Accortasi la brigata che in tal piacevol modo voleva il Capitano di Spagna presentare i suoi ospiti, faceva bellissimo vedere lo scompiglio che nasceva dal voler prender quelle colombe; e chi ne coglieva una, leggendo il breve, con gran festa la veniva presentando a quello cui era destinata.
Fanfulla anch'esso si diede a cercar di prenderne qualcuna; ed essendogli volata sul capo quella che portava il nome di Donna Elvira, potè così di volo leggere il breve: e piacendogli fieramente il viso della donzella, pose in animo d'esser egli quello che le presentasse il dono. Così appostato l'uccello, agile com'era, tanto fece che l'ebbe in poter suo, e, fattosi largo fra la gente, pose un ginocchio a terra avanti a lei, ed offrendole la colomba, le mostrò che aveva al collo un fermaglio di grossissimi e bei diamanti.
Donna Elvira con grata accoglienza prendeva la colomba, e volendosela avvicinare al viso per farle carezze, quella batteva le ale impaurita, alzando e scompigliando i capelli biondi ed inanellati sulla fronte bianca della giovane, che si tingeva d'un leggero incarnato. Mentre essa voleva staccare il giojello dal collo della colomba, Fanfulla rizzandosi le diceva:
—Io stimo non esser al mondo i più bei diamanti di codesti; ma, Damigella, metterli accanto agli occhi vostri è lo stesso che volerli vituperare.—
Un sorriso di compiacenza ricompensò Fanfulla delle sue cortesi parole.
Alcuno de' miei lettori, usato forse alla delicatezza che la civiltà moderna pone in tutte le relazioni sociali, penserà fra sè, questo complimento saper troppo di lambicco, e lo preghiamo però a riflettere che per un uomo d'arme del cinquecento, con un cervello pazzo quale aveva il giovane lodigiano, fu anche troppo; e ciò che lo assolve meglio di quanto potrei dire, si è che la figlia di Consalvo pensò che avea parlato accortamente e bene.
Ma non potè Fanfulla veder senza invidia ed un po' di dispetto che, dopo aver molto attentamente guardato e lodato il giojello, voltasi a Fieramosca e presentandogli uno spillone d'oro lo pregò che volesse appuntarglielo al petto. Vittoria Colonna che era vicina si fece avanti con serietà per far essa quest'ufficio; ed Ettore, conoscendo ciò che la proposta di Donna Elvira avea d'inconsiderato, stava per consegnare il fermaglio; ma Elvira che era capricciosa e fatta a suo modo, come i fanciulli che hanno sempre avuto i genitori soverchio indulgenti, entrò in mezzo a loro e disse a Fieramosca con un riso che voleva celare il dispetto:
—Siete tanto avvezzo a maneggiar la spada che sdegnate tener fra le mani uno spillo un momento?—Non restava all'Italiano che obbedire. Vittoria Colonna si volse altrove, mostrando sul viso bello ed altero quanto sarebbe stata lontana dall'usare tali lusinghe; e Fanfulla rimasto un momento a guardar Fieramosca:
—Buon per te—gli disse—gli altri seminano e tu raccogli: e s'allontanò zufolando come fosse stato solo per istrada, e non in mezzo a tal compagnia.
I doni però di Consalvo non erano soltanto destinati alle donne; aveva pensato anche ai suoi ospiti francesi; ed al duca di Nemours, non meno che a' suoi baroni, toccarono di ricchi presenti d'anella, di lavori d'oro per portare sulla berretta ed altre coserelle. La sontuosità che il Capitano di Spagna spiegava in questo convito non era senza cagione; voleva mostrare ai Francesi che non solo non gli mancava cosa veruna per provvedere le sue genti, ma che gliene avanzava tanto da poterne usar cortesia.