Quello faceva re Alphonso in questo tempo.

El re Alphonso, come ho scritto di sopra, andava per Reame promettendo privilegii, facendo concessione, carezzando li populi, et provvedendo a li passi necessarii. Et essendo a Trajetto a dì 15 Novembrio si partì con l'ambassador di la Signoria pur in compagnia, et andò a Gaeta, essendoli venuto nova che don Fedrigo con la sua armata di 40 galie esser ivi arrivato, havendo preso do galie franzese che stevano forte per mezzo una rocca de Colonnesi; qual erano scorse lì per fortuna. Fo tratto gran colpi di bombarde di la rocca et di ditte galie, ma li nemici si butono a l'acqua e nudarono in terra, et le galie fonno prese vacue de homeni, salvo cerca 25 che erano rimasti per non saper nudare. Or ne l'intrar dil re Alphonso in Gaeta, li venne contra don Fedrigo do mia fuora di la terra, et ne l'intrar fo tratto assà bombarde di le galie era nel porto: le qual allora era galie 38, fuste 3, arbatoza una et do galie disarmate prese da i nemici, et Villamarino corsaro homo dil Papa con tre galie. Et qui el Re stette 6 zorni.

A dì 21 el ditto se partì di Gaeta e tornò a Trajetto. El zorno sequente fo gran fortuna, si ruppe nel porto di Gaeta do galie et andono a fondi; et in quel dì etiam per disgratia se impizzò ( accese ) fuogo in la polvere di bombarda di una altra galia, et quella brusò con zerca 40 homeni tra quelli erano in ferri e sotto coverta: il resto si butò a l'acqua, et scapolono la vita. Et la furia dil fuogo durò zerca mezza hora. Fu cosa miserabel et di gran compassione et gran augurio al povero re Alphonso. Et in breve zorni ditta armada disarmò.

A dì 26 uno ambassador dil Turco, homo di gran reputation, intrò in Trajetto, dove era el Re, con 40 cavalli et 10 zentilhomeni turchi tutti vestiti di seda a fiori d'oro, benissimo in ordine. Li andò contra l'ambassador de Venitiani, con molti baroni dil Re et tutta la corte, uno mio fuora. Questo era dismontato però che passò da la Valona, et a cavallo venne che fo una maraviglia. Et exposto la sua imbassada come il suo Signor li voleva dar ajuto, et che stesse di bona voia. Tamen il soccorso non venne mai, perchè Turchi non se fidava de passar in Italia. Et fo divulgato el re Alphonso li voleva dar ne le mani Otranto et Brandizo. Or ditto ambassador andò di longo poi a Napoli, dove stette qualche zorno fino have risposta dil suo Signor.

A dì 30 el Re si partì di Trajetto, passò el Garigliano, poi per rocca de Monte Ragon ( Mondragone ), venne a Castellamar del Volturno mia 20 da Trajetto, et a dì 1 Decembrio partì de qui et andò a disnar a Patria, dove è uno passo con uno ponte longo de legnami e una torre, et è ditto il lago di la Patria. Et a dì do andò a Cime mia 8, poi a Pozzuol dove sono li bagni assà nominatissimi, et andò per barca mia 3 a veder una fortezza feva far el Re in cima de uno monte, come di sopra ho scritto; poi per la Grotta ritornò in Napoli, dove questo tempo era rimasto al governo uno Vicerè, essendo stato fuora do mexi compiti.

A dì 5 Decembrio el cardinal di Zenoa Paulo de Campofregoso venne a Napoli contra el Re. Questo era stato su l'armada, et poi a Roma, et stette in Napoli sin a la intrata dil Re di Franza, et poi con esso Re si fece benivolo.

In questo tempo el re Alphonso fece far una fortezza sopra el monte San Martino, et cavar le mure si aggiongeva a Napoli, qual abbrazavano tutto el monte de San Martino sino al Castel novo: gran cavamenti et muraglie fece far in pochissimi zorni.

A Venetia quello seguite.

Gionse a Venetia a dì 18 Novembrio Piero et Juliano de Medici, et el sig. Paulo Orsini cugnato di Piero, vestiti incogniti con curacine indosso. Arrivò in casa di Lippomani dal Banco patricii veneti, con i qual havevano gran amicitia: et la sera andono in palazzo dal Serenissimo Principe, con el qual conferito, dimandò licentia di poter menar con loro X armati per caxon di la taja havevano su le loro persone, la qual ancora non era stà levata, come fo di poi a requisitione dil Re, et cussì per el Consiglio di Diese fo concessa licentia. Unde si vestirono in habito assà honesto, con veste curte di zambeloto negro et cape paonazze, con capironi di velluto di sopra, berrette in testa et la spada cadaun sotto, et cerca X provvisionati soi fidatissimi con spade driedoli. Et a dì 20 ditto da mattina andono in Collegio da la Signoria, dove, secondo el consueto di quella, fonno ben visti et carezzati. Demum volseno venir a veder el Gran Conseglio, et venneno con li soi armati, et loro con le spade sotto sentono presso el Principe su el mastabè. Or zonto ditto Piero qui, subito monsig. di Arzenton, ambassador dil Re di Franza, lo andò a trovar a caxa di Lippomani, col qual conferite molte cose. Li fo portato da soi ancora assà zoje, danari et alcune medaje d'oro, le qual lui molto stima. Et etiam vi zonse una baila con uno puttin de anni do, fiol de ditto Piero, el qual fo trasforato de Fiorenza; tamen la madre era lì in uno monasterio, et non molto da poi el Re li mandò uno de soi fino a qui a trovarlo, et notificarli dovesse andar a trovar Soa Maestà con lettere di salvocondutto, et cussì da poi alcuni zorni esso Piero partite di Venetia con il cugnato, et andò a trovar el Re presso Roma, et Juliano restò a Venetia, come dirò di sotto, et poi lo andò a trovar.

Vedendo Venetiani questo Re di Franza prosperar felicemente, et che Fiorentini erano accordati, et havea gran exercito, li padri dil Collegio se ridusevano diuturnamente, et nel Conseglio di Diese tramavano gran cose, et per vedere si potevano pacificare le cose et operarsi in metter paxe in Italia, come voleva pur el Pontifice. Terminono a dì 20 Ottubrio, et elexeno nel Conseglio di Pregadi do ambassadori a ditto Re, et che andasseno con lui fino a Roma: i quali fonno Antonio Loredan cavalier, che za alias a suo padre re et a tempo di la sua incoronatione in Franza vi si trovò ambassador, et ricevette da questo Carlo re le insegne de la militia. L'altro fu Domenego Trevixan cavalier, i quali, benchè fusseno dil Consiglio di Diese et si potevano excusare, pur per servire la Republica libentissime acceptono, et fu decreto nel Conseglio di Diese non menasseno niun patricio con loro, et de lì a zorni IX partiti, fatto la via di Ferrara dove dal Duca li fo fatto grande honor, erano cavalli 40, et Francesco da la Zuecca secretario, et zonseno a Fiorenza dove era el Re a li 21 Novembrio; nel qual zorno lì in Fiorenza seguite certa commotione dil populo, et però non fonno ne l'intrar honorati, come dirò di sotto.