Poichè la Lisa ebbe visto chiudersele in faccia dal padre il portone di casa; dappoichè la sua miseria, le sue preghiere, il suo pianto tutto era stato inutile, si mosse, lenta e sconsolata, dopo essersi un momento riposata sugli scalini del limitare, per tornare ove avea lasciato il figlio. Colla sinistra veniva attenendosi ai muri, portava nella destra il poco pane, nel quale erano, si può dir, numerati i giorni di vita che rimanevano a lei ed al suo bambino, e con voce sommessa andava dicendo: «Oh! debbe pur esser enorme il mio peccato!»
Giunta all’uscio della casetta in via Larga, udì il pianto del povero Arriguccio, unito al cantar della vecchia, che non sapendo trovare altro modo s’ingegnava così di racchetarlo. Salita a furia, trovava in grembo alla Niccolosa l’affamata creaturina, che colle manine le frugava ne’ panni, aprendo le labbra aride, e cercando il seno. Gettò su un desco la tovaglia col pane, si tolse in collo il figlio, sedette, si scinse in un lampo, e trovò aver pure tanto latte da poterlo calmare per un momento. «Oh, il mio sangue potesse far le veci del latte!» diceva sospirando la misera madre.
La vecchia, alzato un de’ capi della tovaglia, e vedendo il pane arrecato:
—Questo, diceva, è pur qualcosa la Dio mercè! ma quanto durerà? Oh! chi ve l’ha dato? dove fusti?.... siete uscita tanto in furia....—
—Dal babbo.—
—E nient’altro? Non v’è riuscito?....—
—Nulla, nulla. Io non ho più anima al mondo che si curi di me, che m’ajuti. Oh! ma è vivo il padre di quest’innocente, s’io dovessi passar tra le fiamme, io saprò giungere a lui: io glielo arrecherò.... è suo sangue alla fine?.... se Fanfulla vorrà condurmi egli, se no, andrò sola. Che cosa mi potrà succedere alla fine.... che m’ammazzino? E qui non moriam forse di stento oncia a oncia?—
—Voi dite il vero, e, secondo me, qui non è tempo da perdere ed ogni poco che si tardi, questo fanciullo è ridotto di qualità che l’ajutarlo poi sarebbe inutile.—
Le due donne tacquero alcuni minuti, mentre il bambino tutto inquieto per la scarsità dell’alimento, ora si staccava dal petto lamentandosi, ora accarezzato dalla madre si lasciava riporre il capezzolo fra le labbra, finchè dopo un lungo durare di queste angustie venne ricadendo in quell’irritazione convulsa ond’era stato assalito in prima sera. Apparvero i segni precursori del nuovo insulto, e la Lisa a darsi da fare per ajutarlo, e piangendo diceva:
—Oh, Vergine Santa, aiutatemi! ecco che gli torna il benedetto[33]. Oh! questa volta sarà l’ultima, non saremo più a tempo.... si potesse mandar per lo speziale.... avesse un qualche lettovaro!... oh! correte.—