L'amore per le cose patrie e per la gloria italiana risvegliato dalle eloquenti parole del suo maestro, non poteva rimaner tepido in un cuore qual era il suo, e crebbe al punto di giungere al furore. Combattè spada a spada con un gentiluomo francese, giovane maggior di lui d'anni e di forze, perchè sparlava degl'Italiani, lo ferì e gli fece confessare il suo torto, presente il re e la corte. Lasciata Napoli, dopo varie vicende, incontrò i casi d'amore dei quali avemmo un cenno dal prigioniere francese.
Ma allorchè da Carlo VIII fu messa sossopra l'Italia, e che l'armi francesi la tenevano tutta in ceppi od in timore, si risvegliò in lui più caldo l'amor patrio, vedendo quegli invasori voler farla da padroni in Italia. Si rodeva udendo narrare le loro insolenze nell'attraversare la Lombardia, la Toscana e gli altri Stati italiani. Quando si sparse la fama della fiera risposta di Pier Capponi al re, e che questi aveva ceduto, sfavillava per l'allegrezza portando alle stelle il valoroso Fiorentino.
Caddero i reali di Napoli. Parve allora a Fieramosca di seguir la parte di Spagna, per opporsi in qualche modo all'altra di troppo crescente potenza, e perchè l'orgoglio spagnuolo gli sembrava meno insoffribile della vana jattanza francese: poi un nemico che non poteva venire se non per mare, gli parea da tenersi in minor conto; e stimava quando colle sue armi fossero cacciati i Francesi, impresa meno malagevole stabilire un buono Stato in Italia.
Al chiarore che si diffondeva dall'oriente svanivano a poco a poco e si perdevano l'ultime stelle. Già il sole illuminava le più alte cime del Gargano tingendole d'un roseo che si mutava in pavonazzo ne' seni ombrosi dei monte, mentre il lido sottoposto, che girava a guisa di mezza luna, congiungendosi al littorale ov'è posta Barletta, mostrava col giorno crescente un ameno e diverso intreccio di valli e di colli che scendevano a bagnarsi nel mare. I folti castagneti che sulle vette già venivano indorati dal sole, diradandosi verso le falde eran interrotti ora da prati verdissimi, ora da qualche pezzo coltivato. Qua una frana lasciava biancheggiar il macigno, là il fianco d'un giogo si tigneva di colori gialli, rossicci, secondo la natura del suolo. Il mare ceruleo pareva immobile; se non che ribollendo sotto le rupi ne cingeva il piede con una striscia di spume candidissime.
Nella parte più interna del golfo sopra un'isoletta che era congiunta alla terra da un ponte lungo e stretto, sorgeva fra le palme e i cipressi un monastero con una chiesuola ed un campanile, munito all'intorno di torricelle e mura merlate, onde salvarlo da un primo assalto di corsari e di Saracini.
Ettore mostrava guardarlo con passione grandissima, aguzzando le ciglia, perocchè la nebbia, che a quell'ora copre le terre più basse, gli permetteva appena distinguere i contorni dell'edifizio. Coll'orecchio teso coglieva il debol suono della campana che annunciava l'avemaria del giorno, ed era tanto attento che non udì la voce d'Inigo, dal quale era chiamato in cortile: questi non ottenendo risposta, salì.
—Dopo una giornata come quella di ieri—disse entrando sul terrazzo—non ti avrei creduto alzato prima del sole.—
Chi ebbe mai pieno il cuore d'un solo pensiero grande e bollente, sa quanto potè esser grato a Fieramosca il venir colto in quello e costretto a lasciarlo. Si volse con un viso che non celava l'animo suo interamente, e quasi Inigo s'avvedea d'esser giunto importuno. Ma l'animo d'Ettore era troppo giusto ed amorevole per accagionare il suo amico di questo disturbo involontario. Senza dar risposta precisa, se gli fece incontro, gli strinse la mano, ed alla fine ritornando in sè del tutto disse piacevolmente:
—Che buon vento mi ti conduce a quest'ora?
—Ottimo vento; e ti reco tal nuova che m'avrai da dar la mancia. Perciò appena ho aspettato il giorno, ed eccomi a portartela. Sempre ho avuto invidia alla tua virtù: oggi debbo averla alla tua fortuna. Beato te, Ettore mio! T'è serbata dal cielo tal impresa d'onore che l'avresti comprata, son certo, ad alto prezzo. Ebbene ti capita innanzi senza nè spesa nè fatica. Sei proprio nato vestito!—