parmesana, et 12 burchi de artegliarie. Madona di Urbin, zoè la duchessa et el sig. Ottavian so barba, fece 3000 fanti dil paese, per obstar a Camillo Vitello et Paulo suo fratello, non andasseno contra el Re di Franza: i quali venivano con X squadre, computà do de balestrieri, et fanti 1500. Et questa nova si have per lettere dil Vicario dil conte Carlo di Pian de Meledo.

Adi X ditto fo preso uno secretario dil sig. Ludovico venia da Forlì, et menato nel campo dil duca de Calavria, confessoe Madona esser in stretta pratica di accordarse con il Stato de Milano et il Re di Franza.

Adi 13 el conte di Caiazzo, havendo opinione di levarsi dove era col campo, mandò il bando tutti dovesseno levarsi; ma monsig. di Preran capitano de Franzesi non volse, dicendo volea aspettar zente fresche, le qual di breve sariano lì. Et la note avanti a hore 7, cavalli 150 lezieri, et 150 fanti pur franzesi et italiani mescolati, veneno al loco di Santa Agata; et inteso questo per spie el duca di Calavria, che ancora questi non credeva dovesseno saper nulla, et mandò per el doppio de cavalli et fanti, et quelli assaltono ne li allozamenti, et preseno tutti li cavalli et fanti, et brusò li allozamenti. Ne fo morti et feriti assà, et parte fono spogliati et lassati andar secondo il costume dil guerrizar italiano, altri menati in campo presoni.