--Perdonatemi--fece lui, levandole in faccia gli occhi supplichevoli.

--Amico, non ho nulla da perdonarvi--disse Paola, soavemente.

--Sono un brutale: voi siete buona.

--No, no--e fece per ritirarsi.

--Non restate mai un momento accanto a me--mormorò lui con voce di pianto.

--Non posso, amico: questi signori hanno bisogno di fumare. Ecco il mio marito senza sigarette....

S'involò, leggiadra, offrì le sigarette a suo marito, sorridendogli. Il marito la guardava quietamente, con un'aria soddisfatta di uomo dalla felicità imperturbabile e sceglieva la sigaretta, a lungo scherzando con le dita della moglie. Pareva che si dicessero tante cose, marito e moglie, tante cose d'amore: ed erano così giovani, così belli, così bene accoppiati, che i loro amici li consideravano con compiacenza, come si guardano due fidanzati. Tutto solo appoggiato alla finestra, Fulvio fissava la scena e impallidiva: fece due o tre passi avanti. Ma, ecco, ella veniva di nuovo a lui, snella, leggiera:

--La sigaretta è spenta: volete del fuoco?

--Non temete voi--fece lui, a denti stretti, ma col più amabile fra i sorrisi--non temete voi che io uccida vostro marito?

--La spagnoletta è spenta....