In l'ysola di Cipri accadete cossa assà notoria; la qual ysola è di la Signoria di Venetia, venuta sotto suo dominio mediante uno patricio chiamato Marco Corner cavalier et primario senatore, el qual una so fiola Catharina ne l'anno di Christo 1472 maridoe in el re Jacobo de Lusignano, fo fiol di re Jano bastardo, el qual del 1458 con aiuto del Soldan si fece Re di quella ysola, et scazzò Ludovico fiol dil Duca di Savoia, et maridato in Carlota fiola legittima, et herede instituida dal padre nel ditto reame. El qual Ludovico con la muier fuzite in Italia. Ma maridato ditto re Jacobo in questa donna venetiana, adoptata in fiola di la Signoria, venne ne l'anno 1473, 6 Luio, a morte, et lassò herede la muier et quello lui partoriva, perchè era gravida, et nacque uno fiol, vixe aduncha poco. El reame rimase in governo di ditta madona Catharina raina, et la Signoria la tolse in protetione. Demum ditta Raina partì di quella ysola, et venne a Venetia, dove honorifice dal Prencipe et Senato fu onorata: li andò contra a Lio con el Bucintoro pieno di donne, che fo bellissimo veder; poi li donò uno castel in Trivixana, chiamato Axolo, et hebbe di provisione annuatim in tutto ducati 8 milia; et questa qui hora a ditto castello con le soe donzelle habitava, honorata come Raina; et suo fratello Zorzi Corner per il Prencipe nel Bucintoro venendo fu fatto cavalier. Et partita la Raina di Cipri, elexeno nostri li Rettori et levono San Marco, retrovandose ivi Capetanio Zeneral di Mar Francesco di Prioli; et demum da il Soldan ottennero privilegii et confirmatione di poter possieder ditto Reame. Piero Diedo cavalier orator, el qual era al Chaiaro, morite. El qual regno di Cipri è tributario al Soldan, et chiamasi Re etiam di Jerusalem. Or in questo tempo retrovandossi ivi uno certo Cercasso, el qual vene in fantasia al Soldan che 'l fusse suo fratello, però che tutti li Soldani convien esser stati schiavi, et non de veri Mori, et però mandò una lettera a quel rezimento de Nicosia per uno suo mamaluco pregando volesse mandar ditto Cercasso, et loro risposeno. La copia di la risposta, licet non sia al proposito gallico, pur, per esser accaduta in questi tempi, ho deliberato qui ponerla. El qual Zuanne Cercasso partite de Cipri et zonse a Damasco per andar a Chaiaro, dove da quelli Signori di Damasco, Armiragio etc., fo honorifice ricevudo, presentado et fattoli grande honor. Et poi di longo da suo fratello Soldan andò.
Copia di una lettera scritta al S.
re
Soldam per el rezimento de Nychosia per Saramanth mamalucho in moresco translatata de latin a dì 25 Zener 1494.
Al nome de Dio misericordioso.
El se inchina a la terra a la presentia del Sig. Soldam ecc.
L'è stado da nui el mamalucho vostro Saramanth, ne ha portà una vostra lettera de la vostra Porta, che dice V. S. che se mandi a le vostre juste Porte un tal che si chiama Cerchasso, che la tua Signoria dise che xe tuo fradello. Per lo amor de la voluntà del sig. Soldam, e la longa e vechia amicitia che è tra V. S. et la nostra, havemo dato libertà et messolo in libertà el ditto Cerchasso, se 'l vol venir con el ditto Saramanth vostro mamalucho e con el messo. Havemo fatto quello havemo possuto per amor de V. S.; tutto quello vi bisogna et honestamente possamo far faremo. Dio mantegna la V. S. et ve dia longa vita. De Cypri a dì 17 dil suo mexe ditto Mosafar.
Zuan Donado Luogotenente Lorenzo Contarini et Zuan Ruberto Venier
Conseieri de la Ill. ma Sig. ria di Venetia de Cypri
A dì 26 Fevrer, de mandato di la Signoria se partì de qui per andar a Roma ambassador, in loco de Paulo Pisani repatriava, Yeronimo Zorzi kav. che fo Avogador de Comun; el qual a dì 30 Ottubrio nel Conseio di Pregadi era sta creato a ditta legatione, et fece la via di Ferrara, andando per Po, et portò lettere credentiali al Duca, et honorifice fo ricevuto; demum andò pur per Po a Ravena, et ivi montato a cavallo passò per Rimano, Pesaro et Urbino, seguendo el suo camino per la via di Romagna: questo perchè per la Toscana non si poteva securo andar, per le novità di Fiorenza et Pisa, et però fo necessario di far tal via. Et zonse a Roma a dì 7 Marzo: li venne contra molti prelati et familie de cardinali, et andato insieme con Paulo Pisani kav. a l'audientia a la presentia dil Pontifice, notificando come era venuto per star a presso Soa Beatitudine, et fece una oration latina juxta el solito, et el Papa ricevuto aliegramente, et steteno insieme col Pisani alcuni zorni. El qual subito andono, sì el Zorzi a visitation quam el Pisani a tuor licentia da rev. Cardinali. Et a dì 20 ditto el Pisani partì di Roma, et zonse a Venetia a dì 9 April, et intrò Savio di Terra Ferma, che era sta creato mentre era a Roma, et do zorni da poi intrò Avogador di Comun, etiam essendo in camino fo designato, come dirò di sotto.
In questo mezo el cardinal Samallo tornato a Fiorenza, et sollecitando al tutto di haver danari, et a la fine Fiorentini li detteno ducati 40 milia, et pregono Soa Signoria volesse conzar le cosse di Pisa, le qual erano disperate, et perchè Pisani volevano star in libertà, et Fiorentini li voleva sottoponer. Or mandò questo Samallo a Pisa Johan Frances, general di Bertagna, era venuto lì in Fiorenza in luoco di mons. di la Ruota, che il Re lo mandò a Milano, et andò cussì a Pisa. Et Fiorentini havevano za zente in campo, et havevano preso alcuni castelli de Pisani, che se difendevano con aiuto de li convicini, come ho ditto di sopra. Et in questi zorni fonno a le man; pur Pisani rimaseno di sora. Et in Pisa era intrato, mandato per il Duca de Milano, Lucio Malvezo, et Pisani lo fece suo capetanio, et li mandò 12 milia ducati, fenzando che Zenoesi li mandasse. Or ditto Mons. andato ritornò in Fiorenza, dicendo non havea potuto far nulla, perchè Pisani volevano libertà, et haveano creato Pisani li soi ufficii, li 8 anciani et confaloniero, el qual el primo, da poi che si redusseno in libertà, fo uno Andrea Lanferduzi, et per giornata mettevano ordine al loro governo. Et monsig. Samallo, mandato li danari al Roy, partito di Fiorenza, ritornò a Roma, demum a Napoli, che za el Re era intrato, come scriverò di sotto.
In questo tempo di carlevar venne a Venetia, privato et senza pompa, el sig. Francesco di Gonzaga marchexe di Mantoa, el qual compiva la soa condutta havea con questa Signoria, et benchè fusse pratico, prima di rafermarlo nel pristino soldo, per el Collegio, al qual fo commesso libertà di doverlo condur, et menava tal pratica uno suo zerman cusino, fiol del sig. Zuan Francesco di Gonzaga, chiamato domino Febus di Gonzaga, el qual andava saepius a Mantoa et tornava qui con la risposta, licet fusse etiam il suo oratore Antonio Triumpho in questa terra. Or ditto Marchexe zonto, andò la mattina in Collegio offerendosi voler servir a questo Stato con che condition pareva et piaceva a questa Ill. ma Signoria, et che era dimostra la sua fede et devotione portava a San Marco, et cussì fo confirmato per anni cinque, et cressutoli di condutta ducati 14 milia a l'anno, ita che vien haver ducati 44 milia, et si obbliga di haver con lui a suo soldo el sig. Redolpho di Gonzaga, fratello fo di suo padre, con condotta de cavalli 500, el qual alias, al tempo di la guerra di Ferrara, fo nostro soldato et fidatissimo, intendendo esser compreso in ditti ducati 44 milia, de li qual esso Signor li dà al ditto suo barba ducati 6 milia a l'anno de provision, et cussì fo contento esso sig. Rodolpho. Et a dì 23 Fevrer nel Consejo di Pregadi fo confermato, con promissione che bisognando andar in campo a ditto Marchexe, si provederia de darli degno et honorato titolo, secondo la sua conditione; la qual cosa sopra tutto desiderava, come ebbe da poi. Et oltra di questo fo confirmato el sig. Pandolpho di Rimano in la sua condutta, et cressutoli soldo, ita che tegni 100 homeni d'arme; et Veneti li danno ogni anno ducati 8000, et questo per anni do, et che compiti 6 mexi da poi non possi venir contra di loro. Et accidit che in questo medemo zorno che fo confirmato, Antonio Cochiaro de Lugo, detto Medico, era qui suo ambassador, licet verum fusse etiam el conto Ludovico Boschetto, et stato za do anni orator, la matina vestendose cade quasi morto, et poi la sera expirò, che mai potè parlar. Unde a dì 25 ditto, jubente Senatu, fo portato a sepelir per la piaza di San Marco, con tutte congregation de preti, canonegi, et scuola di San Marco, et assà torzi, et fo sepelito a li Frati menori, et fatto questo exequie a spese di la Signoria, per honorar quello cui rapresentava. Et l'altro ambassador rimase qui; demum non molto da poi ritornò a Rimano, habuto danari per far metter el suo Signor in ordine, el qual Signor di Rimano è zenero dil magnifico Joanne Bentivoi. Or a la descritione dil Re de Franza et suo operare veniamo.