— No.
— Possono esservi utili. Uno è professore di merceologia.
— Cos'è?
— Non so. Una cosa molto importante. È com'era una volta essere professore di filosofia. L'altro è un pescecane.
— Brava! Non ne ho ancora visto neppur uno.
— Venite dunque, e attaccatevi al pescecane.
Rincasando pensavo a quella prodigiosa Giovanna, che sei anni avanti traduceva Rimbaud in Valdarno e me lo portava a Firenze, e ora studiava il canto a Milano e mi offriva un pescecane col tè. Tutto ciò è modernissimo. Una donna così non la trovate nelle commedie di Goldoni. Nemmeno nel Satyricon di Petronio. E nemmeno più giù, nel Romanticismo o nel Secondo Impero. Sono posteriori a Carlo Marx e a Max Stirner.
Ma ancora non ero riuscito a capire se era piuttosto bella o piuttosto brutta. D'altra parte ciò non ebbe alcuna importanza nella mia vita, come non ne ha alcuna nel seguito di questo racconto.
2. Una visita d'affari.
Era seduta al pianoforte, ma appena entrai si voltò e abbandonò la tastiera esclamando: