— Assai — mormorò lui distratto.

La fanciulla gracile e mesta lo guardò e ripetette, come fra sè, le prime parole della romanza francese:

Puisque rien ne t'arrête...

Ma egli non udì, concentrato nei suoi pensieri.

... adieu bel étranger — finì Sofia pianissimamente.

Attorno al pianoforte, ora si rideva. Il maestro giovanetto, pallido, col grosso [pg!23] ciuffo di capelli neri sulla fronte, arrivato da poco da Londra, raccontava a quei suoi amici napoletani l'ostinazione delle misses e delle mistresses inglesi a voler imparare le patetiche romanze italiane; ne rifaceva le smorfie e le contorsioni, vivacemente, col brio del napoletano che si vendica della lunga stagione di nebbia sopportata a malincuore. Tutti ridevano, specialmente il marito di Paola: Paola, ritta in piedi, si sventolava col grande ventaglio di raso nero, dove un pittore fantastico aveva dipinto un paesaggio lunare. E Fulvio, non potendo parlare, guardava Paola: la guardava con [pg!24] tanta intensità, con una fissità così ardente, che a lei le palpebre batterono, due o tre volte, quasi per fastidio. Ma lui non si scosse, avvinto, ipnotizzato, bevendo dagli occhi di lei che non lo guardavano, il fascino invincibile: ed ella, naturalmente, come se la luce soverchia la infastidisse, levò l'ampio ventaglio di raso nero e si nascose il volto. Ora Fulvio non vedeva che il busto scintillante di perline nere e la mano sottile levata, premente le stecche nere del ventaglio: una vela di raso nero gli celava la faccia di Paola: tutti ridevano per le caricature del maestro di musica. Fulvio [pg!25] aveva gli occhi pieni di lacrime. Sofia lo guardava, con un lievissimo, malinconico sorriso.

Ma un delicato suono di mandolino entrò dalle finestre che davano sul mare: le risa tacquero, tutti tesero gli orecchi. Il suono si avvicinava: e la brigata, come attratta, si affollò alla porta che dava sul terrazzo. Nero era il mare, nella notte nera: altissime, tremolavano le stelle sul cielo nero. Attraverso l'oscurità del mare una barchetta passava, portando a prora una fiaccola sanguigna che si rifletteva nell'acqua e vi metteva una vampa; sulla barchetta qualcuno suonava [pg!26] il mandolino, ma non si distingueva chi fosse; qualche cosa biancheggiava, come il vestito d'una donna. E la facella sanguigna rifletteva la sua luce sul mare, e il mandolino invisibile si lamentava, e l'ombra bianca era immobile, e la barchetta filava; un silenzio aveva colto la lieta brigata.

— È una romanza in azione — disse il maestro di musica rompendo il silenzio.

— Duetto d'amore — strillò un giovanotto.

— Non li disturbiamo — disse soavemente Paola.