—Siate benedetta!...... State quieta, il vostro desiderio sarà adempiuto.

—Un'altra grazia vorrei chiedervi—seguitò Ginevra...—Non so se sia bene o male.... ma Dio, che vede il mio interno, sa se parlo a buon fine.... Vorrei che cercaste anche di lui.... d'Ettore Fieramosca, voglio dire, che è lancia del signor Prospero....... ditegli che pregherò per lui, e che gli perdono..... cioè..... no, non gli parlate di perdono..... alla fine non son poi certissima..... potrebbe esser stato un altro che gli somigliasse.... No, no, ditegli soltanto che pensi all'anima... che conosco adesso in quanto errore eravamo... si ricordi dell'altra vita, che questa passa come un fumo, e glielo dice chi n'è alla prova, e gli vuol.... e pensa al suo vero bene. Ditegli poi che se Dio, come spero, m'accoglie nella sua misericordia, pregherò per lui, onde vinca la sfida, e sia difeso l'onor dell'armi italiane.—

Fra Mariano diede un sospiro e disse:—Anche questo farò.—

La moribonda stette alquanto in silenzio, e le corse alla mente Zoraide, la sua protetta, colla quale in quegli ultimi giorni aveva pur avuto qualche rancore: supplicò il frate che cercasse di lei nel monastero di Sant'Orsola, e le recasse cogli ultimi saluti un suo monile, pregandola a portarlo per amor suo: raccomandò a lui quella povera derelitta, le trovasse egli un ricovero onorevole, e soprattutto cercasse di farla cristiana. Dopo di che seguitava:

—Un'ultima carità poi vi dimando, e certo me l'accorderete. Fatemi seppellire nella cappelletta sotterranea di Sant'Orsola, vestita dell'abito del monastero. Mi consola il pensare che dormirò in pace vicino all'immagine di quella Vergine, che ha pur finalmente ascoltate le mie preghiere, e posto un termine alla mia miseria.

—Ebbene—disse Fra Mariano frenando a stento le lagrime—il vostro volere sarà eseguito in tutto.—

Uscì ciò detto, e fatta rientrare Vittoria Colonna, prese egli la parola per non lasciare che Ginevra, alla quale veniva mancando la lena, s'affaticasse col parlar troppo, e disse:

—Signora! vi prego di cercar di Donna Elvira e far che venga qui: questa povera giovane vorrebbe dirle due parole.—

Vittoria, che non s'aspettava a questo, rimase così un momento sospesa, pure s'avviò senza replicare, mentre Ginevra le diceva:—Mi perdoni se le do questo disagio, ma non è tempo da perdere.—

Era presso alle quattro ore di notte, ed il ballo era finito da pochi momenti: le sale s'andavano votando: sfilavano giù per lo scalone gl'invitati accompagnati dai baroni dell'esercito spagnuolo.