Egli la guardò, sorpreso. Ma ella non gli dette tempo di rispondere:

--Ho letto, ieri l'altro, una parola misteriosa in un libro misterioso. È la parola: ideale. Non sorridete, la conoscevo: ma non comprendevo bene che fosse. È la nuvola che passa, non è vero, l'ideale? È la musica che abbiamo nella mente? È il quadro dipinto nella fantasia? È un fantasma adorato? È tutto questo, non è vero?

--Tutto questo ed altro ancora, signora.

--O amico, voi dovete averlo ed amarlo un ideale. Ditemi qual è.

--Io non posso dirvelo.

--E che? non mi amate voi forse?--sclamò lei, con gli occhi lucenti.

--Sì, ma non vi dirò il mio ideale.

--Ebbene, non me lo dite: io lo so. L'ho indovinato: il mio cuore è diventato profeta. Il vostro ideale è una donna, quella donna che v'ami. Consolatevi e ringraziate il Signore. L'ideale è vivo: io v'amo, Cesare.

--Non scherzate, Laura.

--Non scherzo, vi voglio bene,