— Arrivi tardi: li ho già venduti.

— Ah!...

— Sai chi m'ha fatto l'affare? Il Cosi, quello di stamattina, ricordi?

— Quello con la sottoveste abbottonata a contrattempo?

— Sarà. Ti ricordi che è andato a telefonare? Era per quello. È tornato, l'hai visto, e l'affare era fatto. Ma questa è robetta, non ti ci confondere. Aspetta qualche cosa di più grosso.

— Hai ragione.

Aveva ragione. Nel silenzio che seguì, pensai ai vampiri: al Phillostoma spectrum dei naturalisti, e al suo fabuloso consanguineo delle leggende schiavone e moreane. Avevo letto in un giornale una violenta campagna contro i mediatori, il cui intervento nefasto è una delle principali cagioni del disagio postguerresco; ed eran paragonati ai vampiri. Il vampiro sorge notturnamente dai sepolcri e va sul mondo a succhiare il sangue degli addormentati. Con questa immagine in capo, come darmi a cosiffatti affari? No. No. Salvo, come consiglia Graziano, che siano grandi. Bisogna riuscire al grande, o nel bene o nel male. Comperare e rivendere, in un colpo, non sei vagoni di legna, ma, che so io? tutta la produzione d'un popolo, oppure tutto un esercito: appaltare una guerra, o una rivoluzione; comperare e rivendere un impero, una religione.... Oscurare così, con una impresa enorme, alla soglia dell'èra nuova, tutto questo minuto e caduco vampirismo da caffè. Essere il semidio del Vampirismo. Il Vampirismo si sarebbe fatto eroico, e poi sarebbe morto, con me.

Anche Apollo, racconta Heine, decapitato dai cristiani del terzo secolo trasformossi in vampiro.

Graziano è quasi addormentato. Ma le lampade della sala cominciano qua e là a spegnersi e riaccendersi, ch'è il segnale postbellico della chiusura. Di là dai cristalli le saracinesche tempestano. Qualcuno degli avventori nicchia e imbroncia come i bambini all'ora d'andare a letto. Ma i camerieri devastano e denudano i tavolini, le luci ricominciano più nervosamente il loro giuoco, poi la sala rimane nella penombra: tutti questi segni riescono a farci sentire che là dentro non siamo più graditi; bisogna andarsene. Si esce, curvandoci sotto la saracinesca abbassata a mezzo.

Accompagno per un tratto Graziano. Traversata piazza del Duomo, c'introduciamo in certe vie oscure.