Di giorno cammina, coi passetti brevi e le calzine rade e la vestina corta. Guarda i soldati, e quelli che son venuti a vedere i soldati, senza bisogno di alzare i grandi occhi bruni; li guarda attraverso le ciglia, che sono due frange morbide e nere, lunghe come la frangetta dei capelli sulla fronte. E guardando così, chiama Romeo. La notte le scolte di sulle torri non sorvegliano già l'arrivo degli aereoplani dalle montagne del nord, ma vigilano l'amore di Giulietta, che s'è tolta il farsettino nero, e anche la camiciola bianca.

Giulietta prende il gelato sotto i portici.

Giulietta non legge i comunicati di Cadorna.

Giulietta non ha visto che nei foderi bruniti c'è la sciabola arrotata.

Giulietta non sa che Verona è zona di guerra.

□ □ □

Giulietta voleva che la portassi a Milano, e poi anche a Roma.

Ho trovato un pretesto; le ho detto:

— A Milano c'è la guerra. E anche a Roma. —

Ha sollevato la frangia lunga e morbida delle ciglia, e i suoi occhi hanno balenato ne' miei un nero sguardo di maraviglia.