— Non posso, amico; questi signori hanno bisogno di fumare. Ecco là mio marito senza sigarette.
[pg!20] S'involò, leggiadra, offrì le sigarette a suo marito, sorridendogli. Il marito la guardava quietamente, con un'aria soddisfatta di uomo dalla felicità imperturbabile e sceglieva la sigaretta, a lungo scherzando con le dita della moglie. Pareva che si dicessero tante cose, marito e moglie, tante cose d'amore: ed erano così giovani, così belli, così ben accoppiati, che i loro amici li consideravano con compiacenza, come si guardano due fidanzati. Tutto solo appoggiato alla finestra, Fulvio fissava la scena e impallidiva: fece due o tre passi avanti. Ma, ecco, ella veniva di nuovo a lui, snella, leggiera.
[pg!21] — La sigaretta è spenta, volete del fuoco?
— Non temete voi — fece lui, a denti stretti, ma col più amabile fra i sorrisi — non temete voi che io uccida vostro marito?
— La spagnoletta è spenta... guardate...
— Vedrete che lo uccido, signora.
Senza più dirgli nulla, fattasi un po' seria nella faccia, Paola si allontanò da lui, a rilento, come se l'avesse colpita una parola dolorosa. Ora tutti complimentavano la signorina Sofia che aveva cantato così bene les adieux de l'hôtesse arabe: e la gracile fanciulla, tutta malinconica, sorrideva mestamente.
[pg!22] — Vi piace Bizet? — chiese Sofia a Fulvio, che si era accostato al resto della brigata.
— Bizet? — fece lui come trasognato.
— Sì: vi domandavo se vi piace.