Adi 16 el campo franzese si levò da Fossà di Ziniul, et venne a Santa Agata in quelli aizzamenti, i quali fono refatti: et aspettavano el marchese di Salucio con squadre 20; et le artegliarie adi 17 fono cargate su carrette de do ruode l'una, et con assà cavalli lì a Santa Agata tirade, et lassò custodia al bastion dil Fossà di Ziniul.

Adi 19 el campo aragonese era sotto Faenza, mal conditionato per li fangi, aque et freddi, con poca vittuaria et manco strami. A Faenza el formento valea bolognini 50 la corba, ch'è uno staro, come ho scritto.

El campo franzese fece uno assalto a Mordano, loco ymolese ma non lo poteno ottenir; pigliò alcuni cittadini et bestiami, et quelli condusseno in campo: ma dal conte di Caiazzo fono relassati liberamente, et pur li erano a torno ditto loco de Mordan. Ma li cittadini tolseno termene per tutto doman a rendersi, non li venendo soccorso: et subito spazoe a Madona a Forlì.

Adi ditto volendo pur al tutto Franzesi haver qualche luogo per lozamento, venendo l'inverno, voleva pur questo Mordano et Bubano, ch'è lochi sotto Ymola. Et in questo zorno el conte di Caiazzo venne a parlamento con li homeni de ditti lochi, per veder si dovesseno render al Re di Franza, el qual prosperava felicemente. Ma li risposeno, volevano star a l'ubidientia de Madona da Forlì soa signora. Ma poi partito, fo brusà li strami era di fuora di la terra di Mordano, acciò non si venisseno a comprarli, et franzesi pur vi andoe et comenzò a bombardar.

Adi 20 a hore 23 Franzesi ha vendo principià a bombardar Mordano, dimandando si dovesseno render, mandò contestabeli ivi era a custodia, uno per nome di Madona, l'altro per il duca di Calavria, con volontà di quelli di la terra; recusoe, ma Franzesi seguite il bombardar; et non potendo resister si volseno render, ma Franzesi non li volseno acceptar pur a discreptione. Et non essendo più niuno a la difesa, et la fantaria scampata, li contestabeli con pochi se tirono su la torretta; ma Franzesi, a hora ditta di sopra, se buttò a le fosse, et con scale, senza obstacolo, scalò li muri, et introno in la terra, taiò a pezzi homeni et donne quante gli venne avanti nel primo ingresso, et messe la terra a sacco, fece altri presoni, et vergognò le donne et haveno la torretta con li contestabeli, et quasi per sacchizzar, Franzesi veneno a le mano. Et fatto molta crudeltà, brusò et ruinò 8 caxe, adeo non rimase se non la chiesa con poche caxe in piedi, che adhuc si vede. Poi deliberono di andar a Bubano et Bagnara, et, non rendendosi, far questo medemo. Continuamente zonzeva Franzesi in campo, perchè el Re si approximava: li Italiani erano nel suo campo molto mal contenti, et perchè i erano tortizati da Franzesi in ogni cosa, maxime ne le prede.

Adi 21 havendo mandato el duca di Calavria a dimandar trieva per 6 zorni al conte di Caiazo, et non l'habendo habuto, si levò dove era, et andò più vicino a la montagna fra Faenza, et ivi si fortificoe.

In questo zorno, tardi, Franzesi hebeno Bubano a pati, et cussì poi Bagnara si accordò, si per tutto el seguente zorno a terza non havea soccorso, di rendersi, et cussì fece; ma la rocca vi era custodia, tamen poi etiam l'have.

Accadette che per discordia et Taliani et Franzesi, come scrissi di sopra, fo brusato la terra di Mordano, con bona parte di la robba: et fu tanta furia, che sul ponte per il cargo di le persone vi era, si venne a romper, et alquanti ne le fosse si annegoe.

Adi 22 al magnifico Johanne Bentivoi per el Pontifice fo mandato el capello per el fiol, et Fiorentini li deva el baston di lhoro capitano si volevano esser con re Alphonso et loro; ma non volse accettar.

Adi 23 il Podestà de Ymola venne in campo franzese, et parlò al conte di Gayazo, nè se intese fusse venuto per nome di Madona o di cittadini de Ymola: ma il conte de Petigliano per custodia de Ymola voleva andar ivi, ma poi per quello che seguite, che Madona si accordò con Franzesi, non vi andò, et Madona preditta era in la rocha de Ymola con Jacobo dil Quartiero, secretario del sig. Ludovico. Unde il populo de Ymola si levò, et andono da ditta Madona dicendo non volevano patir più extorsion, et che 'l campo li era vicino, et che si dovesse accordar, altramente che loro li averzeriano le porte di la città. A li qual cittadini et populo essa Madona rispose: stesseno di bona voia che non haveriano più alcun danno. Et cussì mandò a dir a Forlì, et si accordò con Franzesi et Stato di Milano, et deteli vittuarie et ogni cosa necessaria. Li pati non se ne intese, ma fu divulgato Milan consentiva tolesse il suo D. Jacobo per marito, et li danno di provision per anni 5, et uno di rispeto, ducati 20 milia a l'anno; la qual cosa fo molto contraria al duca di Calavria, et comenzò la sua ruina. Et el sig. Zuane di Gonzaga, fratello di questo marchexe di Mantoa, assoldato da re Alphonso, come ho scritto avanti, dovendo venir con cavalli 600 per augumentar l'exercito, venendo sul Ferrarese per andar verso Bubano dove era il campo, et inteso l'accordo di ditta Madona, et che 'l sig. Fracasso era posto in ordine, sapendo di la sua venuta, per precluderli la via, per il meglio deliberoe di ritornar a Mantoa, et più non andò in campo.