Non tocchi e offenda nel meriggio il sol.

O tiepide e leggiere

Aure di fior nutrici,

Se a quelle trecce nere

Non val recar le splendide

Corone dei felici,

Deh! le recate almeno

Un semprevivo che non può morir,

Le susurrate, aure pietose, in seno

La speranza del cielo e il mio sospir.