—L'onor nostro, cavalieri, è sul filo delle vostre spade, e non saprei immaginare qual più degno e sicuro luogo si potesse trovargli. Ma per questo appunto conviene che giuriate di non entrare da oggi al dì della battaglia in alcun'altra impresa, onde non porvi a rischio di riportar ferite, o d'incontrare impedimento che potesse quel giorno togliervi d'essere a cavallo: e ben vedete, se ciò accadesse, non importa per qual cagione, quanto la nostra parte ne rimarrebbe vituperata.—Parve ad ognuno troppo ragionevole questa antiveggenza, nè vi fu chi negasse accettar sopra la sua fede la condizione proposta.
Intanto la maggior parte di quelli che vedevano con rammarico non aver ivi più nulla che fare, s'era andata dileguando alla sfilata. I soli dieci erano rimasti. Anch'essi, quando fu consegnato il cartello a Fieramosca, sgombrarono la sala; e questi accompagnato da Brancaleone s'avviò a casa per esser presto a cavallo e condursi al campo francese.
S'armarono ambedue così alla leggiera con giaco e maniche ed una cuffia di ferro, e preso con loro un trombetta si avviarono alla porta a San Bacolo, che rispondeva verso il nemico. Alzata la saracinesca ed abbassato il ponte, uscirono in un borgo che, abbandonato in quel trambusto dagli abitanti, era stato mezzo distrutto ed arso dalla licenza delle soldatesche d'ambe le parti. Di qui la strada prendeva per certi orti, poi usciva all'aperto, e per giungere al campo era qualche ora di cammino. Nel passare pel borgo, Ettore s'abbattè in certe povere donne, mezzo coperte di cenci, che traendosi dietro per mano, o recandosi in collo i loro bambini cascanti dalla fame, andavano frugando per quelle case abbandonate, se mai fosse sfuggita qualche cosa all'ingorda avarizia de' soldati che le avean messe a sacco. Il cuore del giovane faceva sangue a questo spettacolo, e non potendo dar loro ajuto non poteva nemmeno sostenerne la vista, onde punse il cavallo, e di trotto si dilungò sin fuori all'aperto.
L'insolita allegrezza che l'aveva ravvivato pensando alla prossima battaglia, fu per questo, in apparenza lieve accidente, ritornata in altrettanta mestizia, risorsero più forti i pensieri delle miserie d'Italia, e lo sdegno contro i Francesi che n'erano autori. Non potè nascondere a Brancaleone, che gli cavalcava accanto, la pietà che gli destavano i mali di quelle meschine; e quegli che in fondo era buono e caritatevole uomo, quantunque paresse ruvido pel continuo trovarsi in mezzo ai rischi e al sangue, le compativa e si dolea dei loro affanni insieme con lui.
Vistolo Fieramosca in questa disposizione d'animo, gli diceva crollando il capo:
—Ecco i bei presenti che ci recano questi Francesi; ecco il buono stato che ci portano!.... Ma se posso una volta veder questa razza di là dall'Alpi....—E voleva dire: faremo in modo di sbrigarci anche dagli Spagnuoli; ma si ricordò che era al loro servigio, e, rompendo a mezzo la frase, finì con un sospiro.
Brancaleone pensava più alla parte colonnese che al bene della sua patria, e non poteva entrar pienamente nei sentimenti del suo amico; ai quali però partecipando in qualche guisa, ed a suo modo, rispose:
—Se quest'esercito si potesse metter in rotta, non passerebbe forse molto tempo che avremmo ad assaggiare il vino del signor Virginio Orsino; e le cantine del castello di Bracciano vedrebbero una volta come son fatte le facce de' cristiani: e Palestrina, Marino e Valmontona, non vedrebbero più il fumo del campo di que' suoi ribaldi; nè sarebbero più desti a ogni tratto da quel maledetto grido, Orso! Orso! ma.... non si paga ogni sabato!—Da questa risposta conoscendo Ettore che se Brancaleone s'univa a' suoi desiderii, era però ben lontano dal concordare interamente con lui quanto ai motivi, tacque; e camminarono per buon tratto di strada senza che il silenzio venisse rotto da nessun dei due.
Il trombetta li precedeva d'un'arcata.
Non avrà il lettore scordati i cenni del prigioniere francese circa gli amori di Fieramosca. I suoi compagni che ne udivan parlare per la prima volta, si dolevano di questi suoi dispiaceri, e per l'affetto che gli portavano, e perchè in una brigata di giovani si soffre malvolentieri chi non mette del suo per mantenere ed accrescere il buon umore. Ora mentre in quella mattina si trattava l'affare della disfida a casa del signor Prospero, si bisbigliò di questi suoi casi, che vennero anche all'orecchio di Brancaleone. Era questi pochissimo curioso de' fatti altrui; non di meno, dopo aver cavalcato un pezzo così in silenzio, vedendo il suo compagno tanto sopraffatto dalla malinconia, gliene seppe male, e vincendo la natura sua si dispose tentarlo onde gli s'aprisse; e con parole di amica sollecitudine, venne al proposito di pregarlo volesse narrargli que' casi che gli eran cagione di tanta tristezza. E seppe così ben fare che ottenne il suo intento. Fieramosca d'altronde sapeva potersi fidare di lui, ed i termini in cui si trovava pure gli scioglievan la lingua, poichè da un cuore agitato da forte passione sfugge facilmente il segreto. Alzatigli così un poco gli occhi in viso, disse: