Oh per le Giulie vette
Pugne! Oh piani fumanti
Delle nostre vendette!
Oh entusiasmi santi
Di dar la vita a patto
Del fraterno riscatto!

Popol, cui spada e mente
Da servitù redime,
Non peregrina gente
Mercanteggiando opprime;
Ma libertà, per cui
Vive, fa vita altrui.

Cada chi primo in petto
L'obliqua smania accolse,
Onde al natio ricetto
I vostri animi tolse,
E li scagliò in lontane
Piagge a conquiste vane!

Lui non amor di fama,
Non furor d'alte imprese,
Ma insidiosa brama
Di rei traffichi accese;
Nè l'empia sete or langue
Per mareggiar di sangue.

Ma se ancor nei gentili
Petti la patria spira,
Se da computi vili
Non è sedotta l'ira,
Che in un'ora d'ebbrezza
Catene e scettri spezza;

Se non per gioco ho cinta
La mia terza corona,
Se la mia gloria estinta
Non è tutta, nè suona
Obbrobrio il nome mio;
Se Roma ancor son io,

Troppo alle tue volpine
Arti, o fatal, durai;
Sopra le mie rovine
Assai ghignasti, assai
Fu il danno e la vergogna:
Carnefice, alla gogna!

(Genn. '87).