Ad generum Cereris sine cæde et vulnere pauci
Descendunt reges et sicca morte tyranni.

Non parrebbe che in cotesti ribaldi dovesse esser idea veruna di religione o di fede. Eppure, a loro modo, essi avean l’una e l’altra; tanto è vero che Diogene nel definir l’uomo un bipede implume, avrebbe dovuto aggiungere «ed inconseguente.» Essi edificavan chiese, nutrivan frati, arricchivan santuarj; credevan in Dio, nel vangelo, nel papa, ed, avanti sempre coll’istessa logica, nelle streghe, nell’alchimia e nell’astrologia.

Malatesta anch’esso prestava cieca fede ad un astrologo ebreo detto maestro Barlaam, nativo d’Ungheria, il quale all’arte divinatoria univa molto sapere nella medicina, e molta pratica nel modo d’esercitarla.

Viveva costui a discrezione in casa il Baglioni, lo seguiva in tutte le sue imprese, e s’andava facendo ricco de’ suoi danari.

Non si può dir però che fossero tutti egualmente rubati, e ne guadagnava meritamente una parte colle cure continue che richiedevano le gravi infermità del suo padrone.

Quella malattia tremenda, colla quale l’America s’è così pienamente vendicata dell’Europa, e che nel secolo XVI raro o non mai si guariva, andava consumando lentamente Malatesta. Egli aveva sortita dalla natura una complessione robusta colla quale potè sostener le fatiche e i disagi della milizia, finchè le conseguenze della dissolutezza non ebber distrutta in lui la salute e le forze. Dapprima egli era largo di spalle e di petto, di volto vegeto e brunetto, con barba e capelli neri, corti e ricciuti; insomma era il vigore in persona.

In quale stato l’avessero ora ridotto i suoi malanni, lo vedremo tra poco.

Il palazzo Serristori, ov’egli alloggiava, era, com’è al presente (benchè al tutto mutato) in fondo alla piazza presso il Ponte alle Grazie. La parte di dietro guardava sul canale delle mulina e sull’Arno.

L’istessa mattina dalla quale ha preso le mosse la nostra storia, un’ora innanzi l’alba tutto il palazzo era cheto, il portone chiuso ed il solo sportello rabbattuto, al quale era di guardia un soldato, coperto di ferro le braccia, il capo e ’l busto, coi larghissimi calzoni del cinquecento, a striscie rosse e nere, e colle calze a liste de’ colori medesimi.