Ma tutto precipitava in un delirio di collera senza nome. Avidi di crudeltà, inebbriati di cruccio, decisi di andare sino in fondo al loro peccato, portarono il loro amore dove erano vissuti gli altri due amori, nei giardini, nelle ville, nelle campagne, sulle spiaggie, nelle strade, nei teatri: dove ci era un ricordo, vollero deturparlo. Rifecero la via della passione, senza passione: rifecero la via dell'amore, cambiandola in via crucis. Erano ebbri del loro peccato, ammalati, agonizzanti: stracciarono le lettere, dispersero i ricordi, spezzarono i ritratti: presi dalla follia della distruzione. Fino a che, una sera, egli le disse:
— Voglio che mi baci come l'altro.
— Vattene, vattene — strillò lei. — Io non t'amo, vattene; io non posso amarti, vattene; io ti odio, vattene.
Lui la odiava, nell'intensità dello sguardo.
***
In verità, essi sono più infelici che mai; infelici quanto umanamente si può essere. E se si rivedono talvolta, si fanno orrore. Poichè hanno commesso, insieme, un sacrilegio.
Piccola collezione «Margherita»
Casa Editrice E. Voghera, Roma