Cristina sogguardò da quella parte. Pappino, appoggiato a un'acacia, col cappello in mano, si passava l'altra nei capelli ricciuti, con un gesto stanco e triste di persona infelice.

— Come ti guarda! — disse Irene. — Non ne hai pietà?

— Ma che pietà! Mi secca, tutti lo vedono, domani saremo la favola del paese. Bel guadagno ad avere una persona come lui alle costole!

Malgrado l'aria imbronciata di Cristina, Peppino seguitò il suo armeggio di spasimante provinciale, cavò il fazzoletto di seta rossa dal taschino del soprabito, se lo portò alle labbra come se lo baciasse, lanciando alla fanciulla certi sguardi lunghi, appassionati. Immediatamente Giulia Ricca dette l'avviso di questo avvenimento ad Adelina Magliolo; dall'altra parte Mariella Nespoli lo disse a Clemenza La Corte e tutta la fila delle fanciulle fu commossa. Per un momento si credette che Peppino Fiorillo guardasse Caterina Marcorelli, ma l'errore fu subito corretto, è Cristina, è Cristina Demartino, circolò sottovoce.

— Cristina corrisponde?

— No, no, non vuol saperne.

— Domandate a Irene.

— Irene dice che Cristina non vuol saperne.

— Sarà vero?

— Mah! abitano dirimpetto, non direbbe la bugia.