—Oh, quando mi venne in mente di ritornare in Firenze!....—
Niccolò, udite queste parole s’alzò, gli pose una mano sulla spalla, e con voce dolce e grave al tempo stesso gli parlava così:
—Lamberto, non sei tu fiorentino? Non è questa la tua patria, ora minacciata da tanti nemici? E ti potresti pentire d’esser venuto ad ajutarla? Lo sa Iddio se io vorrei colla vita poterti liberare dal tuo giusto dolore.... così avesse Iddio voluta la mia morte e non la mia vergogna!.... Ma chi potrebbe levar la fronte contr’esso, contro il voler suo?.... Il male non ha rimedio!.... e questo male è mio, è tuo, è di questa povera casa, di poche persone private.... e dobbiamo noi averne pensiero, dobbiamo tanto curarlo, quando un male immenso, una rovina universale ed imminente sovrasta alla patria nostra? Oh Lamberto! qui i vecchi, le donne, i fanciulli hanno posto mano alla difesa, e tu....—
—Oh! non mi dite altro, messer Niccolò, chè mi trafiggete l’anima.... E stato un momento! che alla fine il cuore non è poi di bronzo.... Sì, messer Niccolò, sì, padre mio (che a dispetto della fortuna io non vo’ più chiamarvi altrimenti) questo braccio, questo sangue è di Firenze: le mie forze, la mia vita, tutto consacro alla patria, alla difesa di questo popolo e della nostra libertà.... Iddio volle togliere tanto bene, tanta dolcezza della mia vita? Sia benedetto il suo santo nome, che la maggiore di tutte non me la tolse, quella di combattere e di morire per la terra ove nacqui, in difesa di quelle mura che chiudono i miei cari, i miei amici, i miei fratelli! Mi vedrete da’ merli combattere, cader nel mio sangue; direte: Lamberto è morto da virtuoso, da forte cittadino, e rimarrò per sempre nel vostro cuore, nella vostra memoria... Oh! padre mio, io parlai come un pazzo.... ma perder in un momento ciò che per tanti anni s’è tenuto di mira come il sommo de’ beni! che s’è comprato con tanti travagli!.... son uscito di me.... perdonatemi. Oh! quanti si stimerebbero felici,... ora lo conosco.... quanti benedirebbero Iddio di poter dare alla patria la vita! e debbon consumarla vilmente, e perderla alfine inutile ed oscura!.... Ed io invece?... Dio, ti ringrazio, ti ringrazio o Cristo nostro re, che m’hai raccolto sotto la tua bandiera!.... non si parli più d’altro, padre mio, non si parli più di nulla.... combattere, vincere o morire per la patria, per la sua libertà....—
E nel dir queste parole avea la faccia levata, gli occhi scintillanti. Niccolò l’abbracciava con impeto d’affetto e d’allegrezza, e la povera Laudomia, che era stata sempre attenta e muta durante questo colloquio, si trovò, senza avvedersene, avere stretta tra le sue mani candide e delicate, la robusta destra di Lamberto.
Tornata in se dopo un momento lasciò quella mano, ed un poco dopo, arrossita, uscì dalla camera dicendo andava a dar gli ordini, onde i cavalli ed il famiglio di Lamberto fosser messi al coperto.
I due rimasti, sedutisi al fuoco, seguitava Niccolò:
—Bene hai detto, Lamberto; ora è tempo da pensare non ai nostri, ma ai casi di questa povera patria. Ma stiam di buon animo; tutto quanto accade, è stato predetto dal nostro santo maestro: più s’aggrava il flagello, e più si fa vicina la corona e il trionfo, più sembrerà inevitabile la ruina, e più ci sarà d’appresso il soccorso. Quando e’ parrà che tutti gli uomini ci abbiano abbandonati o traditi, allora sorgerà la virtù d’Iddio, allora i suoi angeli scenderanno su queste mura a difenderle. Così predisse fra Girolamo. Chi potrà dire che una sol volta egli abbia mentito? Vengan tutte l’armi del papa, dell’imperatore; vengan tutti gli eserciti della terra, potranno essi star contro la spada d’un sol serafino? Contro quella spada che precipitò Lucifero negli abissi?—
Lamberto, che stava immobile fissando il fuoco, rispose così colle labbra:—Voi dite il vero—tanto per mostrare d’aver ascoltato, ma di tutto il discorso del vecchio non avea udita neppur una sillaba. I pensieri che gli agitavan la mente, eran troppo potenti perchè fosse in istato di dar retta ad altro. Diceva a se stesso—Tu abbandonasti la mamma vecchia, inferma, già con un piè nella fossa, tutto per costei, per guadagnarti il suo amore, per meritar la sua mano. Eccoti tornato. Dov’è tua madre? Morta. Dov’è la Lisa? Peggio che morta—è fuggita con un traditore!.... Oh! è giusto Iddio.