Squassa il Leone castiglian la giuba,
E ruggendo si scaglia
Ove in armi travaglia
La invan contesa Libertà di Cuba.

All'auree vene del Trasvallo intanto
Calano in tetri giri
Gli europei vampiri,
Che di civile sapíenza han vanto.

O Civiltà, se messe altra non dài
Che di sì tristi allori;
Se agli aspettanti cori
Fuor che stragi e miseria offrir non sai;

O che le armene piagge, o che la vetta
Dell'Amba orrida innostri,
Co' tuoi bugiardi mostri,
Perfida Civiltà, sii maledetta!

III.

Oh agreste pace, candido
Regno dei buoni! Come fiamma viva
Agitata dal turbine,
Su l'età sfatta il gran Giudizio arriva.

E tu prima il benefico
Passo n'udrai, tu dal giaciglio fondo
Sorgerai prima, o triplice
Roma, cuore d'Italia, amor del mondo.