Fortuna pel povero giovane che era partito d’accordo colla madre, ch’essa l’avea benedetto; ove la cosa fosse andata altrimenti, ora il dolore l’avrebbe morto.

Niccolò intanto per isviarlo più che potesse dal pensiero delle sue sventure, ed accenderlo in quello della difesa, proseguiva:

—Ma perchè Iddio all’ultimo ci ha promesso il suo ajuto, non per questo dobbiam lasciar d’ajutarci, fin dove giungon le forze e la vita. S’è pensato a tutto, Lamberto: e le cose son governate in modo che quest’esercito vuol far poco profitto. Per ora intanto, chi si vantava d’inghiottirsi Firenze in un sorso, non è stato neppur capace di vincere il campanile di S. Miniato....—

—Ditemi, messer Niccolò—interruppe Lamberto, ma la parola gli morì sulle labbra. Voleva domandar di sua madre, parlare de’ suoi ultimi momenti, sapere se avea pronunziato il suo nome, se prima di passare avea chiesto poterlo vedere, se l’avea benedetto, se pareva adirata con esso lui, se gli avea perdonato il suo allontanamento, e cent’altre cose. Ma al momento di muover la parola glie n’era mancato il coraggio. Vi sono tali ferite del cuore tanto intime, tanto acerbe ed irritabili, che non v’ha modo a trattarle. Difficilmente l’uomo s’attenta a palesarle, a parlarne; sembra che que’ pensieri stessi già tanto dolorosi quando pesan sull’anima taciti e profondi, espressi colla voce si farebbero troppo enormi e tremendi; e si sente che esacerbati d’un sol grado diverrebbero maggiori delle forze dell’uomo. Rimase perciò un momento sospeso, e ripetendo poi la frase, ma con mutato pensiero:

—Ditemi, messer Niccolò. Sapete ove s’è riparata vostra figlia?—

—Vuoi dir la Lisa.... che la mia figlia è Laudomia. Rispose il vecchio con volto severo. Non lo so, e non mi curo saperlo. Tieni a mente, Lamberto, che prima di fermare un proposito, vi penso. E fermato ch’io l’ho, non mi muto. Ora parliam di Firenze. Pensiamo al fatto tuo. Tu sei a cavallo, tu hai indosso l’arnese d’un uomo d’arme. Se vuoi darmi retta, ti porrai nella compagnia dell’Arsoli. Egli è valent’uomo; la sua è buona gente, e di cavalli n’abbiam mestieri, per tener aperti i passi e pulito il contado verso Mugello, ove già scorron quelli del marchese del Vasto.—

—Così farò.... Ma e colui.... Quel Troilo, dov’è?....—

—È in campo.... Oh! che pensieri ti giran nel capo? Vorresti tu?.... non sai ch’è suo marito?... Se l’incontrerai in battaglia passagli il petto colla spada,.... ti è lecito.... ma non dubitare, ciò non avverrà.... i traditori non s’incontrano in battaglia. Orsù, levati di questi pensieri. Sii uomo, Lamberto.—