—Qual cosa vi può esser per lui più d'importanza che la faccenda di domani? Non avrei creduto che potesse avere adesso altro pensiero.—
Fanfulla che, ricordando i casi della sera scorsa, voleva trovar qualche verso d'avviare il discorso in modo da poterne parlare, disse ridendo:
—Eh! stanotte avrà ballato troppo, o avrà trovato qualche chiodo nuovo per cacciare quello vecchio, e allora si sa che alzarsi troppo presto rincresce....
—Avrà trovato il canchero che Dio ti dia,—riprese Brancaleone:—credi tutti pazzi come te?—Vi dico, eccellenza, che non dubitiate, e sull'onor mio sarà qui fra poco, anzi andrò io stesso a sollecitarlo.—
Pensò questo partito esser il più sicuro, poichè, per quanto si fidasse di Zoraide, dubitava che qualche nuovo ostacolo lo avesse potuto impedire. S'avviò al porto, per far un'altra volta il viaggio dell'isola; entrato in barca, al momento di staccarsi dalla riva, usciva di dietro al molo un battello nel quale con grandissima allegrezza scorse Ettore, che vedutolo venne a lui, e saltato a terra subito gli domandò:
—Dov'è Ginevra? è inferma? che le è accaduto? presto, presto, andiamo da lei.
—Presto, dai Colonna invece, non s'aspetta altri che te: Ginevra sta bene e la vedrai poi.
—Bene, l'ho caro; ma andiamo da lei.
—Ma non t'ha detto Zoraide che domani si combatte?
—Si combatterà, ma ora, in nome di Dio, conducimi da Ginevra....