E le prese la mano, risolutamente, per portarla via.

— No — disse lei.

— Venite via.

— No.

— Perchè?

— Perchè non vi amo.

— O Paola, o Paola, non parlate così — proruppe Fulvio, con voce di pianto.

— Come volete che io parli?

— Tacete piuttosto. Il suono della vostra voce, così dolce e così fredda mi fa disperare. Tacete ve ne prego.

Ella tacque. Fulvio si era buttato con le braccia e col capo sul parapetto, soffocando [pg!49] i singhiozzi. Ella aveva chinato la testa sul petto, come se pensasse profondamente. Una carrozza passò sulla via di Posillipo, al trotto, un suono di risa squillanti arrivò. Paola levò il capo.