—Due borse d’oro e di seta.

—Un anello d’ariento da cucire.

—Uno specchio d’osso intarsiato.

—.... E.... come dicevo.... i trombetti della Signoria sulle scalere di Santa Maria maggiore, e le trombe, co’ pendoni bianchi e ’l giglio rosso in mezzo! e tanti fiori, e tanta mortella... e saranno stati da 200 tra giovani e gentildonne in istrada aspettando fosse ora del desinare.... e che gale! e che ricchezze!... Ma vostra madre M. Fiore ell’era degli Albizzi, e portava 1000 lire di dote!.... e gli Albizzi, prima che messer Rinaldo si rovinasse, era la prima casa di Firenze. Le cose non andavano com’oggi giorno, allora....

—Un pajo di forfici.

—Un pajo di scarpelli da occhielli.

—Nastri di più ragioni, e refe di più colori.

—Una stola bianca lavorata di seta.

—Una coda di cavallo da pettini lavorata di seta[47]....

—Allora Fra Girolamo non avea vietati ancora i desinari, le veglie, le feste che si facean per le nozze.... non avea ordinate le compagnie de’ fanciulli che andasser per le case a domandar l’Anatema, per abbruciare poi tutto in piazza..... Era un sant’uomo! e vero.... ma egli arse pure allora di gran belle robe!.... e messer Niccolò volle che vostra madre desse a codesti fanciulli vesti, cappelliere, e lisci, e liuti, e pitture che valevano di gran centinaja di fiorini.... Poverina! gliene sapea pur male, e non voleva... ma il babbo disse: voglio.... chi potea opporsegli?..... Egli avea un ritratto di M. Fiore per mano del Francia.... una bellezza! parea vivo. Volle che anche codesto si ardesse.—