— È come se lo fossero. Ma quando si nasce disgraziati, caro signore.... Pensi che fino a ieri stavamo tanto bene, eravamo in via Visconti, dove abbiamo sempre lavorato onestamente senza far male a nessuno: ma la disgrazia ci ha fatto conoscere un delegato della polizia, che dio lo stramaledica, che veniva una volta la settimana, il mercoledì, per la Flora; e un bel giorno avendo bisogno d'un alloggio, come succede, s'è messo a perseguitarci, e con la scusa che non avevamo la patente in regola (e io neppure lo sapevo, ma mi fidavo di lui) mi ha fatto sfrattare dal padrone di casa, da un giorno all'altro. Io le ho detto una piccola bugia, non è vero che stiamo a Porta Romana, stiamo sul lastrico, io e queste povere figlie: e per mettere in regola la patente, se no eran guai, ho dovuto far la dichiarazione che i mobili erano della casa, e non era vero. Ora siamo in perfetta regola, ma senza un buco da dormire e da ricevere, senza un lenzuolo, nè una catinella da lavarsi la faccia e il resto: e denari ce ne ho, alla banca, ma non s'è trovato una stanza girando tutto il giorno, tanto più volendo stare unite se no quelle figliole mi si perdono. Oh, signore, e pensare che io non sono mai stata d'accordo con quelli che volevano la guerra, e non mi meritavo davvero di trovarmi in questi stati.

Ella piangeva e io non sapevo come consolarla. Le due angiole ai fianchi di Graziano ogni tanto uscivano in una risata scordata: la superstite camminava sonnambolicamente, giù dal marciapiede, mormorando una nenia in un idioma somigliante al francese. Lungo il nostro cammino s'alternavano luci e tenebre sregolatamente. Ogni tanto vedevo scivolare lungo i muri un pallido lèmure.

Ora la matrona, asciugata una lagrima fumante, riprese:

— Lei, forse, signore, potrebbe aiutarmi.

— Come?!

— Sì, loro che son uomini di mondo, e girano, gente che sa gli affari... se trovasse un posto adatto per collocarci tutte insieme al più presto possibile.... non avrebbe poi da trovarsene scontento. O magari collocarmi provvisoriamente in qualche buona casa le tre ragazze, intanto che io mi sistemo: lei mi capisce, piange il cuore a lasciare lì tutto quel capitale morto.... Ci pensi, signore: s'intende, col suo interesse.

Graziano aveva sentito, perchè si voltò, e tutto giocondo mi gridò:

— Pensaci: ecco un affare.

Eravamo arrivati alla sua casa. Egli svincolò le sue braccia da quelle delle ragazze, e introducendo la chiave nella toppa del portone annunziò:

— Intanto queste due qui per questa notte penso io a dargli da dormire. Lei, madama, passi a prenderle domattina alle sette.