Intrata dil Re di Franza in Siena adi do Dezembrio 1494.
Intrò el Re di Franza in Siena con grandissimo triumpho, li andò contra la Signoria di Siena et assà cittadini. Fo fatto alcuni archi triumphali a le porte, gioso di qual discendevano alcuni angeli, et li presentò le chiave di la cittade. Et intrò a dì do Dezembrio di marti a hore 23, et a la prima porta de Camolia fo fatto uno arco triumphal con queste lettere: Sena vetus civitas Virginis. A la seconda porta fo fatto una lupa, ch'è la insegna de Senesi, a li piedi di la qual erano queste parole: Venisti tandem, rex Christianissime, cui nostrae ultro patent januae. Et a la terza porta era uno arco triumphale con do homeni, uno di qual representava Carlo Magno, et havea queste lettere: Italiae, ecclesiaeque romanae liberator, christianaeque fidei ampliator sanctissimus; l'altro rappresentava questo Re presente, con questo verso: Carolus octavus Francorum rex, ad idem divino missus numine. Et era preparato il suo allozamento bellissimo de ogni sorte tapezzarie, panni d'oro etiam nel Vescovado, el qual per Pio pontifice, per esser Senese, quando vi stette fo fabbricato molto degnamente, et sopra la porta de ditto Vescovado era scritto: Salve, dive Carole, Francorum gloria, Italiae praesidium, Africae terror. Fonno poi cantati li infrascritti versi, quibus beata Virgo Francorum regem alloquitur:
Inclite francorum rex, invictissime regum,
Unica christicolae spes et fiducia gentis,
Ingredere et felix subeas mea tecta, secundis
Auspiciis, nam re ipsa libens vultuque sereno
Urbe mea accipio, felicibus annue ceptis,
Committoque tibi veteres mea moenia Senas,
Senas Gallorum Senonum de nomine dictas.
Siena adoncha è città seconda in Toscana de potentia et ricchezze, et come scrive Policarpo nel VI suo libro di le Croniche fo edificata più de 300 anni avanti l'avvenimento di Cristo da Franzesi Sennonesi per habitatione de loro homeni antichi; ma al presente si può numerare fra le altre moderne, perchè in quella non è alcun segno de antiquità ma tutta degnamente rinnovata. Altri vol fusse edificata da Carlo Martello, ma Biondi foroliviense historico scrive esser stà edificata da Iohanne XVIII, et da sei plebatichi a quella assignati fo chiamata Siena, de quali fo el primo de Perosa, de Chiusi, de Rezzo, Fiesole, Fiorenza et Volterra. Questa città è in su un colle, ha intorno ripe de tufi, ma nella parte superiore de questa città sono paesi plani, con molti giardini, et è molto coltivata. Vi sono molti superbi et degni edificii et studio publico in ogni facultà, una piazza degnissima con palazzi di Signori ed altri privati superbissimi, uno hospitale ricchissimo et piatoso con un degno governo, et ha grande intrata. Per la città sono torre altissime et forte. El suo territorio è paese fertilissimo in ciascuna cosa a l'humana vita necessaria. È mia 80 discosta da Roma. In questa alcuna religione ebbe principio: come fu Monte Oliveto quello descoperto numerato fra Canonici regulari di Santo Augustino, de gli Iesuati et quasi quello di Santo Francesco per San Bernardino che fu di Siena. Quivi del 1058 fu fatto el Concilio, et Nicolao II creato pontifice. Di questa città vi fu Alexandro III che sostenne molti mali da Federigo Barbarossa et alla fine aiutato da Venitiani: etiam Pio secundo, Santa Catharina di Siena del terzo ordine di Santo Domenego, Ugo Benzi medico summo, et molti altri li quali numerare sarebbe perder il tempo.