— Tu hai passato sei mesi, passeggiando la notte sotto le sue finestre e con me niente — diceva Teresa.
— Tu hai passato tre anni in casa sua e da me non un minuto — diceva Guido.
Rinascevano i ricordi, assidui, angosciosi, mescolandosi stranamente al presente.
— Io voglio che mi chiami Ninì, come chiamavi l'altra — diceva Teresa, ostinandosi, diventando malvagia.
— Non posso, non posso — faceva lui disperato.
Riapparivano, riapparivano le memorie, turbando il presente, guastandosi nel presente.
— Se mi vuoi bene, non devi portare il medaglione col ritratto dell'altro — diceva Guido.
— Non posso, non posso — gridava lei, singhiozzando.