--V'ingannate, forse.

--Non m'inganno: vi voglio bene.

Egli impallidiva sempre più. Un tremolio gli agitava gli angoli delle labbra.

--Ve ne scongiuro, Laura, non mentite! Rimanete bella, malvagia, seducente, ma indifferente, ma lontana, ma inafferrabile! Se volete che v'adori, ditemi che non mi amate.

--Io non vi capisco, voi siete pazzo, Cesare: io so che v'amo.

--Addio, Laura.

--Non ve ne andrete, spero.

--Me ne vado; addio.

--Cesare, Cesare!

Ella spalancò un balcone; la viva luce del sole la ferì. Si spenzolò sulla ringhiera e gli gridò: