Canti, lavori e ridi,

E tua bellezza e il mondo e altrui non sai.

Io, quando al tuo pudico

Sguardo, lo sguardo mio pensoso intendo,

A te mi volgo e dico:

Tienti, fanciulla, i giorni

Di tua contenta poverezza onesta,

Tienti l'ago veloce e il fil sottile,

Tienti il povero sajo e la modesta

Casa, ov'han pace ed innocenza albergo!