I pensieri suscitati da una tale speranza troncarono a tutti le parole, ed ognuno tornò in silenzio al proprio alloggiamento.
Nel tempo che si facevano questi discorsi, il legno che dapprima pareva passasse al suo viaggio, s'era piano piano venuto accostando. Pose in mare una barchetta nella quale scesero due uomini, che prestamente vogarono verso la spiaggia; ed appena scostati, il legno maggiore, spiegate tutte le vele, s'allontanò; nè più si rivide. Approdò il battello nella parte più oscura della piazza, ed i due rematori saltarono a terra. Il primo di questi stranieri, visto che in quel luogo non v'era persona, si fermò ad aspettare il compagno che rimaneva addietro occupato a caricarsi d'una valigia e di cert'altri impicci; fatta la qual cosa condusse la barca alla punta d'un picciol molo che serviva allo sbarco de' legni maggiori, quindi raggiunse quello che, per quanto accennava la presenza ed una cert'aria d'arrogante superiorità, non sembrava di condizione eguale alla sua, e che gli disse come conclusione de' discorsi fatti durante il tragitto:
—Michele, è tempo dunque d'essere accorto; sai chi sono, e più non ti dico.—
Michele intese benissimo la forza di queste poche sillabe; accennò col capo che farebbe, e s'avviarono all'osteria.
Davanti alla porta principale di questa, sei pilastri sottili di mattoni rozzi sostenevano un pergolato, sotto il quale erano parecchie tavole disposte all'uso degli avventori. L'oste (il cui nome era Baccio da Rieti, ma che per certi sospetti aveva dal popolo il soprannome di Veleno, e così veniva chiamato da tutti) avea fatto dipingere fra due finestre un gran Sole in rosso, al quale il pittore, secondo nozioni astronomiche che non sono perdute ancora, aveva attribuito occhi, naso e bocca, con certi raggi color d'oro, fatti a coda di rondine, che di giorno si vedevano un miglio lontano. L'interno della casa era diviso in due piani: uno stanzone terreno serviva di cucina e di camera da mangiare; per una scala di legno si saliva al secondo, ove l'oste abitava colla famiglia, e con qualche disgraziato quando capitava a passar ivi la malanotte. L'uso comune d'Italia era in quei tempi di cenare alle ventitrè: a quest'ora pertanto non si trovavano colà che pochi soldati o capisquadra seduti sulla porta al fresco, della compagnia del signor Prospero Colonna, che seguiva la fortuna di Spagna: tutti giovani arditi, che quivi cogli altri bravi dell'esercito avean costume di ripararsi. L'oste, che sapeva il suo mestiere, non lasciava mancar loro nè carte nè vino; ed essendo uomo sollazzevole e pieno di grilli, sempre piacevolmente ad ognuno diceva la sua; e così intrattenendoli spillava loro i danari. Stava appunto Veleno ritto sull'uscio, facendosi vento colla berretta, il grembiule alzato sul fianco; e le parole, le risa e il romore andavano alle stelle.
Giunsero i due forestieri, e per non parer tali camminavano passo passo, fermandosi spesso e cicalando fra loro; quando furono rimpetto all'uscio, e 'l chiarore del focolare di dentro percosse loro nel volto, apparvero vestiti nè più nè meno come ogni altro che fosse quivi. Poco badò loro la brigata quando entraron dentro; se non che uno, che era seduto più lontano, e stando all'oscuro aveva meglio veduto costoro, non potè far che non desse in un oh! di grandissima maraviglia, e dicesse mezzo rizzandosi: il duca!.... Il suono col quale fu pronunziata questa parola mostrava dovesse esser seguita da un nome; ma un leggiero volger d'occhio di colui che entrava, bastò a rimandare questo nome in gola al soldato. Nessuno avea posto mente a questo suo sbigottimento: un solo compagno che gli era presso gli disse:
—Boscherino! Che duca ti vai sognando? Pure non t'ho visto bere oggi. Ti par egli luogo da duchi codesto?—Non parve vero a Boscherino di non trovar fede, e d'esser tenuto pazzo o briaco; e senza entrar in altro, volse destramente le parole, ritornando ai discorsi di prima.
Dietro i due entrati nell'osteria s'avviò Veleno colla sua rotonda e bisunta persona e con una cera olivastra, barbuta e maliziosa, nella quale si vedea un miscuglio che teneva del coviello e dell'assassino. Senza molto scomporsi fece l'atto di far di berretta, e disse:
—Comandate, signori.—
Quegli che già sappiamo chiamarsi Michele, fattosi avanti, disse: