—Oh padre mio!—disse Ginevra, tutta compresa di venerazione per le parole che udiva—Iddio parla per bocca vostra: dunque ancora posso sperare, e non sono abbandonata per sempre?

—No, anima benedetta! anzi quanto più duro è il combattere, tanto sarà più gloriosa la palma. Ma ora che Iddio vi dà grazia e tempo di conoscere le vostre colpe e le sue misericordie, pensate a non tornar addietro, e ricordatevi di ciò ch'egli dice: sarebbe stato meglio per loro non conoscere le vie della giustizia che il ritrarsene dopo averle conosciute. Chi pone mano all'aratro e poi si volge indietro non è degno della mercede. L'immagine di quell'uomo non può uscirvi del cuore? Vedete dove avevate poste le vostre speranze, da chi aspettavate gioja e conforto! Vedete per chi avete sprezzato l'amore del vostro Dio! Per uno che, quella fede mondana e colpevole che v'avea data, neppure ve l'ha saputa serbare; che ad un soffio s'è volto altrove senza curarsi di voi. Così attiene il mondo le sue promesse; e non ostante sprezzate, per seguirlo, le promesse immancabili dell'Eterno! e quando egli vi fa toccar con mano la vanità de' vostri desiderj, quasi vi sdegnate, invece di prostrarvi innanzi a questo miracolo di bontà? Non potete perdonare a colei? Ed in che v'offese? Prima, nè pur vi conosce; poi, è donzella libera, può attendere senza delitto a questi pensieri. Oh quanto dovreste piuttosto amarla, ed adorare in lei lo stromento che la mano di Dio adopra per la vostra salute! Anch'io son peccatore, lo fui, fui tanto sciagurato e cieco di cercar nelle creature la pace del cuore. Dio mi chiamò; seguii la sua voce nell'amarezza da prima; ma poi, qual ricco compenso non m'ha accordato la divina bontà pel piccolo sacrificio? Qual tranquilla allegrezza di amare ed esser certi d'un contraccambio eterno ed immenso? Oh! credete a me, anima benedetta! che son uomo e peccatore più di voi; e ne sono stato alla prova, tutto è fiele, incertezza e tenebre, fuorchè amar Dio, servirlo, e sperare nelle sue misericordie.

—Oh sì—disse Ginevra interrompendolo, e dando in un pianto dirotto,—m'avete aperta la mente, e m'avete vinta: sì, perdono, e perdono con tutta l'anima, e ne darò prova. Venga colei; che la veda prima di morire, e l'abbracci; e vivano felici insieme, come spero che Dio avrà pietà di me nella vita avvenire.—

Cadde ginocchioni il frate accanto al lettuccio, ed alzando al cielo gli occhi e le mani disse:—Variis et miris modis vocat nos Deus! Adoriamo l'opera della sua misericordia.—

E rimasto così un momento orando, s'alzò, benedisse, ed assolse la giovane, poi riprese:

—Dunque, veramente siete risolta a veder colei, e far quest'opera di paradiso?

—Sì, padre; fate che venga: sento che ho bisogno di morir perdonando.

—E Dio, ve lo dico in suo nome, già vi ha perdonato, già siete sua: questo santo proposito è il segno della vostra salute.—

S'avviava il frate per cercar di Donna Elvira. Ginevra lo richiamò.

—Una grazia—disse—mi resta a domandarvi, e non dovete negarmela, se volete che muoja in pace. Quando non ci sarò più, andate al campo francese, trovate mio marito (fra' soldati è chiamato Grajano d'Asti, ed è al soldo del duca di Nemours) e ditegli che alla mia ultim'ora ho domandato perdono a Dio, come lo domando a lui, se l'ho offeso: ditegli che, pel passo in cui mi trovo, gli giuro che l'anima mia uscendo di questa vita, è pura com'era quando mi ricevette da mio padre: che non maledica la mia memoria, e faccia dir una messa in suffragio dell'anima mia.