— Benissimo, e buona notte. E lei, signore, da che parte va?

Queste parole erano rivolte a me che tacevo. Io ebbi la prontezza di rispondere:

— Bisogna che la lasci, signora, perchè mi viene in mente che ho un appuntamento importante.

— E al mio affare, quello che lo ho detto, ci penserà?

— Non è il mio genere, signora. Io ho dovuto specializzarmi.

CAPITOLO SESTO L'ISOLA DI IRENE

1. Chiarimento storico.

Andando io verso la Galleria, per uno de' miei appuntamenti operosi, l'ingresso n'era sbarrato da una fila di sorridenti soldati.

Di là da essa fila vedevo gente gesticolare, e gridavano moderatamente. Qualcuno, dopo aver gridato, usciva dalla Galleria e veniva a mescolarsi con la folla di piazza della Scala, ov'io ero.

Anche qui c'era gente che gridava, ma più forte; e molti, così vociferando, guardavano verso quel palazzo che nel maturo Rinascimento l'operoso genovese Tomaso Marino si fè costruire per propria dimora; ma nel tempo di cui parlo era, ed è oggi ancora, sede della municipalità di Milano.