Fuori il fragore dei marosi politici si andava qua e là punteggiando di spari secchi; ogni tanto gli spari cessavano, poi riprendevano; ogni tanto dall'urlo scaturivano strilli.
Uno dei due che avevan chiuso, com'ebbe contemplato irosamente l'effetto della savia operazione ruggì:
— Mascalzoni!
Non appurai se l'apostrofe fosse diretta all'una, oppure all'altra, delle fazioni dimostranti, o ai pompieri, o a tutta insieme l'umanità tumultuante nelle piazze e nelle vie a preparare l'età nuova: non approfondii questo punto, perchè in quell'istante mi occupò un altro problema. Il mio primo movimento — appena il mio corpo si trovò sciolto dall'amalgama umano e rifatto individuo — il mio primo affettuoso movimento era stato di correr con le mani alla tasca a cercarvi il pacchetto delle sigarette.
Ma esso era tutto miserevolmente schiacciato.
Di sigarette non n'era rimasta intera e fruibile neppur una.
Esclamai:
— Questo sì mi dispiace.
Il duro sbarrator di portoni mi gettò un'occhiata sprezzante.
Ma un terzo, che doveva aver assistito con simpatia al mio dramma, si fece avanti con un sorriso e un portasigarette aperto e ricolmo, e mi porse l'uno e l'altro invitandomi: