Ei muto

Resta qual sasso, e gli balenan gli occhi

Cupi lampi di sdegno e di vendetta.

Spingi, caccia, urta, arrovella

L'alma rubella,

Che dal vizio sedotta,

Viene al giudizio di Minòs tradotta.

Francesca

Deh! fermativi ancor; pietà! Ch'io senta

La voce sua! N'hai perdonato?